Logo Juve, si alla commercializzazione, ma senza abbandonare il DNA Juventus

(Foto LA STAMPA)

di ALESSANDRO NARDELLI - Logo Juve, dico la mia, brutto a vedersi, più sulle magliette che su altra oggettistica. Però utile e funzionale per la trasformazione definitiva della Juventus da semplice squadra e fede ad azienda e prodotto Juventus, con un suo marchio distintivo, come tutti i brand delle grandi aziende. Si tratta di una graduale ma continua mercificazione del nome Juventus e di conseguenza di tutto quel che ruota attorno ad esso, come la squadra, lo stadio, la storia. Quindi, nelle tribune potremmo secondo me vedere sempre più famiglie e bambini con tablet e smartphone più impegnate a fotografare la partita che a incitare i propri calciatori. Non so se questo impoverimento del tifo, a lungo andare potrà essere un bene o un male per la squadra, ma questa è la realtà dei fatti, e il progresso, specie quello economico è un'impetuosa onda che travolge tutto e tutti. La speranza è che, appiattiti da questa commercializzazione, non si perda di vista la stella polare, il DNA Juventus, senza il quale, il passato insegna, non si va da nessuna parte. E questo DNA o lo hai o non lo hai, non lo si può costruire su un computer come un marchio, o in un cantiere come uno stadio.

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