Calcio. Andrea Della Valle: "Su Paulo Sousa non ci sono decisioni a breve"

"Non ci sono decisioni a breve su Paulo Sousa. In questi giorni vedremo come far quadrato, come spiegare l'accaduto di questa eliminazione. Bisogna capire come è stato possibile prendere tre gol in questo modo. Sono cose su cui si confronteranno i giocatori e l'allenatore" ha dichiarato il patron della Fiorentina Andrea Della Valle parlando del futuro del tecnico portoghese Paulo Sousa, all'indomani della sconfitta per quattro a due per mano del Borussia Monchengladbach che ha portato alla conseguente eliminazione della squadra viola dai sedicesimi di finale di Europa League "Ha parlato Pantaleo Corvino su Paulo Sousa, non sono argomenti di cui vorrei parlare a caldo. Adesso c'è da capire come uscirne da una partita che avevamo in mano. Mi dispiace per i tifosi, per me, per tutti. I tifosi che ci contestano? Sono delusi come me, come tutti, hanno rabbia come noi, mi scuso a nome della squadra. Io non ho niente da scusarmi ma è giusto scusarsi con loro, i nostri tifosi. Siamo stati mezz'ora nello spogliatoio a fine partita, come sempre ho cercato di far capire ai giocatori qualche errore grande che c'è stato però sono ragazzi giovani e quindi devo cercare di trovare fuori qualcosa di positivo dalla serata di ieri. Non si può buttare a monte tutto con un gruppo così. Non credo che il futuro di Kalinic a Firenze sia in bilico. Il ragazzo ha detto che vuole restare con noi, cercheremo di tenerlo motivato come tutti devono rimanere motivati. Il sesto posto non è così lontano, non si può abdicare adesso e sono tutti professionisti. E'uno shock l'eliminazione dall'Europa League, la rabbia viene dopo. A due minuti dalla fine del primo tempo avevamo la partita in mano, quasi chiusa, poi un rigore inventato l'ha riaperta e c'è stato successivamente un quarto d'ora di shock nel secondo tempo. C'è delusione ed è uno shock vero questa sconfitta. Una partita così non me la ricordo da quindici anni che sono qua ed ancora non mi capacito del suo epilogo. Bisogna però reagire perchè il campionato non è chiuso. Devo ancora pensare che il sesto posto, anche se è difficile, non è così irraggiungibile. La rabbia è tanta, la coppa è andata ma se i giocatori sono uomini devono reagire a partire dalla gara di lunedì prossimo. La coppa era un nostro obiettivo, ci puntavamo, abbiamo vinto in Germania e ce la potevamo giocare con tutti, purtroppo quei venti minuti malefici, con tre calci piazzati, bisogna capire come si fa a prendere tre gol. Inutile recriminare. Dalla rabbia devo pensare subito a come ripartire, a rimotivare tutti perchè il mio ruolo non è distruggere. Sul futuro faremo le nostre valutazioni, adesso, a caldo, non mi sento di dire altro". 

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