Calcio. Pjanic: "Da quando sono alla Juventus, ho imparato molto"

Miralem Pjanic, il centrocampista bosniaco della Juventus, traccia un bilancio dei suoi primi mesi in bianconero. 
"Da quando sono arrivato alla Juventus, ho imparato molto" ha dichiarato Miralem Pjanic in un'intervista rilasciata a Sky Sport e Mediaset "I primi mesi sono stati di adattamento, ai nuovi compagni, al sistema di gioco, alle richieste del mister. Mi è servito un po' di tempo per entrare nei meccanismi, ma credo sia normale. Ora stiamo giocando con il 4-2-3-1 e stiamo facendo bene, costruiamo molto e subiamo poco. Dietro di me ho giocatori di grande esperienza e di fianco e davanti ci sono compagni di spessore e di qualità. A inizio anno facevamo più fatica a sviluppare il nostro gioco, mentre adesso ci capiamo al volo. Siamo giocatori intelligenti e abbiamo imparato a conoscerci. Ora avverto la fiducia di tutti, ho capito i movimenti da fare e sento di essere diventato un giocatore importante. Ho ricoperto tutte le posizioni a centrocampo e ora gioco con un compagno davanti alla difesa, come già mi era capitato in Nazionale, ma non avrei problemi anche con un altro sistema. Credo che un giocatore intelligente debba sapersi adattare e imparare a muoversi in posizioni diverse. Ora arriva un periodo molto importante, perché tra marzo aprile e maggio si decide la stagione. La cosa più importante qui è vincere, la voglia della squadra e della società è impressionante e permette a un calciatore di crescere. Non ci poniamo limiti, crediamo di poter raggiungere tutti gli obiettivi e lavoriamo per farlo. Credo che gli arbitri facciano del loro meglio. Le partite si giocano in campo e le squadre che creano di più spesso vincono. A Milano abbiamo avuto un po' di sfortuna quando l'arbitro ha annullato un nostro gol e poi abbiamo perso la partita, ma ci siamo passati sopra e sia la società che il mister ci hanno semplicemente detto di continuare a lavorare. Penso che la vittoria contro il Napoli sia stata meritata, perché nel secondo tempo abbiamo creato molte occasioni. Nell'episodio con Albiol, io non lo tocco ed è lui che ci viene addosso, forse perché ormai la palla era andata e ha provato a ottenere il massimo. Meglio parlare delle partite perché le polemiche non servono a nulla. Però sembra che alla gente piacciano...".

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