I 4 infortuni più drammatici del calcio moderno

Storie fatte di lacrime, vendette, recriminazioni e rinascite. Da Roby Baggio a Roy Keane, da Alex Del Piero al “fenomeno” Ronaldo. Tutti gli infortuni al ginocchio che hanno segnato il destino calcistico di quattro monumenti del calcio.

Roberto Baggio, le gioie e i dolori del Divin Codino


Foto da fantasista10.co.uk

Il giocatore italiano più forte di sempre, insieme a Gianni Rivera. E anche il più ‘sfortunato’. «Da quando mi conosce il grande pubblico», disse Baggio in un’intervista, «ho sempre giocato con una gamba e mezzo. Ho una gamba più piccola dell’altra, un ginocchio a orologeria, i menischi non so neanche più cosa siano. Con il male che ho io al ginocchio, avrebbero già smesso tutti da anni. Ho male tutte le volte che gioco». Questo non gli ha impedito di dipingere calcio fino a 40 anni, con le maglie di Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Inter, Bologna e Brescia. Il primo grave infortunio - rottura del legamento crociato anteriore e del menisco - in Rimini-Vicenza, a soli 17 anni. I postumi di questo stop Baggio se li è portati dietro per tutta la carriera. L’ultimo crac a 36 anni, durante Parma-Brescia: è ancora il crociato a saltare. Nel mezzo, tante operazioni e sinistri cigolii al ginocchio, un Pallone d’Oro vinto, giocate da stropicciarsi gli occhi e quella continua rincorsa alla maglia azzurra che lo ha ripagato col più grande rimpianto della sua vita, il rigore fallito contro il Brasile nella finale di USA ‘94. Nemmeno i guai fisici sono riusciti a fermare il destino di un campione. Tantomeno ad offuscare quel talento cristallino che lo ha elevato a leggenda del calcio italiano.

Le sette vite di Alessandro Del Piero


Foto da soccermining.com

Gli alti e bassi del suo percorso calcistico hanno fatto della sua carriera un romanzo. Decisivo nella Juventus, altalenante in Nazionale. Per questo Alessandro Del Piero, ribattezzato “Pinturicchio” da Gianni Agnelli per l’eleganza del suo gioco, è stato uno dei giocatori che più hanno diviso critici e tifosi. Il suo dualismo in azzurro con Roberto Baggio prima e Francesco Totti poi ha scaldato per anni il cuore degli italiani. Lo spartiacque della sua vita calcistica l’8 novembre 1998, il giorno prima del suo compleanno. Si gioca Udinese-Juventus. A gara ormai conclusa, Del Piero si infortuna: la lesione del legamento crociato anteriore e posteriore lo costringe a un intervento di chirurgia del ginocchio negli Stati Uniti e a 9 mesi di stop. Inizia un declino stregato che si trascina per due anni, fino a quel gol contro il Bari e alle lacrime per il papà, scomparso pochi giorni prima. È la rinascita di Del Piero. Dopo aver vinto tutto con la Juventus, riscatta anche la sua storia in Nazionale, risultando decisivo nel Mondiale vinto in Germania nel 2006. Il resto è storia recente. Dopo 20 anni in bianconero diventa ambasciatore del calcio italiano emigrando prima in Australia, poi in India. Un fuoriclasse dalle sette vite.

Keane, Haaland e l’arte della vendetta


Foto da thesun.ie

Roy Keane, sangue irlandese, uno dei centrocampisti più forti e cattivi del calcio moderno, capitano del Manchester United più vincente di sempre. Nella stagione 1997-98 incrocia la sua corsa (nella foto) con quella di Alf Inge Haaland, difensore norvegese del Leeds, e cade dolorante. Si è rotto il legamento crociato. Haaland gli intima di rialzarsi, pensando di primo acchito si tratti di simulazione. Non finisce qui, perché le strade dei due si incrociano ancora 4 anni dopo, nel derby di Manchester (Haaland nel frattempo si è trasferito al City). Keane restituisce l’affronto con uno dei colpi più delinquenziali della storia del calcio: intervento killer sul ginocchio di Haaland e cartellino rosso. L’irlandese, come se non bastasse, si avvicina all’avversario con fare minaccioso e gli grida in faccia la sua vendetta. La carriera di Haaland, virtualmente, finisce qui. Nella sua autobiografia, Keane racconterà di non essersi mai pentito di quel gesto. Su YouTube la sequenza dei due scontri* vanta quasi 9 milioni di views. Appese le scarpette al chiodo, l’ex custode della mediana dei Red Devils si fa crescere la barba. Nel 2014 Haaland gli dedica un tweet. “Mai fidarsi di uno con la barba così…”. In allegato la foto di Saddam Hussein. 

*Approfondimento video: https://www.youtube.com/watch?v=p_st29mlQwU


 Ronaldo, il Fenomeno


Foto da thesun.co.uk

Uno dei giocatori più forti della storia del calcio. Ha vinto due Mondiali col Brasile e due Palloni d’Oro. Sarebbe potuto essere nell’Olimpo celeste del calcio, insieme a Maradona e Pelé, se la sua carriera non fosse stata costellata dagli infortuni. Il primo grave stop nel 1999, in Inter-Lecce. Lesione al tendine rotuleo, intervento di chirurgia del ginocchio destro e stop di sei mesi. Al rientro in campo (Lazio-Inter, finale d’andata di Coppa Italia) si consuma il dramma: dopo 6 minuti dal suo ingresso in campo il ginocchio del brasiliano fa di nuovo crac. Il tendine rotuleo, stavolta, si rompe completamente. Il grido che squarcia l’Olimpico di Roma e le sue lacrime di dolore** sono storia. La stagione da incubo dell’Inter si conclude con lo Scudetto che sfuma all’ultima giornata. Ronaldo, dopo aver temuto per la sua carriera, torna in campo la stagione successiva. Ma dopo pochi mesi passa al Real Madrid tra lo sconforto dei tifosi interisti. Otto anni dopo, con indosso la maglia del Milan, il brasiliano cade ancora. Stavolta è il tendine del ginocchio sinistro a tradirlo. Nel 2008 torna in Brasile, per terminare una carriera fantastica e drammatica.

**Approfondimento video: https://www.youtube.com/watch?v=5TEB8zefQUk

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