Calcio. Marotta: "L'obiettivo della Juventus è competere nelle manifestazioni e ottenere il meglio"

TORINO - "Lo scudetto più bello? Il primo" ha dichiarato il dirigente della Juventus, Beppe Marotta, ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno "perchè ci ha visti coinvolti in una grande emozione che non avevamo mai provato, da Agnelli a me, a Conte, era un traguardo insperato ma quando si vince lo scudetto è sempre una grandissima indimenticabile emozione. Tanti calciatori si fanno sentire per venire a giocare da noi. Il lavoro di questi anni ha portato a dei risultati anche in termini di valorizzazione del brand, dell'appeal e siamo felici di poter ingaggiare giocatori del calibro di Dani Alves. Di Massimiliano Allegri, ricordo che è arrivato fra lo scetticismo generale, con una piccola contestazione a Vinovo, ma eravamo consapevoli di aver preso un allenatore vincente e di avere un gruppo squadra che avrebbe favorito l'inserimento di un nuovo allenatore e di avere alle spalle una società forte. Coi fatti, ha dimostrato di essere un grande allenatore e un grande professionista. Il rapporto fra Allegri e le componenti societarie è ottimo e credo che ci siano tutte le premesse per continuare. Non ne abbiamo ancora parlato perchè concentrati sull'avvenimento più importante della stagione che è la finale di Cardiff, poi avremo modo di confrontarci ma, ripeto, ci sono le premesse per continuare perchè c'è un ottimo rapporto fra dirigenza e allenatore. L'obiettivo è competere nelle manifestazioni e ottenere il meglio. Arrivare in finale è già molto rilevante ma non bisogna accontentarsi, andiamo a Cardiff per essere protagonisti e non comparse. Ma se non riuscissimo a vincere, non si può parlare di una sconfitta perchè resta una stagione straordinaria. Abbiamo lavorato molto sulla mentalità internazionale legata al fatto che sono entrati in organico giocatori come Mandzukic, Khedira e Dani Alves, oltre allo zoccolo duro di giocatori italiani, che hanno rafforzato questo concetto. Lo stesso Allegri ha un'esperienza superiore e abbiamo la consapevolezza di giocarcela alla pari col Real Madrid. Per il futuro, cerchiamo di allestire rose competitive mixando gioventù ed esperienza, ma alla base di tutto c'è uno zoccolo duro di giocatori italiani che hanno qualcosa in più rispetto agli stranieri come la conoscenza dell'ambiente sportivo in cui si va a giocare: andare in un campo di provincia e sottovalutare l'avversario può portare alla sconfitta. E il nostro zoccolo duro ha trasmesso il valore della vittoria agli altri giocatori".

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