Canottaggio: 'Rotta verso Bari', i ragazzi del Caf-Cap Don Tonino Bello al CC Barion

BARI - Vivere il mare finalmente da sportivi, e non solo da semplici bagnanti. E' l'esperienza compiuta al Circolo Canottieri Barion da 15 ragazzi del Centro di ascolto per le famiglie e centro aperto polivalente per minori “Don Tonino Bello" Carbonara, nell'ambito del progetto “Rotta verso Bari” ideato dall'assessorato comunale allo Sport.

I corsisti, di età fra i 6 ai 18 anni, sono stati impegnati per una settimana nel circolo presieduto da Luigi Lobuono, e precisamente con la sezione canottaggio diretta da Filippo Di Marzo. Per tutti loro, non solo l'occasione di praticare una nuova disciplina, ma anche una maniera per conoscere Bari in un modo diverso, ad una decina di chilometri da casa ma sempre nella propria città: “I più grandi – racconta divertita Clara Nanna, referente e coordinatrice  del centro – conoscevano molo San Nicola solo per la presenza di un noto locale, punto di ritrovo per tanti giovani. Ma da oggi lo ricorderanno soprattutto per il circolo Barion”.

Già, perchè lo sport è stata l'occasione per schiudere loro un pezzo di vita cittadina: “La realtà di provenienza dei ragazzi, quella di Carbonara-Santa Rita, è piuttosto complessa – spiega Nanna – Grazie allo sport, però, si riducono le distanze, si aprono le porte di un circolo come il Barion. E così non s'incontrano solo gli istruttori grazie a cui salire in barca ma anche i soci anziani che in pochi minuti ti raccontano la storia. Una storia che è di tutta Bari, anche di questi ragazzi che la conoscono solo oggi e che hanno bisogno di uscire dal proprio centro. Per conoscere, per confrontarsi, per crescere”.

Oltre alla prima volta da vogatori, i ragazzi non si scorderanno facilmente dei tanti trofei ammirati in bacheca. E di chi molti di quei trofei li ha conquistati in gara: “Quando è venuto a salutarci il direttore sportivo Ruggero Verroca – ricorda Nanna – ed hanno spiegato loro che è stato campione del mondo per tanti anni, volevano tutti essere allenati da lui. Le coppe, poi, fanno sempre scena, sopratutto in un luogo come il Barion. C'è chi l'ha trovato “chic”, chi “bello antico”, altri ancora l'hanno definito “nobile”. Davvero una bella esperienza, anche per la disponibilità degli istruttori che si sono dedicati completamente ai ragazzi. Certo, restano le difficoltà logistiche nel raggiungere il murattiano. Ma iniziative come questa possono rappresentare una svolta per il nostro centro e per le sue attività, se riproposte in un programma strutturato”.

0 commenti:

Posta un commento