Calcio. Pallotta: "Non si può essere un marchio globale senza avere lo stadio di proprietà"

ROMA - "Non si può essere un marchio globale senza avere lo stadio di proprietà. Vogliamo che l'1% dei tifosi di calcio nel mondo scelgano di seguire la Roma come seconda squadra. Vogliamo essere la seconda squadra di tutti. Fino a 5 anni fa pensavo che il calcio fosse un gioco orribile, non riuscivo a capirlo, ora sono fuori di testa per il calcio" ha dichiarato il presidente della Roma, James Pallotta, a Londra durante il meeting 'Leaders in Sport'.

"Tutti a Roma vogliono questo stadio tranne forse i tifosi della Lazio, ma ci potranno giocare una volta a stagione. Nel nuovo stadio verrà usata la tecnologia plug-and-play. La realtà virtuale? È bella, ma ha bisogno delle versioni tre e quattro per avere un senso. L'esperienza dei tifosi determina la tecnologia utilizzata: non c'è bisogno di inserire le ultimissime novità hi-tech se non richieste. Stiamo passando molto tempo nel decidere che tipo di misure di sicurezza ci saranno, che tipo di riconoscimento facciale useremo. Da qui a tre anni, le cose saranno diverse rispetto ad oggi".

0 commenti:

Posta un commento