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Partita subito accesa: al 2’ viene annullato un gol a Gimenez del Milan per fuorigioco. Poco dopo, al 7’, il Lecce passa in vantaggio con Krstovic, che segna con una conclusione potente da fuori area.
I rossoneri provano a reagire: Musah sfiora il pari all’8’, mentre al 17’ il Milan si vede annullare un altro gol, stavolta a Gabbia, sempre per offside. Il Lecce, però, non si accontenta e continua a spingere: Krstovic colpisce un palo al 21’, e al 23’ Pierotti va vicino al raddoppio.
Nel finale di tempo il Milan si rifà sotto, con occasioni per Pulisic (33’) e Gimenez (40’), ma il Lecce sfiora ancora il gol con Helgason al 45’.
Nella ripresa il Milan parte forte e al 7’ Gimenez colpisce il palo. Ma è ancora il Lecce a trovare la rete: al 14’ Krstovic segna il 2-0 con un bel tocco al volo di destro.
La reazione del Milan arriva al 23’, quando un cross di Leao viene deviato nella propria porta da Gallo. Passano pochi minuti e al 27’ il Milan pareggia su rigore con Pulisic, concesso per un fallo di Baschirotto.
Il Lecce prova a rispondere con Ramadani al 31’, ma al 35’ arriva la beffa: Pulisic firma la sua doppietta con una girata di sinistro su assist di Leao, portando il Milan sul 3-2. Nel finale, al 42’, Krstovic sfiora il pari di testa, ma il risultato non cambia.
Con questa vittoria il Milan sale all’ottavo posto con 44 punti, rilanciandosi nella corsa alle coppe europee. Il Lecce, invece, resta quintultimo con 25 punti, sempre più coinvolto nella lotta per la salvezza.
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Il Milan era riuscito a portarsi in vantaggio nel finale del primo tempo grazie a Rafael Leão, che al 41’ ha superato il portiere Skorupski e insaccato in rete dopo un’azione personale. Sembrava il preludio a una serata positiva, ma nella ripresa i rossoneri si sono spenti, lasciando spazio alla reazione veemente dei felsinei.
Bastano appena tre minuti nel secondo tempo per vedere il Bologna trovare il pareggio: al 48’ Castro, su assist di Fabbian, ha battuto Maignan con un tiro preciso che ha gelato il Milan. I rossoneri, frastornati, non sono riusciti a reagire e hanno continuato a subire la pressione degli uomini di Thiago Motta.
La doccia fredda definitiva arriva all’82’, quando il Bologna completa la rimonta con Ndoye: su una lunga rimessa laterale di Cambiaghi, l'attaccante svizzero si libera e trova la rete del definitivo 2-1. Il Dall’Ara esplode di gioia: il Bologna conquista tre punti fondamentali per la corsa all’Europa, mentre il Milan sprofonda in una crisi sempre più profonda.
Con questa sconfitta, il Milan scivola all’ottavo posto, una posizione che al momento significherebbe Conference League. Uno scenario impensabile a inizio stagione per un club che puntava a confermarsi tra le grandi d’Europa. Ora il futuro di Conceição è più che mai in bilico, mentre i tifosi rossoneri vedono sfumare l’obiettivo più importante della stagione.
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Nel secondo tempo, il Milan decide di cambiare marcia e inserisce i suoi titolarissimi. L'ingresso di Pulisic e Leao porta nuova linfa alla squadra, aumentando la pericolosità in fase offensiva. Ed è proprio l'attaccante portoghese a risultare decisivo: al minuto 75, dopo una splendida azione sulla fascia, Leao serve un assist perfetto per Gimenez, che di testa insacca a porta vuota, regalando la vittoria al Milan.
Con questo successo, i rossoneri consolidano la loro posizione in classifica, mentre il Verona esce sconfitto dopo una prestazione combattiva ma inefficace in zona gol. Conceicao può sorridere per la reazione della squadra nel secondo tempo, consapevole che la profondità della rosa sarà determinante nella corsa per i vertici della Serie A.
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LA PARTITA
L’incontro inizia nel peggiore dei modi per i rossoneri: dopo appena 3 minuti, il Feyenoord trova il gol del vantaggio con Paixao, il cui tiro dalla distanza sorprende Maignan, apparso incerto nell’intervento. Il Milan accusa il colpo e fatica a reagire contro un avversario più aggressivo e dinamico.
Nel corso del primo tempo, i rossoneri provano a riorganizzarsi, ma la loro manovra è frammentaria e poco incisiva. Il Feyenoord, ben disposto in campo e pronto a colpire in ripartenza, mette in difficoltà la retroguardia milanista, che rischia in più occasioni di capitolare nuovamente.
Nella ripresa, il Milan alza il ritmo e prova a rendersi più pericoloso, soprattutto con Joao Felix, uno dei pochi a dare segnali di vivacità in fase offensiva. Tuttavia, i padroni di casa non si limitano a difendersi e si rendono più volte minacciosi dalle parti di Maignan, sfiorando il raddoppio. L’ex attaccante del Feyenoord, Santiago Gimenez, rimane in ombra e non riesce a lasciare il segno nel match.
PROSPETTIVE PER IL RITORNO
Il Milan tornerà in campo per la gara di ritorno con la necessità di ribaltare il risultato e conquistare la qualificazione agli ottavi. Per farlo, servirà un atteggiamento più incisivo e una maggiore compattezza di squadra, elementi che questa sera sono mancati. Il Feyenoord, forte del vantaggio, arriverà a San Siro con l’obiettivo di difendere il risultato e provare a colpire in contropiede.
Il ritorno promette scintille e sarà decisivo per le sorti europee del Milan, chiamato a una prova di carattere per non dire addio alla Champions League.
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Quando il Milan ha attaccato con maggiore convinzione, ha trovato il vantaggio. Un destro di Reijnders respinto da Svilar ha trovato Hernandez, il cui cross perfetto ha permesso ad Abraham di segnare con un colpo di testa nell'angolino. Dopo il gol, la Roma ha reagito con decisione, mettendo in difficoltà il Milan con diverse occasioni: tiro di Shomurodov non trattenuto da Maignan (23’), traversa di Pisilli (30’), interventi di Maignan su Dybala (31’) e due salvataggi decisivi di Tomori su Shomurodov (36’) e Dybala (40’).
Nel momento di massima pressione giallorossa, il Milan ha colpito di nuovo: Roma scoperta, errore di Celik e altra combinazione Hernandez-Abraham per il raddoppio rossonero.
All'intervallo Ranieri ha rivoluzionato la squadra inserendo Rensch, Pellegrini e Dovbyk, e proprio quest'ultimo ha riaperto il match al 54’, approfittando di un’incertezza di Fofana e Hernandez. La gara è rimasta aperta fino all’ora di gioco, quando Conceiçao ha risposto con gli ingressi di Gimenez e Joao Felix. Il Milan ha ripreso il controllo del match e, dopo un gol annullato a Jimenez per fuorigioco (63’), ha chiuso i giochi al 71’ con Joao Felix, che ha superato Svilar con un elegante scavetto.
San Siro in festa per un 3-1 definitivo, nonostante un autogol di Reijnders annullato dal VAR per fuorigioco di Dovbyk. Il Milan avanza con convinzione in semifinale.
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PIERO CHIMENTI - Finisce in parità (1-1) il derby della Madonnina tra Milan e Inter, con i nerazzurri che trovano il pareggio all'ultimo respiro grazie a De Vrij.
Nel primo tempo il Milan si dimostra più cinico e passa in vantaggio proprio sul finire della prima frazione: al 45' Reijnders raccoglie un cross di Leão e batte Sommer, portando i rossoneri avanti.
Nella ripresa i nerazzurri spingono alla ricerca del pari e colpiscono due pali clamorosi: prima con Bisseck e poi con Thuram, sfiorando il gol in più occasioni. Il Milan prova a difendersi con ordine, ma all'ultimo istante della gara l'Inter trova la rete del pari: al 93' Zalewski serve di testa De Vrij, che batte un incolpevole Maignan, siglando il definitivo 1-1.
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L’Inter non sbaglia e conquista la qualificazione diretta agli ottavi di Champions League. A San Siro, i nerazzurri hanno superato il Monaco con un netto 3-0, chiudendo in bellezza la fase a gironi e avanzando tra le migliori sedici del torneo.
Grande protagonista della serata è stato Lautaro Martínez, autore di una tripletta. L’attaccante argentino ha sbloccato il match dopo appena 4 minuti, trasformando un rigore. Poco dopo, al 12', il Monaco è rimasto in dieci uomini per l’espulsione di Mawissa, episodio che ha spianato la strada ai nerazzurri.
Lautaro ha raddoppiato al 16', approfittando della superiorità numerica, e ha chiuso il conto al 22' della ripresa, siglando il definitivo 3-0 e mandando in delirio il pubblico di San Siro.
Una prestazione dominante per l’Inter, che ora può guardare con fiducia alla fase a eliminazione diretta della Champions League.
Negli altri match di Champions le italiane non decollano:
Barcellona-Atalanta 2-2
Dinamo Zagabria-Milan 2-1
Juventus-Benfica 0-2
L’Inter rappresenta ora una delle speranze italiane nel torneo europeo, con il sogno di andare il più lontano possibile nella competizione.
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PIERO CHIMENTI - Al termine di una partita emozionante e ricca di colpi di scena, il Milan trionfa in rimonta al San Siro battendo il Parma per 3-2. Una vittoria sofferta, decisa all'ultimo istante da Chukwueze, che fa esplodere il pubblico rossonero con il gol decisivo al 95’.
La gara si sblocca al 24', quando Cancellieri approfitta di un errore di Theo Hernandez per involarsi verso la porta. Con un preciso tiro a giro, l'attaccante parmense supera Maignan e porta in vantaggio i ducali.
Il Milan, dopo alcuni minuti di confusione, trova il pareggio al 38'. Un fallo del portiere Suzuki su Pavlovic regala un calcio di rigore ai rossoneri, trasformato con freddezza da Pulisic. Il primo tempo si chiude sull'1-1, lasciando aperto ogni scenario per la ripresa.
Nel secondo tempo, il Parma torna avanti grazie a Delprado, che al 72' segna a porta vuota dopo un miracolo di Maignan su un colpo ravvicinato di Camara. La squadra ospite sembra vicina al colpo grosso, ma i rossoneri non si arrendono.
Al 90', il Milan trova il pareggio con Reijnders: imbeccato perfettamente da Musah, il centrocampista olandese infila Suzuki e ristabilisce la parità.
Quando tutto sembra indirizzato verso un pareggio, arriva l’episodio decisivo: al 95', Chukwueze si avventa su un pallone vagante in area e, con un colpo di ginocchio, spinge il pallone oltre la linea, facendo esplodere il San Siro.
Il fischio finale è segnato da momenti di tensione. Una discussione accesa tra il tecnico Sérgio Conceição e il capitano del Milan, Calabria, rischia di degenerare in rissa, ma lo staff tecnico interviene per separare i due e calmare gli animi.
Con questa vittoria, il Milan dimostra ancora una volta di saper reagire nei momenti difficili, mantenendo alto il morale e il ritmo nella corsa ai vertici della classifica. Il Parma, dal canto suo, esce sconfitto ma a testa alta, avendo messo in seria difficoltà i rossoneri.
San Siro ha vissuto una serata memorabile, coronata dal gol decisivo di Chukwueze, che conferma il suo ruolo di protagonista in questa stagione.
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TORINO - La Juventus si impone sul Milan con un netto 2-0 all'Allianz Stadium, riscattando la sconfitta subita in Supercoppa e trovando una vittoria fondamentale che potrebbe segnare la fine della "pareggite" che ha caratterizzato le ultime otto partite in campionato (sette pareggi).
Dopo un primo tempo equilibrato, nel quale le occasioni più pericolose erano state per il Milan con Reijnders e Leao, la Juventus è uscita dagli spogliatoi con maggiore aggressività e determinazione. Nel giro di cinque minuti, la squadra di Massimiliano Allegri ha piazzato un uno-due micidiale.
Al 55’, Mbangula ha sbloccato il risultato con un tiro deviato da Emerson Royal, che ha spiazzato il portiere rossonero. Al 60’, è stato il turno di Timothy Weah, che ha siglato il raddoppio con una conclusione precisa dopo una splendida azione corale.
Il Milan di Sergio Conceição, imbattuto fino a questo momento sotto la guida del tecnico portoghese, non è riuscito a reagire. Fino a oggi esperto in rimonte, stavolta il "Diavolo" è apparso spento e incapace di ribaltare il risultato. I problemi che fino a questo momento si erano limitati alla prima frazione sono stati evidenti anche nella ripresa: la squadra non è mai realmente entrata in partita.
Con questa vittoria, la Juventus si porta al quarto posto, scavalcando la Lazio e rilanciandosi in zona Champions League. La vittoria assume un peso specifico ancora maggiore perché permette ai bianconeri di spingere indietro una diretta concorrente: il Milan, che rimane con una partita in meno, si trova ora a sei punti di distanza e vede complicarsi il cammino verso l’Europa che conta.
Il Milan, con questa sconfitta, scivola all'ottavo posto, superato anche dal Bologna. Per Conceição sarà importante analizzare la prestazione e trovare una soluzione per risollevare una squadra che, dopo un avvio promettente sotto la sua guida, sembra ora in difficoltà.
La Juventus, invece, si gode una vittoria convincente e spera di aver ritrovato la strada giusta per continuare la sua rincorsa ai vertici della classifica.
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RIAD – Una notte epica per il calcio italiano: il Milan conquista la Supercoppa Italiana battendo l’Inter 3-2 in un derby indimenticabile. La squadra di Sergio Conceição ha completato una rimonta straordinaria, passando dallo 0-2 iniziale a una vittoria al cardiopalma, con il gol decisivo di Tammy Abraham al 93° minuto.
La gara è iniziata con un’Inter solida e dominante, che ha trovato il vantaggio al 46° del primo tempo con un gol di Lautaro Martinez, seguito dal raddoppio di Mehdi Taremi al 47° del secondo tempo. Sembrava un match chiuso, ma il Milan ha dimostrato il suo spirito di squadra e una determinazione senza pari.
La rimonta è iniziata al 52° con Theo Hernandez, che ha riacceso le speranze dei rossoneri. A pareggiare i conti ci ha pensato Christian Pulisic al 80°, sfruttando una difesa interista ormai in difficoltà.
Il momento decisivo è arrivato nei minuti di recupero, quando Tammy Abraham ha realizzato il gol della vittoria al 93°, scatenando l’euforia dei tifosi e della panchina rossonera.
Oltre al prestigio della Supercoppa Italiana, il Milan porta a casa un montepremi di 16 milioni di euro, un risultato importante non solo per le casse del club, ma anche per il morale della squadra.
"Una vittoria storica in un derby che nessuno dimenticherà", ha dichiarato Sergio Conceição al termine della partita. "Questa squadra ha dimostrato cuore e carattere, non si è mai arresa."
Per l’Inter, che sembrava a un passo dal trionfo, è stata una serata amara. Il tecnico Simone Inzaghi ha commentato con amarezza:
"Avevamo il controllo della partita, ma abbiamo pagato caro qualche errore. Complimenti al Milan, ma dobbiamo riflettere su questa sconfitta."
La città saudita ha offerto uno scenario spettacolare per una finale avvincente, con migliaia di tifosi sugli spalti. L’evento ha consolidato la crescente importanza del Medio Oriente come palcoscenico per il calcio internazionale.
La Supercoppa Italiana 2025 sarà ricordata come una delle finali più emozionanti di sempre. Il Milan non solo ha dimostrato di essere una squadra di grande valore, ma ha ribadito il suo ruolo di protagonista nel panorama calcistico italiano e internazionale.
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MILANO - Milan e Roma si affrontano in una sfida vibrante a San Siro, ma il risultato finale di 1-1 lascia entrambe le squadre insoddisfatte. Il punto conquistato non aiuta a ridurre il distacco dalle zone alte della classifica e accende nuovi dubbi sul futuro del tecnico rossonero Paulo Fonseca, sempre più sotto pressione.
La partita è stata un susseguirsi di emozioni e colpi di scena. A sbloccare il risultato è stato Reijnders, che ha finalizzato un assist millimetrico di Fofana, regalando il vantaggio al Milan. La Roma, però, non si è fatta attendere: una prodezza al volo di Paulo Dybala su un pregevole tacco di Dovbyk ha riportato il match in equilibrio, scatenando l’entusiasmo dei tifosi giallorossi.
Il primo tempo si è concluso tra le polemiche, con un episodio che ha fatto infuriare Fonseca e i rossoneri: un intervento in area di Pisilli su Reijnders non è stato sanzionato dall’arbitro con il calcio di rigore. Le proteste vibranti del tecnico del Milan gli sono costate l’espulsione, lasciando la squadra priva della sua guida dalla panchina.
Il secondo tempo è stato un autentico assedio, con occasioni da entrambe le parti. I portieri Maignan e Svilar si sono eretti a protagonisti, neutralizzando conclusioni pericolose e salvando il risultato. Nonostante gli sforzi, nessuna delle due squadre è riuscita a trovare il colpo vincente.
Con questo pareggio, il Milan e la Roma perdono una ghiotta opportunità per avvicinarsi alle posizioni di vertice, mentre la pressione su Fonseca cresce. Per i rossoneri, il prossimo turno potrebbe essere decisivo per il futuro della stagione e del loro allenatore.
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PIERO CHIMENTI – È bastato un lampo di Reijnders al 56' per consegnare al Milan tre punti preziosissimi nella corsa europea. La sfida contro il Verona al Bentegodi, valida per la ventesima giornata di Serie A, si è conclusa sul 1-0 per i rossoneri, protagonisti di una prestazione poco brillante ma efficace.
Il primo tempo è stato avaro di emozioni, con entrambe le squadre che si sono annullate a vicenda. Il Milan ha faticato a trovare spazi contro una retroguardia veronese ben organizzata, mentre il Verona non è riuscito a sfruttare le ripartenze. Ne è scaturita una frazione bloccata e priva di vere occasioni da gol.
La svolta è arrivata nella ripresa: al 56', una giocata combinata tra Fofana e Reijnders ha sbloccato la partita. L'olandese ha sfruttato alla perfezione un assist filtrante del compagno, trovando un varco nella difesa scaligera e infilando Montipò con freddezza.
Il Verona ha tentato una reazione, ma la manovra della squadra di Zanetti si è dimostrata troppo sterile per impensierire la difesa rossonera, guidata da un solido Tomori. Il Milan, pur senza brillare, ha gestito il vantaggio fino al triplice fischio, portando a casa una vittoria fondamentale per mantenere il passo nella lotta per un posto in Europa.
Con questa sconfitta, il Verona resta impantanato in zona retrocessione, mentre il Milan consolida la sua posizione nelle zone alte della classifica, pur consapevole della necessità di migliorare la qualità del gioco per affrontare le prossime sfide.
Verona 0-1 Milan
Marcatore:
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La Roma di Claudio Ranieri impiega appena 25 minuti per archiviare la pratica Sampdoria e staccare il pass per i quarti di finale di Coppa Italia. Una serata trionfale all’Olimpico, con la doppietta di Artem Dovbyk e il sigillo di Tommaso Baldanzi nel primo tempo a chiudere virtualmente i giochi. Nel secondo tempo, il gol di Yepes per i blucerchiati e il poker calato da Shomurodov fissano il punteggio sul 4-1, regalando ai giallorossi una serata di festa davanti a oltre 56mila tifosi.
Ad attendere la Roma ai quarti ci sarà il Milan guidato dall’ex tecnico Paulo Fonseca, in una sfida che promette scintille.
Ranieri opta per un ampio turnover, lasciando in panchina alcuni big come Dybala e Pellegrini, al centro delle critiche dopo la sconfitta di Como, ma conferma l’attaccante ucraino Dovbyk, a secco dal 3 novembre. Una scelta che paga, con l’ex Dnipro che impiega solo 9 minuti per sbloccare il risultato, sfruttando un assist perfetto di Saelemaekers e insaccando da posizione ravvicinata.
Dovbyk si ripete poco dopo, approfittando di un incredibile errore di Meulensteen, che nel tentativo di appoggiare il pallone al portiere colpisce la traversa, lasciando l’attaccante libero di firmare il 2-0.
Il tris arriva al 24’, con Baldanzi che pesca un sinistro chirurgico dal limite dell’area, sorprendendo Vismara e mandando la Roma al riposo sul 3-0, tra gli applausi del pubblico.
Nella ripresa, la Sampdoria di Leonardo Semplici prova a riorganizzarsi, spinta dalla voglia di salvare almeno l’onore. Al 60’, Yepes accorcia le distanze, sfruttando un’incertezza difensiva di Hermoso per battere Ryan.
La Roma, però, gestisce il match senza grandi affanni, sfiorando il poker con Soulé, che colpisce la traversa, e poi con Dovbyk, fermato da una parata di Vismara. A chiudere i conti ci pensa Shomurodov: entrato da pochi secondi, il centravanti uzbeko incorna alla perfezione un cross di Angelino, siglando il definitivo 4-1.
Per la Roma, il successo contro la Sampdoria vale non solo l’accesso ai quarti di finale, ma anche un importante riscatto morale dopo la deludente prestazione di Como. Ranieri, con una rosa ampia e motivata, prepara ora la sfida contro il Milan, che metterà i giallorossi di fronte a un avversario di tutt’altro calibro.
La Coppa Italia si conferma così un obiettivo concreto per i giallorossi, decisi a regalare ai propri tifosi una stagione da protagonisti.
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PIERO CHIMENTI - Il posticipo serale tra Milan e Genoa termina senza reti, con uno scialbo 0-0 che rovina la festa per i 125 anni del club rossonero. La delusione dei tifosi si è fatta sentire chiaramente: una bordata di fischi ha accompagnato i giocatori del Milan all’uscita dal campo, sottolineando l’insoddisfazione per una prestazione sottotono.
La gara, giocata davanti a un pubblico accorso per celebrare il prestigioso anniversario del Diavolo, ha regalato pochissime emozioni. I rossoneri hanno faticato a creare occasioni, mentre il Genoa si è concentrato soprattutto sulla fase difensiva, bloccando ogni iniziativa offensiva avversaria. Nessuna conclusione in porta degna di nota nei primi 45 minuti, con ritmi bassi e poca intensità.
Nel secondo tempo, il Milan prova a scuotersi e si avvicina al gol con un tiro potente di Morata, che però si stampa sulla traversa. Il Genoa, dal canto suo, non si è limitato a difendersi, cercando di sfruttare qualche occasione per impensierire il portiere rossonero Maignan, senza però riuscire a concretizzare.
L’atteggiamento poco incisivo del Milan e la scarsa qualità del gioco hanno finito per esasperare il pubblico del San Siro, che si aspettava ben altro spettacolo per una serata dal significato storico. La festa per i 125 anni di storia del club è stata così offuscata da una prestazione incolore, che ha suscitato critiche e malumori.
Con questo pareggio, il Milan perde l’occasione di risalire la classifica, mentre il Genoa porta a casa un punto prezioso che premia la solidità difensiva della squadra.