La Fiorentina scioglie l'Inter: il tris viola surriscalda il clima nerazzurro

di Luigi Laguaragnella
Un 3-0 netto, incassato senza dubbi e recriminazioni è il risultato con cui l'Inter entra ufficialmente in crisi, mandata dalla Fiorentina.
Al Franchi non c'è stata partita per la squadra di Mazzarri. Eppure anche i viola non arrivavano al posticipo di questa sera con grandi risultati. Pur senza punte titolari (Rossi e Gomez ancora out), priva a centrocampo di Borja Valero ha annullato l'Inter che arrivava in Toscana con l'ambizione di ottenere la continuità di risultati dopo la vittoria in Europa League piccola medicina del post batosta casalinga contro il Cagliari. L'effetto non è durato molto.
Mazzarri promuove titolare D'Ambrosio, lascia Hernanes in panchina schierando Medel, Mvila e Kovacic dietro a Icardi e Palacio. Per tutta la partita, però è mancata la grinta: nessun nerazzurro è capace di trascinare i compagni; è mancato il gioco: pur modificando le pedine l'Inter non è riuscita nell'arco di novanta minuti a creare fraseggi efficaci; in alcuni istanti di partita i nerazzurri non sono riusciti a creare più di tre passaggi consecutivi. E' mancata l'organizzazione: non si comprendono perfettamente le posizioni in campo. E' mancata la condizione fisica: è strano che in questo momento della stagione la tenuta atletica si già precaria. Insomma l'Inter non ha un'anima.
E' notevole la distanza con la Fiorentina. La stessa distanza da cui sono nati i gol. A pochi minuti dal fischio iniziale i viola erano già in vantaggio. Dal lato destro poco fuori l'area di rigore Babacar sfodera il tiro "della giornata". Un diagonale potente che finisce sotto l'incrocio. Il missile dell'attaccante di Montella spiazza tutti: i tifosi di casa per la bellezza del gesto tecnico e i nerazzurri che sembrano ingabbiati nella morsa del gioco della Fiorentina che non dà punti di riferimento, è veloce, sempre puntuale sui palloni alti, reattivi nei contrasti. Pizzarro e Aquilani sono un sostegno a Cuadrado. Il colombiano è sempre il più atteso al Franchi. E questa sera si è fatto sentire. Il raddoppio viene da un suo tiro dal limite piazzato con la palla che bacia il palo. Un altro gioiello al Franchi.
La Fiorentina ha un'altra velocità rispetto all'Inter. I difensori viola reggono bene il confronto con Osvaldo e Icardi (è del nove l'unico sussulto del primo tempo), mentre la retroguardia di Ranocchia e compagni è troppo fallosa.
Si è ancora nel primo tempo e Cuadrado potrebbe già firmare la sua doppietta.
Nella ripresa il declino dell'Inter continua. Tra i nerazzurri regna tanta confusione. Kovacic non indovina alcun appoggio e non aiuta neanche l'ingresso di Hernanes.
E' ancora la Fiorentina ad essere spumeggiante, giganteggia in ogni zona del campo e Cuadrado se non fosse stregato da Handanovic darebbe il terzo gol ai viola. Babacar è in giornata di prodezze balistiche. L'Inter si affaccia da Neto con D'Ambrosio che è il giocatore più propositivo. Entra Palacio e dà il barlume di esultanza, ma muove solo la parte esterna della rete. Intanto da un errore a centrocampo di Obi, nasce il gol che fa crollare l'Inter. Tomovic entra in area comodamente, soltanto evitando (non dribblando) i difensori avversari e il tiro rasoterra lascia di stucco Handanovic. 
La Fiorentina ha ancora forza per affondare. Verso il finale è Brillante a sfiorare il quarto gol con un'azione personale con la palla salvata sulla linea da Juan Jesus.
L'Inter non c'è più: le prime vittorie stagionali sembrano lontane. E' tempo che squadra, allenatore e società si accordino per non rendere, già da ora, fallimentare la stagione. 

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