Alle sue spalle si piazza la tedesca Isabel Marie Gose, che conquista la medaglia d’argento. Un altro successo di prestigio per Quadarella, protagonista assoluta della rassegna continentale.
Parigi - Simona Quadarella non si ferma e conquista un’altra medaglia d’oro agli Europei di nuoto in corso a Parigi. L’azzurra trionfa nei 4...
PARIGI – Altra giornata da protagonista per l'Italia agli Europei di nuoto di Parigi, con quattro medaglie azzurre e un risultato storico: Sara Curtis ha stabilito il nuovo record del mondo nei 50 metri dorso.
La 20enne azzurra ha fermato il cronometro in 26"63 nella semifinale, abbassando il precedente primato mondiale e trascinando l'Italia in una serata memorabile.
La prima medaglia della serata è arrivata da Thomas Ceccon, bronzo nella finale dei 200 metri dorso.
Il veneto ha chiuso in 1'53"96, stabilendo il nuovo record italiano. Davanti a lui l'ungherese Hubert Kós, medaglia d'oro in 1'53"08, e il greco Apostolos Siskos, argento in 1'53"81.
«Il podio si poteva fare perché sapevo che era possibile. Questo è un tempo che comincia a voler dire qualcosa», ha commentato Ceccon al termine della gara.
Poco dopo è arrivato il bronzo di Benedetta Pilato nei 100 metri rana.
L'azzurra ha chiuso in 1'05"89, conquistando il terzo posto. La medaglia d'oro è andata a Evans, mentre l'argento è stato conquistato da McSharry. L'altra italiana in finale, Lisa Angiolini, ha terminato all'ottavo posto.
L'ultima medaglia azzurra della serata è arrivata dalla staffetta 4x100 stile libero femminile.
Il quartetto composto da Emma Virginia Menicucci, Sara Curtis, Chiara Tarantino e Alessandra Mao ha conquistato l'argento in 3'33"19, stabilendo anche il nuovo record italiano.
Oro all'Olanda, mentre la Russia ha conquistato il bronzo.
Una prestazione che acquista ancora più valore considerando che Curtis era reduce dalla semifinale dei 50 dorso nella quale aveva appena scritto una pagina di storia del nuoto mondiale.
La giornata di Parigi consegna così all'Italia un bottino di due bronzi, un argento e un record del mondo, confermando la grande competitività della squadra azzurra agli Europei.
L'Italia festeggia una nuova medaglia d'oro agli Europei di atletica leggera di Birmingham. Nadia Battocletti ha conquistato il titolo continentale nei 5000 metri, imponendosi con il tempo di 15'37"84.
Una gara dominata dall'azzurra, che ha preceduto la spagnola Marta García, medaglia d'argento. Grande risultato anche per Micol Majori, che ha completato il podio conquistando il bronzo.
Niente da fare invece per Marcell Jacobs nella finale dei 100 metri. L'azzurro è stato costretto a fermarsi dopo circa 40 metri a causa di un problema muscolare, chiudendo al settimo posto, una posizione davanti ad Ali.
Il titolo europeo è andato agli inglesi Glave, medaglia d'oro, e Azu, argento. Il bronzo è stato conquistato dal tedesco Ansah.
Jacobs vede così sfumare la possibilità di entrare nella storia degli Europei conquistando il titolo per la terza volta consecutiva. Finora soltanto due sprinter sono riusciti nell'impresa: Valery Borzov, campione nel 1969, 1971 e 1974, e Linford Christie, vincitore nel 1986, 1990 e 1994.
Per l'Italia resta comunque una serata da ricordare grazie allo straordinario oro di Battocletti e al bronzo di Majori nei 5000 metri.
Poker di medaglie per l'Italia agli Europei di nuoto di Parigi. La giornata ha regalato agli azzurri due titoli continentali, firmati da Nicolò Martinenghi e Simona Quadarella, oltre a due medaglie di bronzo con Simone Cerasuolo e Sara Curtis.
Nei 100 metri rana, Martinenghi ha conquistato la medaglia d'oro fermando il cronometro in 58"58. L'azzurro ha preceduto il russo Ivan Kozhakin, argento in 58"68, mentre Cerasuolo ha completato il podio in 58"90, dopo essere stato in testa per tre quarti di gara.
Grande conferma anche per Simona Quadarella, che ha vinto gli 800 metri stile libero in 8'15"55, conquistando il quarto titolo europeo consecutivo nella specialità, un record.
La romana ha preceduto le tedesche Isabel Gose, argento in 8'18"44, e Maya Werner, bronzo in 8'22"55.
«Sapevo che Gose sarebbe partita forte, però sapevo di dover aspettare: così è stato, sono contenta», ha commentato Quadarella dopo la gara. «Cerco sempre di mantenermi costante, vincere nuovi titoli europei è sempre più importante. Riconfermarsi è la cosa che dà più soddisfazione».
Sul podio anche Sara Curtis nei 100 stile libero. L'azzurra ha chiuso in 52"72, a un solo centesimo dalla connazionale virtuale? No: davanti a lei si sono piazzate le olandesi Milou Van Wijk, argento in 52"71, e Marrit Steenbergen, oro in 51"90 con il nuovo record dei campionati.
Particolarmente significativa la vittoria di Martinenghi, che al termine della gara ha raccontato di aver attraversato un periodo difficile e di aver anche pensato al ritiro.
«Oggi sono arrivato per vincere. Due settimane fa per me era quasi una bestemmia pensare a questa possibilità, ma oggi sono partito dai blocchi consapevole delle mie capacità», ha raccontato l'azzurro.
Martinenghi ha poi aggiunto: «A qualche compagno avevo detto che c'era una possibilità su 20 che vincessi questo titolo e che se l'avessi fatto avrei smesso. Ci ho pensato spesso quest'anno, ma vittorie come questa mi fanno capire che ho voglia di continuare ancora a lungo».
Una giornata dunque particolarmente positiva per la spedizione azzurra, con due ori e due bronzi che arricchiscono il medagliere italiano agli Europei di Parigi.
ROMA – Cercare un nuovo commissario tecnico senza interrogarsi sul sistema che forma i calciatori rischia di essere una risposta parziale a un problema molto più profondo. È questa la riflessione di Alessio Sundas, procuratore sportivo che interviene nel dibattito sul futuro della Nazionale italiana e sulla necessità di tornare competitivi in vista dei prossimi appuntamenti mondiali.
Per Sundas, il punto di partenza deve essere la valorizzazione dei giovani. L'Italia continuerebbe ad avere ragazzi di talento, ma sarebbe rimasta indietro nei metodi utilizzati per accompagnarne la crescita.
«Negli ultimi vent’anni il calcio mondiale è cambiato profondamente. Le società più evolute utilizzano algoritmi, intelligenza artificiale, analisi video e valori metrici per misurare ogni singolo aspetto della prestazione di un calciatore», sostiene Sundas.
Una trasformazione che ha modificato anche il modo di allenare. L'atleta viene analizzato attraverso una serie di parametri e il lavoro può essere costruito sulla base delle sue caratteristiche.
«Ogni allenamento viene costruito sui dati reali dell’atleta. In Italia, invece, troppo spesso continuiamo ad allenare tutti allo stesso modo».
È proprio la personalizzazione uno dei punti centrali della proposta. Secondo Sundas, gli indicatori tecnici, atletici e tattici dovrebbero consentire di capire con precisione dove un giocatore può migliorare.
«È lo stesso principio della medicina. Prima si effettua una diagnosi, poi si prescrive una terapia. Nel calcio dovrebbe funzionare allo stesso modo: si analizzano le prestazioni, si individuano le carenze e si costruisce un percorso personalizzato per colmarle».
Un metodo che assumerebbe particolare importanza nei settori giovanili, dove individuare precocemente limiti e potenzialità può fare la differenza nella crescita di un atleta.
Il cambiamento riguarda anche l'osservazione dei calciatori. L'esperienza degli scout resta fondamentale, ma oggi può essere integrata attraverso strumenti capaci di confrontare migliaia di informazioni.
«Lo scouting moderno non può più basarsi esclusivamente sull’intuizione o sull’occhio dell’osservatore: deve essere supportato da dati oggettivi, misurabili e confrontabili».
Per Sundas, quindi, tecnologia e competenza umana non sono alternative, ma parti dello stesso percorso.
Da qui l'appello rivolto a club, settori giovanili e istituzioni sportive.
«Investire nella tecnologia significa investire nei giovani. Ogni ragazzo deve poter conoscere i propri punti di forza e le proprie criticità per migliorare costantemente. È questo il modo migliore per aumentare il livello medio del nostro calcio e costruire, nel tempo, una Nazionale più competitiva».
La questione, dunque, precede la scelta del prossimo allenatore. Per tornare stabilmente ai vertici internazionali, secondo Sundas, l'Italia deve prima costruire un sistema capace di produrre, accompagnare e valorizzare i calciatori che quel commissario tecnico sarà poi chiamato ad allenare.
La portacolori delle Fiamme Oro diventa così la prima donna italiana nella storia a vincere la doppietta 5-10 km in un campionato europeo.
Una gara dominata con grande autorevolezza, chiusa davanti a tutte con un margine netto. Al suo arrivo, la linguaccia mostrata ai fotografi racconta tutta la soddisfazione per un risultato che entra nella storia del nuoto azzurro.
Sul podio insieme a Taddeucci c’è anche Barbara Pozzobon, protagonista di una splendida prova: l’azzurra conquista la sua prima medaglia individuale, chiudendo al secondo posto a 3”90 dalla connazionale.
Bronzo per l’ungherese Viktoria Mihalyvari Farkas, distante 2”14 dalla vincitrice. Ottavo posto invece per la terza italiana in gara, Noemi Cesarano.
Per l’Italia del fondo arriva così un altro doppio podio dopo quello ottenuto nella giornata precedente, quando Linda Caponi aveva conquistato il bronzo nella 10 km. Il bottino degli azzurri nelle acque libere sale a cinque medaglie.
Grande gioia anche per Gregorio Paltrinieri, che conquista il bronzo nella 5 km maschile dopo il quarto posto nella distanza più lunga.
Il campione emiliano è riuscito a rimontare nel finale, chiudendo alle spalle del tedesco Florian Wellbrock, ancora una volta medaglia d’oro dopo il successo nella 10 km, e dell’ungherese David Betlehem.
«Avevo il numero 3, ieri il 4. Non credo tanto nei numeri, però…», ha scherzato Paltrinieri dopo la gara.
A quasi 32 anni, Greg conferma ancora una volta la sua straordinaria longevità sportiva: con questo podio raggiunge quota 56 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, considerando sia le gare in piscina sia quelle in acque libere.
Dopo le difficoltà della stagione, Paltrinieri ha ribadito la sua voglia di continuare a competere ai massimi livelli:
«Me la posso ancora giocare con quelli che fanno la storia, anche in una stagione difficile in cui non stava andando tutto benissimo. Molti ragazzi mi dicono che ero e sono il loro idolo».
Una conferma ulteriore per un atleta che ha contribuito a trasformare il nuoto di fondo italiano, portandolo a una dimensione internazionale dopo aver conquistato tutto anche in piscina.