Un dominio ormai consolidato, tanto che alla vigilia Quadarella era quasi convinta di poter prolungare il proprio regno. Per questo aveva provato a cambiare strategia di gara, senza però ottenere il risultato sperato. La campionessa azzurra, abituata a pretendere sempre il massimo da se stessa, al termine della prova non ha nascosto una certa insoddisfazione.
Quadarella ha comunque imposto il proprio ritmo fin dalle prime vasche, staccando le avversarie già nei primi 50 metri. La tedesca Isabel Gose ha provato a rifarsi sotto, ma l’azzurra ha mantenuto il comando fino all’ultima vasca, piazzando dopo gli 800 metri l’allungo decisivo. Al tocco finale il cronometro si è fermato sul 15’46”22, con Gose costretta ad arrendersi.
«È stata veramente dura, ho provato a partire un po’ più forte ma penso che non sia stata una buona idea. Sono comunque contenta di aver vinto, sono felicissima, è sempre un oro europeo ma speravo qualcosa meno», ha raccontato a caldo la campionessa romana. «È anche vero che non ero mai riuscita a fare sotto i 15’50” agli Europei».
Poi, sul podio di Parigi, mentre risuonava l’inno di Mameli, il sorriso ha preso il posto della frustrazione. Perché anche per una campionessa abituata alla perfezione, un decimo titolo europeo resta un’impresa straordinaria.
Bronzo per la 4x100 mista
Nell’ultima gara della giornata è arrivata anche un’altra medaglia per l’Italia. La 4x100 stile libero mista, composta da Carlos D’Ambrosio, Thomas Ceccon, Sara Curtis ed Emma Virginia Menicucci, ha conquistato il bronzo, stabilendo anche il nuovo record italiano in 3’20”80.
La staffetta azzurra ha chiuso alle spalle di Russia e Olanda. Dopo la prima frazione di D’Ambrosio, Thomas Ceccon ha riportato l’Italia a contatto con le prime posizioni. «Avevo nuotato prima i 50 dorso, questo è quello che avevo», ha spiegato il veneto.
Poi è arrivata la grande frazione di Sara Curtis, che ha lasciato l’Italia in testa prima dell’ultima prova di Emma Virginia Menicucci. Nel finale le azzurre hanno dovuto subire la rimonta di Manokhina e Steenbergen, ma il terzo posto e il record italiano hanno certificato la crescita della staffetta.
«Sono molto contenta per il crono e per il podio, è una staffetta in crescita», ha commentato Curtis.
D’Ambrosio quinto, Ceccon settimo
Tre dei quattro protagonisti della staffetta erano già scesi in acqua nel pomeriggio.
Carlos D’Ambrosio ha chiuso al quinto posto la finale dei 200 stile libero, a soli tre decimi dal bronzo e alla sua prima finale importante. «Col mio migliore sarei arrivato al podio, ma coi se non si va da nessuna parte», ha detto l’azzurro.
Settimo posto invece per Thomas Ceccon nella finale dei 50 dorso. Il veneto aveva preparato soprattutto i 200 metri e non si aspettava un risultato particolarmente importante nella gara più breve.
Ha invece centrato la finale dei 50 stile libero Sara Curtis, grazie al 24”13 ottenuto in semifinale, chiusa al terzo posto.
Cerasuolo e Martinenghi dominano le semifinali
Grande prestazione anche nei 50 metri rana, dove l’Italia porta in finale due atleti con i migliori tempi delle semifinali.
Simone Cerasuolo ha nuotato in 26”23, dopo aver stabilito in mattinata il nuovo record italiano in 26”20. Alle sue spalle, in 26”62, si è qualificato Nicolò Martinenghi, già campione europeo nei 100 rana.
Finale conquistata anche da Alberto Razzetti nei 200 farfalla, grazie alla vittoria nella propria semifinale, e da Anita Gastaldi nei 200 misti.
Paltrinieri e l’addio ad Antonelli
La giornata era iniziata con una notizia importante per Gregorio Paltrinieri. Il suo allenatore degli ultimi sei anni, Fabrizio Antonelli, ha annunciato l’addio al campione carpigiano per trasferirsi in Cina, dove guiderà i fondisti cinesi. La separazione arriva prima del percorso verso i Giochi olimpici di Los Angeles 2028.
Paltrinieri ha affidato ai social il suo pensiero: «Quando iniziammo a nuotare insieme cominciavo a pensare che i giorni migliori fossero passati, ma mi sono ricreduto».
In un video, Gregorio ha poi spiegato di non aspettarsi la decisione, sottolineando però di non provare rancore: «Posso essergli solo grato per sempre per quello che abbiamo costruito».
Per l’Italia del nuoto, intanto, la serata di Parigi si chiude con un altro oro di Quadarella e il bronzo della staffetta mista. Un’altra pagina di una spedizione azzurra sempre più protagonista.











