Rialzi 4×4, dalla Panda nei boschi a oltre trent’anni di innovazione nell’off road

A Margine Coperta, in provincia di Pistoia, una passione nata nel 1992 è diventata esperienza tecnica: dal primo rialzo artigianale alle sos...

Rialzi 4×4, dalla Panda nei boschi a oltre trent’anni di innovazione nell’off road

A Margine Coperta, in provincia di Pistoia, una passione nata nel 1992 è diventata esperienza tecnica: dal primo rialzo artigianale alle sospensioni regolabili e alle soluzioni sviluppate anche per Jeep Renegade e Dacia Duster

Una Panda, i percorsi nei boschi e un problema molto concreto da risolvere: avere una maggiore altezza da terra per affrontare terreni più impegnativi. È da qui che comincia la storia di Rialzi 4×4, realtà con sede a Margine Coperta, frazione del comune di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia, specializzata nella progettazione e realizzazione di kit di rialzo, molle, ammortizzatori rinforzati, sospensioni e accessori per Panda e veicoli off road.

Una passione nata nel 1992

Le origini del progetto risalgono al 1992, quando la Panda viene utilizzata sui percorsi fuoristrada e cominciano a emergere esigenze che l'assetto originale della vettura non riesce sempre a soddisfare.

La risposta non arriva da un progetto teorico, ma direttamente dall'esperienza sul campo: provare, modificare e verificare il comportamento della vettura nelle condizioni reali di utilizzo.

Nel 1994 viene così realizzato un primo piccolo rialzo. Inizialmente gli interventi interessano soprattutto spessori e ammortizzatori, ma con il passare del tempo la sperimentazione diventa sempre più approfondita.

Dal 1998 il Team Rialzi 4×4

Un passaggio fondamentale arriva nel 1998, anno dal quale opera il Team Rialzi 4×4. L'esperienza accumulata negli anni precedenti comincia a trasformarsi in un'attività sempre più strutturata.

L'attenzione si sposta sull'intero sistema delle sospensioni. Si lavora sulle molle e sulla componentistica dell'avantreno, intervenendo su bracci, montanti e altri elementi sottoposti a sollecitazioni particolarmente importanti durante la guida fuoristrada.

È proprio questa evoluzione a caratterizzare l'identità di Rialzi 4×4: le soluzioni nascono dalle esigenze riscontrate direttamente nell'utilizzo dei mezzi.

Nel 2012 la sospensione regolabile

Un'altra tappa significativa arriva nel 2012, con lo sviluppo di una sospensione regolabile, filettata e maggiorata, progettata per le differenti generazioni della Panda.

Un'evoluzione che racconta anche il cambiamento avvenuto nel corso degli anni: dalle prime modifiche realizzate per rispondere a un'esigenza personale si è passati allo sviluppo di componenti dedicati e soluzioni tecniche sempre più specifiche.

Non soltanto Panda

La Panda rimane il simbolo di Rialzi 4×4 e il modello attorno al quale è nata gran parte dell'esperienza dell'azienda. Nel tempo, però, le competenze acquisite sono state utilizzate anche per sviluppare soluzioni destinate ad altri veicoli.

Tra questi figurano Jeep Renegade e Dacia Duster, ampliando così il campo di attività pur mantenendo la stessa filosofia originaria.

Dall'esperienza nasce la soluzione

A distanza di oltre trent'anni dalle prime prove del 1992, il principio alla base di Rialzi 4×4 resta infatti quello delle origini: individuare un limite nell'utilizzo reale del veicolo, studiarlo e cercare una risposta tecnica attraverso sperimentazione e test.

Una storia nata quasi per necessità, partendo da una Panda che doveva affrontare meglio i boschi, e diventata nel tempo un percorso dedicato alla ricerca di soluzioni per l'assetto e il mondo off road.

Milan, buona la prima: 2-1 al Torino con Cissé e Rabiot


Torino - Si apre con una vittoria il campionato del Milan, che espugna il campo del Torino con il risultato di 2-1. Decisive le reti di Cissé e Rabiot, mentre in pieno recupero arriva lo spettacolare gol di Adams, che non basta però ai granata per riaprire la partita.

Il momento decisivo del match arriva con l'ingresso in campo di Rabiot. Il centrocampista rossonero prima serve l'assist per il giovane Cissé, che firma il vantaggio del Milan, poi trova personalmente la rete del raddoppio, mettendo al sicuro il risultato.

Nel finale, però, la squadra di Amorim accusa un calo. Il Torino prende coraggio, aumenta la pressione e cerca di riaprire la partita. In pieno recupero Adams realizza uno splendido gol che riaccende le speranze dei padroni di casa.

Il Milan riesce comunque a difendere il vantaggio fino al fischio finale e conquista così i primi tre punti della stagione.

Juventus, buona la prima: Bremer firma l’1-0 sul campo del Frosinone


Frosinone - La Juventus comincia il campionato con una vittoria. I bianconeri superano 1-0 il Frosinone in trasferta grazie al gol realizzato da Bremer al 22’ del primo tempo.

Il difensore brasiliano sblocca la partita di testa, sfruttando l’invito di Conceiçao, e regala alla squadra torinese il vantaggio. La Juventus costruisce diverse occasioni per chiudere la gara, ma spreca molto sotto porta.

Nel corso della partita Kolo Muani e lo stesso Conceiçao falliscono infatti due opportunità favorevoli davanti alla porta, mentre Kalulu colpisce un palo.

Il Frosinone resta così in partita fino alla fine e nel recupero sfiora il pareggio. Vicario, costretto a chiedere il cambio per i crampi, lascia il posto a Perin. Al 93’ i padroni di casa colpiscono la traversa con Calvani, facendo tremare la Juventus.

I bianconeri riescono comunque a difendere l’1-0 e conquistano i primi tre punti della stagione.

Jannik Sinner salta gli US Open: il problema al ginocchio lo costringe al forfait

Jannik Sinner non giocherà gli US Open. Il numero 1 del tennis mondiale ha sciolto le riserve e ha annunciato il forfait dallo Slam di New York a causa del problema al ginocchio destro.

La decisione arriva dopo settimane di controlli e lavoro con il proprio team e lo staff medico. «Nonostante il duro lavoro svolto con il mio team e lo staff medico, abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open di quest’anno», ha scritto Sinner in una nota pubblicata sui suoi canali social.

«Ho bisogno di più tempo»

Nelle ultime settimane il campione altoatesino si era sottoposto a controlli tra Milano e il JMedical di Torino, monitorando costantemente le condizioni del ginocchio.

Negli ultimi giorni Sinner era tornato ad allenarsi a Monte Carlo, ma il lavoro sul campo ha evidenziato la necessità di prolungare il periodo di recupero.

«Siamo tornati ad allenarci a Monte Carlo negli ultimi giorni e ci siamo resi conto di aver bisogno di più tempo per recuperare dal problema al ginocchio destro», ha spiegato il numero uno del mondo.

Una rinuncia che Sinner vive con particolare amarezza: «Sono ovviamente molto triste e deluso, dato che New York occupa un posto speciale nel mio cuore. Non vedevo l’ora di tornare a giocare in quell’atmosfera elettrizzante, davanti a un pubblico fantastico».

Il rientro in Europa e l’obiettivo Asia

Sinner resterà ora in Europa per proseguire il recupero insieme allo staff medico e ai preparatori atletici. L’obiettivo è tornare a disposizione per la tournée asiatica e, in particolare, per i tornei di Pechino e Shanghai.

L’assenza del numero 1 del mondo cambia inevitabilmente gli equilibri dello Slam newyorkese, che perde uno dei suoi principali protagonisti.

Proprio nelle scorse ore era arrivata invece la notizia del rientro di Carlos Alcaraz, pronto a tornare in campo a New York dopo circa quattro mesi di stop per l’infortunio al polso.

Lo spagnolo sarà dunque tra i grandi protagonisti degli US Open, mentre Sinner dovrà concentrarsi sul recupero per tornare al meglio nella parte finale della stagione.

Nick Kyrgios sospeso per positività alla cocaina: il tennista ammette l'errore


Nick Kyrgios è stato sospeso provvisoriamente dall'International Tennis Integrity Agency (ITIA) dopo essere risultato positivo alla cocaina.
La notizia è stata confermata oggi dall'ITIA: il tennista australiano è risultato positivo alla benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, in seguito a un controllo antidoping effettuato durante il torneo ATP 250 di Maiorca il 22 giugno 2026.

Il campione è stato analizzato da un laboratorio accreditato dalla WADA e la presenza della sostanza è stata confermata il 17 luglio. La sospensione provvisoria è in vigore dal 4 agosto.

Kyrgios ha riconosciuto pubblicamente la positività e ha ammesso le proprie responsabilità. In un messaggio pubblicato sui social ha definito quanto accaduto un «enorme errore», chiedendo scusa ai tifosi, alla famiglia, agli sponsor e soprattutto ai giovani che lo seguono.

Il 31enne australiano ha inoltre spiegato di aver attraversato un periodo particolarmente difficile, segnato dai numerosi problemi fisici e dal peso psicologico legato alle difficoltà degli ultimi anni e alla possibilità che la sua carriera sia ormai vicina alla conclusione. Ha annunciato anche una pausa di 28 giorni dai social e dalla vita pubblica.

La sospensione gli impedisce, per il momento, di partecipare alle competizioni ufficiali organizzate nell'ambito del tennis professionistico, compresi tornei ATP e Grand Slam. Kyrgios ha il diritto di presentare ricorso contro la sospensione, ma al momento non lo ha fatto.

La cocaina è classificata come sostanza proibita durante la competizione dal Programma antidoping del tennis. La vicenda potrebbe ora avere ulteriori sviluppi con la definizione dell'eventuale sanzione definitiva.

Addio a Varenne, il 'Capitano' del trotto: muore a 31 anni una leggenda dello sport italiano


Il mondo dell’ippica è in lutto. Varenne, il celebre “Capitano”, considerato uno dei più grandi trottatori della storia, è morto all’età di 31 anni. La scomparsa è avvenuta nella notte tra lunedì 17 e martedì 18 agosto 2026, nell’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, dove il campione trascorreva la sua pensione. Secondo quanto comunicato dallo staff e accertato dal veterinario, a causare il decesso è stato un infarto fulminante.

Nato il 19 maggio 1995 a Copparo, nel Ferrarese, Varenne ha scritto pagine indimenticabili dell’ippica mondiale. Figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice Ialmaz, venne acquistato da Enzo Giordano e affidato per gran parte della sua straordinaria carriera al driver Giampaolo Minnucci e al tecnico finlandese Jori Turja.

Una carriera irripetibile

I numeri raccontano solo in parte la grandezza di Varenne: 62 vittorie in 73 corse disputate e oltre 6 milioni di euro di premi. Un palmarès che lo ha trasformato in un simbolo del trotto italiano e internazionale.
Tra le imprese più celebri figurano le vittorie nel Prix d’Amérique, nell’Elitloppet e nel Gran Premio Lotteria di Agnano, oltre al Derby Italiano del Trotto e alla Breeders Crown. Nel 2001 Varenne riuscì nell’impresa straordinaria di conquistare nello stesso anno le grandi classiche del trotto europeo, consacrandosi definitivamente nell’olimpo dello sport.
Il “Capitano” fu inoltre l’unico cavallo nella storia dell’ippica mondiale a essere eletto Cavallo dell’Anno in tre diversi Paesi: Italia, Francia e Stati Uniti.

Dal successo in pista alla pensione

Dopo il ritiro dalle competizioni, Varenne non è mai scomparso dall'immaginario degli appassionati. La sua attività di stallone ha contribuito a tramandare il suo patrimonio genetico a migliaia di discendenti, mantenendo vivo il nome del campione anche dopo la fine della carriera agonistica.
Nel marzo 2025 il “Capitano” si era trasferito all’allevamento LJ di Eboli, dove aveva iniziato una nuova fase della sua vita lontano dalle piste. Qui aveva festeggiato anche il traguardo dei 30 anni, diventando sempre più un simbolo e un patrimonio affettivo per generazioni di appassionati.

L’ultimo saluto al Capitano

La notizia della morte ha provocato un'ondata di commozione nel mondo dell'ippica e tra i tantissimi ammiratori di Varenne. Il messaggio diffuso attraverso i canali ufficiali ha ricordato il campione con parole particolarmente toccanti, invitando tutti a ripercorrere idealmente le sue vittorie.
La scomparsa arriva inoltre poco più di un anno dopo quella di Enzo Giordano, lo storico proprietario che aveva creduto in Varenne fin dagli inizi e che era morto nel maggio 2025.
Oggi Varenne non corre più. Ma il suo nome continuerà a vivere nelle cronache sportive, negli allevamenti, nei suoi discendenti e soprattutto nella memoria di chi ha seguito quelle corse capaci di trasformare un cavallo in una vera icona popolare.
Addio, Capitano. La pista è finita, ma la leggenda continua.

Europei di nuoto, Simona Quadarella è d’oro anche nei 400 stile libero

Parigi - Simona Quadarella non si ferma e conquista un’altra medaglia d’oro agli Europei di nuoto in corso a Parigi. L’azzurra trionfa nei 400 metri stile libero con il tempo di 4’01”34, confermandosi ancora una volta ai vertici della specialità.

Alle sue spalle si piazza la tedesca Isabel Marie Gose, che conquista la medaglia d’argento. Un altro successo di prestigio per Quadarella, protagonista assoluta della rassegna continentale.

Europei di atletica, Italia da impazzire: oro per Iapichino e per la 4x400 maschile

Birmingham - Serata da incorniciare per l’Italia agli Europei di atletica di Birmingham. Larissa Iapichino conquista l’oro nel salto in lungo, superando di un centimetro la britannica Sawyers e regalando agli azzurri il nono titolo europeo della rassegna.

Poi arriva il capolavoro della 4x400 maschile: Scotti, Sito, Soudassi e Benati firmano una staffetta incredibile e battono la Gran Bretagna per appena tre centesimi. Un finale mozzafiato che vale il decimo oro azzurro e il sorpasso sui padroni di casa nel medagliere.

In precedenza, bronzo per la 4x400 femminile, con Bonora, Polinari, Mangione e Coiro. L’argento della Gran Bretagna consente però alle inglesi di effettuare il sorpasso provvisorio: a parità di ori, gli inglesi hanno un argento in più.

La risposta italiana arriva però subito dopo, con Iapichino e soprattutto con la staffetta maschile: l’Italia torna davanti alla Gran Bretagna grazie al decimo oro della serata.

Andy Díaz da fenomeno: oro nel triplo con 18,15, Dallavalle è bronzo


Lo hanno provocato. E Andy Díaz ha risposto da fenomeno. L’azzurro conquista l’oro nel salto triplo con una misura da vertigini: 18,15 metri, entrando ancora una volta nella storia della specialità.

Soltanto tre uomini, infatti, hanno saltato più lontano: il britannico Jonathan Edwards, primatista mondiale con 18,29 nel 1995, lo statunitense Christian Taylor con 18,21 nel 2015 e lo spagnolo Jordan Díaz, autore di 18,18 nel 2024 agli Europei di Roma.

Andy Díaz, allievo di Fabrizio Donato, ora li ha tutti nel mirino. Con il salto di 18,15 incrementa di ben 28 centimetri il record italiano stabilito appena tre settimane fa agli Assoluti di Firenze, che era anche la migliore prestazione europea dell’anno.

Una progressione impressionante che riaccende concretamente anche le ambizioni di avvicinare il record del mondo di 18,29, un limite che Díaz da tempo considera alla sua portata.

La festa azzurra è doppia: sul podio sale anche Andrea Dallavalle, autore di uno splendido 17,37 che gli vale la medaglia di bronzo, dopo l’argento mondiale conquistato lo scorso anno.

Sofia Fiorini d’oro agli Europei di Birmingham: Ferragosto storico per il Casentino

Birmingham - Un Ferragosto indimenticabile per il Casentino e una giornata da incorniciare per l’intero sport aretino. La 21enne Sofia Fiorini ha conquistato la medaglia d’oro nella maratona di marcia ai Campionati europei di atletica in corso a Birmingham, in Inghilterra.

Una prestazione straordinaria per l’atleta toscana, capace di sbriciolare il proprio primato personale sulla distanza e di chiudere la gara con distacchi pesantissimi sulle avversarie.

La competizione si è disputata nella mattinata di oggi, sabato 15 agosto, regalando all’Italia una vera e propria pioggia di medaglie nelle prove di marcia.

Oltre all’oro di Sofia Fiorini, infatti, sono arrivati altri quattro podi azzurri: la medaglia d’oro di Massimo Stano nella maratona di marcia maschile, l’argento e il bronzo di Francesco Fortunato e Andrea Cosi nella mezza maratona di marcia maschile e l’argento di Alexandrina Mihai nella mezza maratona di marcia femminile.

Una giornata straordinaria per l’Italia dell’atletica e, soprattutto, una consacrazione per Sofia Fiorini, che a soli 21 anni conquista il titolo europeo nella nuova distanza della maratona di marcia, firmando una prestazione destinata a rimanere nella storia dello sport del Casentino.

Quadarella, decimo oro europeo nei 1500: «Sono felicissima, ma speravo qualcosa meno»

Parigi – Simona Quadarella continua a scrivere la storia del nuoto italiano. La romana conquista il decimo oro europeo della carriera, il quarto consecutivo nei 1500 metri stile libero, replicando il successo ottenuto pochi giorni fa negli 800.

Un dominio ormai consolidato, tanto che alla vigilia Quadarella era quasi convinta di poter prolungare il proprio regno. Per questo aveva provato a cambiare strategia di gara, senza però ottenere il risultato sperato. La campionessa azzurra, abituata a pretendere sempre il massimo da se stessa, al termine della prova non ha nascosto una certa insoddisfazione.

Quadarella ha comunque imposto il proprio ritmo fin dalle prime vasche, staccando le avversarie già nei primi 50 metri. La tedesca Isabel Gose ha provato a rifarsi sotto, ma l’azzurra ha mantenuto il comando fino all’ultima vasca, piazzando dopo gli 800 metri l’allungo decisivo. Al tocco finale il cronometro si è fermato sul 15’46”22, con Gose costretta ad arrendersi.

«È stata veramente dura, ho provato a partire un po’ più forte ma penso che non sia stata una buona idea. Sono comunque contenta di aver vinto, sono felicissima, è sempre un oro europeo ma speravo qualcosa meno», ha raccontato a caldo la campionessa romana. «È anche vero che non ero mai riuscita a fare sotto i 15’50” agli Europei».

Poi, sul podio di Parigi, mentre risuonava l’inno di Mameli, il sorriso ha preso il posto della frustrazione. Perché anche per una campionessa abituata alla perfezione, un decimo titolo europeo resta un’impresa straordinaria.

Bronzo per la 4x100 mista

Nell’ultima gara della giornata è arrivata anche un’altra medaglia per l’Italia. La 4x100 stile libero mista, composta da Carlos D’Ambrosio, Thomas Ceccon, Sara Curtis ed Emma Virginia Menicucci, ha conquistato il bronzo, stabilendo anche il nuovo record italiano in 3’20”80.

La staffetta azzurra ha chiuso alle spalle di Russia e Olanda. Dopo la prima frazione di D’Ambrosio, Thomas Ceccon ha riportato l’Italia a contatto con le prime posizioni. «Avevo nuotato prima i 50 dorso, questo è quello che avevo», ha spiegato il veneto.

Poi è arrivata la grande frazione di Sara Curtis, che ha lasciato l’Italia in testa prima dell’ultima prova di Emma Virginia Menicucci. Nel finale le azzurre hanno dovuto subire la rimonta di Manokhina e Steenbergen, ma il terzo posto e il record italiano hanno certificato la crescita della staffetta.

«Sono molto contenta per il crono e per il podio, è una staffetta in crescita», ha commentato Curtis.

D’Ambrosio quinto, Ceccon settimo

Tre dei quattro protagonisti della staffetta erano già scesi in acqua nel pomeriggio.

Carlos D’Ambrosio ha chiuso al quinto posto la finale dei 200 stile libero, a soli tre decimi dal bronzo e alla sua prima finale importante. «Col mio migliore sarei arrivato al podio, ma coi se non si va da nessuna parte», ha detto l’azzurro.

Settimo posto invece per Thomas Ceccon nella finale dei 50 dorso. Il veneto aveva preparato soprattutto i 200 metri e non si aspettava un risultato particolarmente importante nella gara più breve.

Ha invece centrato la finale dei 50 stile libero Sara Curtis, grazie al 24”13 ottenuto in semifinale, chiusa al terzo posto.

Cerasuolo e Martinenghi dominano le semifinali

Grande prestazione anche nei 50 metri rana, dove l’Italia porta in finale due atleti con i migliori tempi delle semifinali.

Simone Cerasuolo ha nuotato in 26”23, dopo aver stabilito in mattinata il nuovo record italiano in 26”20. Alle sue spalle, in 26”62, si è qualificato Nicolò Martinenghi, già campione europeo nei 100 rana.

Finale conquistata anche da Alberto Razzetti nei 200 farfalla, grazie alla vittoria nella propria semifinale, e da Anita Gastaldi nei 200 misti.

Paltrinieri e l’addio ad Antonelli

La giornata era iniziata con una notizia importante per Gregorio Paltrinieri. Il suo allenatore degli ultimi sei anni, Fabrizio Antonelli, ha annunciato l’addio al campione carpigiano per trasferirsi in Cina, dove guiderà i fondisti cinesi. La separazione arriva prima del percorso verso i Giochi olimpici di Los Angeles 2028.

Paltrinieri ha affidato ai social il suo pensiero: «Quando iniziammo a nuotare insieme cominciavo a pensare che i giorni migliori fossero passati, ma mi sono ricreduto».

In un video, Gregorio ha poi spiegato di non aspettarsi la decisione, sottolineando però di non provare rancore: «Posso essergli solo grato per sempre per quello che abbiamo costruito».

Per l’Italia del nuoto, intanto, la serata di Parigi si chiude con un altro oro di Quadarella e il bronzo della staffetta mista. Un’altra pagina di una spedizione azzurra sempre più protagonista.