Europei di atletica, Battocletti d’oro nei 5000 metri: bronzo per Majori

La campionessa azzurra trionfa a Birmingham in 15'37"84. Sul podio anche Micol Majori. Jacobs si ferma in finale dei 100 metri per ...

Europei di atletica, Battocletti d’oro nei 5000 metri: bronzo per Majori


La campionessa azzurra trionfa a Birmingham in 15'37"84. Sul podio anche Micol Majori. Jacobs si ferma in finale dei 100 metri per un problema muscolare

L'Italia festeggia una nuova medaglia d'oro agli Europei di atletica leggera di Birmingham. Nadia Battocletti ha conquistato il titolo continentale nei 5000 metri, imponendosi con il tempo di 15'37"84.

Una gara dominata dall'azzurra, che ha preceduto la spagnola Marta García, medaglia d'argento. Grande risultato anche per Micol Majori, che ha completato il podio conquistando il bronzo.

Jacobs si ferma a 40 metri

Niente da fare invece per Marcell Jacobs nella finale dei 100 metri. L'azzurro è stato costretto a fermarsi dopo circa 40 metri a causa di un problema muscolare, chiudendo al settimo posto, una posizione davanti ad Ali.

Il titolo europeo è andato agli inglesi Glave, medaglia d'oro, e Azu, argento. Il bronzo è stato conquistato dal tedesco Ansah.

Jacobs vede così sfumare la possibilità di entrare nella storia degli Europei conquistando il titolo per la terza volta consecutiva. Finora soltanto due sprinter sono riusciti nell'impresa: Valery Borzov, campione nel 1969, 1971 e 1974, e Linford Christie, vincitore nel 1986, 1990 e 1994.

Per l'Italia resta comunque una serata da ricordare grazie allo straordinario oro di Battocletti e al bronzo di Majori nei 5000 metri.

Europei di nuoto, poker di medaglie per l’Italia a Parigi


Oro per Martinenghi nei 100 rana e Quadarella negli 800 stile libero. Bronzo per Cerasuolo e Sara Curtis nei 100 stile libero

Poker di medaglie per l'Italia agli Europei di nuoto di Parigi. La giornata ha regalato agli azzurri due titoli continentali, firmati da Nicolò Martinenghi e Simona Quadarella, oltre a due medaglie di bronzo con Simone Cerasuolo e Sara Curtis.

Nei 100 metri rana, Martinenghi ha conquistato la medaglia d'oro fermando il cronometro in 58"58. L'azzurro ha preceduto il russo Ivan Kozhakin, argento in 58"68, mentre Cerasuolo ha completato il podio in 58"90, dopo essere stato in testa per tre quarti di gara.

Quadarella, quarto oro consecutivo negli 800

Grande conferma anche per Simona Quadarella, che ha vinto gli 800 metri stile libero in 8'15"55, conquistando il quarto titolo europeo consecutivo nella specialità, un record.

La romana ha preceduto le tedesche Isabel Gose, argento in 8'18"44, e Maya Werner, bronzo in 8'22"55.

«Sapevo che Gose sarebbe partita forte, però sapevo di dover aspettare: così è stato, sono contenta», ha commentato Quadarella dopo la gara. «Cerco sempre di mantenermi costante, vincere nuovi titoli europei è sempre più importante. Riconfermarsi è la cosa che dà più soddisfazione».

Bronzo per Sara Curtis

Sul podio anche Sara Curtis nei 100 stile libero. L'azzurra ha chiuso in 52"72, a un solo centesimo dalla connazionale virtuale? No: davanti a lei si sono piazzate le olandesi Milou Van Wijk, argento in 52"71, e Marrit Steenbergen, oro in 51"90 con il nuovo record dei campionati.

Martinenghi: «Ho pensato di smettere»

Particolarmente significativa la vittoria di Martinenghi, che al termine della gara ha raccontato di aver attraversato un periodo difficile e di aver anche pensato al ritiro.

«Oggi sono arrivato per vincere. Due settimane fa per me era quasi una bestemmia pensare a questa possibilità, ma oggi sono partito dai blocchi consapevole delle mie capacità», ha raccontato l'azzurro.

Martinenghi ha poi aggiunto: «A qualche compagno avevo detto che c'era una possibilità su 20 che vincessi questo titolo e che se l'avessi fatto avrei smesso. Ci ho pensato spesso quest'anno, ma vittorie come questa mi fanno capire che ho voglia di continuare ancora a lungo».

Una giornata dunque particolarmente positiva per la spedizione azzurra, con due ori e due bronzi che arricchiscono il medagliere italiano agli Europei di Parigi.

Italia fuori dal Mondiale, Sundas: «Non basta cambiare CT, bisogna ripensare tutto il sistema»

Il procuratore sportivo interviene sulla crisi del calcio italiano e chiede un nuovo modello per la crescita dei giovani: «Abbiamo talento, ma servono dati, tecnologia e percorsi personalizzati»

ROMA – Cercare un nuovo commissario tecnico senza interrogarsi sul sistema che forma i calciatori rischia di essere una risposta parziale a un problema molto più profondo. È questa la riflessione di Alessio Sundas, procuratore sportivo che interviene nel dibattito sul futuro della Nazionale italiana e sulla necessità di tornare competitivi in vista dei prossimi appuntamenti mondiali.

Per Sundas, il punto di partenza deve essere la valorizzazione dei giovani. L'Italia continuerebbe ad avere ragazzi di talento, ma sarebbe rimasta indietro nei metodi utilizzati per accompagnarne la crescita.

Un calcio cambiato negli ultimi vent'anni

«Negli ultimi vent’anni il calcio mondiale è cambiato profondamente. Le società più evolute utilizzano algoritmi, intelligenza artificiale, analisi video e valori metrici per misurare ogni singolo aspetto della prestazione di un calciatore», sostiene Sundas.

Una trasformazione che ha modificato anche il modo di allenare. L'atleta viene analizzato attraverso una serie di parametri e il lavoro può essere costruito sulla base delle sue caratteristiche.

«Ogni allenamento viene costruito sui dati reali dell’atleta. In Italia, invece, troppo spesso continuiamo ad allenare tutti allo stesso modo».

Un percorso specifico per ogni giovane

È proprio la personalizzazione uno dei punti centrali della proposta. Secondo Sundas, gli indicatori tecnici, atletici e tattici dovrebbero consentire di capire con precisione dove un giocatore può migliorare.

«È lo stesso principio della medicina. Prima si effettua una diagnosi, poi si prescrive una terapia. Nel calcio dovrebbe funzionare allo stesso modo: si analizzano le prestazioni, si individuano le carenze e si costruisce un percorso personalizzato per colmarle».

Un metodo che assumerebbe particolare importanza nei settori giovanili, dove individuare precocemente limiti e potenzialità può fare la differenza nella crescita di un atleta.

Tecnologia e scouting devono lavorare insieme

Il cambiamento riguarda anche l'osservazione dei calciatori. L'esperienza degli scout resta fondamentale, ma oggi può essere integrata attraverso strumenti capaci di confrontare migliaia di informazioni.

«Lo scouting moderno non può più basarsi esclusivamente sull’intuizione o sull’occhio dell’osservatore: deve essere supportato da dati oggettivi, misurabili e confrontabili».

Per Sundas, quindi, tecnologia e competenza umana non sono alternative, ma parti dello stesso percorso.

La Nazionale del futuro nasce nei vivai

Da qui l'appello rivolto a club, settori giovanili e istituzioni sportive.

«Investire nella tecnologia significa investire nei giovani. Ogni ragazzo deve poter conoscere i propri punti di forza e le proprie criticità per migliorare costantemente. È questo il modo migliore per aumentare il livello medio del nostro calcio e costruire, nel tempo, una Nazionale più competitiva».

La questione, dunque, precede la scelta del prossimo allenatore. Per tornare stabilmente ai vertici internazionali, secondo Sundas, l'Italia deve prima costruire un sistema capace di produrre, accompagnare e valorizzare i calciatori che quel commissario tecnico sarà poi chiamato ad allenare.

Europei nuoto, Ginevra Taddeucci nella storia: oro nella 5 km dopo il trionfo nella 10 km. Paltrinieri bronzo nella Senna


Parigi 
– Ginevra Taddeucci cala il bis e firma un’impresa storica agli Europei di nuoto in acque libere. Dopo il successo nella 10 km, la nuotatrice italiana conquista anche la 5 km sulla Senna, difendendo il titolo europeo ottenuto lo scorso anno in Croazia.

La portacolori delle Fiamme Oro diventa così la prima donna italiana nella storia a vincere la doppietta 5-10 km in un campionato europeo.

Una gara dominata con grande autorevolezza, chiusa davanti a tutte con un margine netto. Al suo arrivo, la linguaccia mostrata ai fotografi racconta tutta la soddisfazione per un risultato che entra nella storia del nuoto azzurro.

Doppio podio per l’Italia

Sul podio insieme a Taddeucci c’è anche Barbara Pozzobon, protagonista di una splendida prova: l’azzurra conquista la sua prima medaglia individuale, chiudendo al secondo posto a 3”90 dalla connazionale.

Bronzo per l’ungherese Viktoria Mihalyvari Farkas, distante 2”14 dalla vincitrice. Ottavo posto invece per la terza italiana in gara, Noemi Cesarano.

Per l’Italia del fondo arriva così un altro doppio podio dopo quello ottenuto nella giornata precedente, quando Linda Caponi aveva conquistato il bronzo nella 10 km. Il bottino degli azzurri nelle acque libere sale a cinque medaglie.

Paltrinieri finalmente sul podio: bronzo nella 5 km

Grande gioia anche per Gregorio Paltrinieri, che conquista il bronzo nella 5 km maschile dopo il quarto posto nella distanza più lunga.

Il campione emiliano è riuscito a rimontare nel finale, chiudendo alle spalle del tedesco Florian Wellbrock, ancora una volta medaglia d’oro dopo il successo nella 10 km, e dell’ungherese David Betlehem.

«Avevo il numero 3, ieri il 4. Non credo tanto nei numeri, però…», ha scherzato Paltrinieri dopo la gara.

A quasi 32 anni, Greg conferma ancora una volta la sua straordinaria longevità sportiva: con questo podio raggiunge quota 56 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei, considerando sia le gare in piscina sia quelle in acque libere.

“Me la posso ancora giocare”

Dopo le difficoltà della stagione, Paltrinieri ha ribadito la sua voglia di continuare a competere ai massimi livelli:

«Me la posso ancora giocare con quelli che fanno la storia, anche in una stagione difficile in cui non stava andando tutto benissimo. Molti ragazzi mi dicono che ero e sono il loro idolo».

Una conferma ulteriore per un atleta che ha contribuito a trasformare il nuoto di fondo italiano, portandolo a una dimensione internazionale dopo aver conquistato tutto anche in piscina.

Europei di nuoto, Italia d’oro a Parigi: Pellacani nella storia, Taddeucci trionfa nella Senna. Argento per Conte-Pelligra

Fin

Parigi - L’Italia continua a scrivere pagine di storia agli Europei di nuoto di Parigi con una giornata straordinaria, ricca di medaglie e record.

Pellacani regina dei tuffi: quarto oro e record superato

Chiara Pellacani trasforma ancora una volta l’acqua in oro. La campionessa italiana conquista il titolo europeo nel trampolino da tre metri con il punteggio di 358.05, centrando la sua quarta vittoria nella rassegna continentale.

Un risultato che la proietta nella storia dei tuffi azzurri: Pellacani supera infatti il record di Tania Cagnotto, che aveva conquistato tre ori in una singola edizione degli Europei.

Sul podio anche la britannica Yasmin Harper, medaglia d’argento, e la russa Nadezhda Trifonova, bronzo. Sfuma invece per poco la medaglia per Elisa Pizzini, quarta classificata.

Taddeucci domina la 10 km nella Senna: oro e doppietta azzurra

Grande impresa anche per Ginevra Taddeucci, che conquista il primo oro europeo della carriera nella 10 chilometri in acque libere.

Nelle acque della Senna, la 29enne toscana costruisce una gara perfetta dal punto di vista tattico: resta nelle posizioni di testa, controlla la campionessa europea uscente Viktoria Mihalyvari Farkas e piazza l’attacco decisivo a un giro e mezzo dalla fine.

L’azzurra tocca il traguardo dopo 2 ore 07'49", precedendo l’ungherese di 9"7 e la compagna di squadra Linda Caponi, che conquista uno splendido bronzo con un distacco di 13"58.

Una doppietta storica per l’Italia, che torna sul podio della 10 km femminile europea con due atlete e raggiunge quota 101 medaglie complessive nella storia dei campionati continentali di fondo: 39 ori, 29 argenti e 33 bronzi.

Taddeucci diventa così la terza italiana a vincere la 10 chilometri agli Europei dopo Martina Grimaldi e Rachele Bruni, entrambe medagliate olimpiche.

Le critiche alla Senna: “Acqua sporca e piena di plastica”

Dopo il trionfo, Taddeucci non ha risparmiato critiche alle condizioni del campo gara parigino.

Intervenuta ai microfoni di Rai Sport, l’azzurra ha raccontato: “La Senna era bella sporca, ho trovato di tutto: rami, foglie sugli occhialini e tanta plastica”. Secondo la nuotatrice, il percorso olimpico di Parigi 2024 era stato più pulito.

Nonostante le difficoltà, Taddeucci ha sottolineato il valore del successo: “L’oro europeo era quello che mi mancava”. Ora per lei ci saranno ancora due gare prima del meritato riposo.

Conte e Pelligra, argento storico nel sincro piattaforma

La giornata trionfale dell’Italnuoto si completa con una sorpresa straordinaria nei tuffi.

La giovane coppia formata da Simone Conte e Raffaele Pelligra conquista la medaglia d’argento nel sincro dalla piattaforma, regalando un risultato storico alla nazionale.

Alla loro prima partecipazione a un Europeo senior, i due azzurri hanno totalizzato 416.46 punti, grazie anche a un superlativo quadruplo e mezzo avanti raggruppato.

L’oro è andato ai russi neutrali Nikita Shleikher e Ruslan Ternovoi con 443.82 punti, mentre il bronzo è stato conquistato dagli ucraini Mark Hrytsenko e Oleksii Sereda.

Una giornata da incorniciare per l’Italia, protagonista assoluta nelle piscine e nelle acque libere di Parigi.

Nuovo corso della Nazionale, Mancini e Ranieri si presentano: «Riporteremo l’Italia dove merita»


Roma - Il nuovo corso della Nazionale italiana prende ufficialmente il via. Roberto Mancini, nuovo commissario tecnico, e Claudio Ranieri, nominato presidente e direttore tecnico del Club Italia, hanno presentato il progetto che punta a rilanciare gli Azzurri dopo gli ultimi anni difficili.

A introdurre i due nuovi protagonisti è stato il presidente federale Giovanni Malagò, che ha formalizzato le nomine dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, arrivate in seguito al mancato accordo con Andrea Pirlo per la panchina della Nazionale.

Mancini: «Farò giocare bene la squadra»

Roberto Mancini ha iniziato la sua conferenza stampa tornando sul rapporto con la Nazionale e sulle vicende che avevano segnato la sua precedente esperienza.

«La maglia della Nazionale è un po' come la donna della vita, se la perdi hai sbagliato qualcosa», ha dichiarato il nuovo commissario tecnico, prima di affrontare il tema della sua separazione di tre anni fa.

«Ci fu una mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina. Se ci fossimo parlati sarebbe cambiato tutto. È andata così e sono molto dispiaciuto. La sorte e il presidente Malagò mi hanno dato la possibilità di rifarmi e cercherò di portare l'Italia dove merita».

Mancini ha poi parlato del futuro e del rapporto con i tifosi: «Cercherò di far giocare così bene la Nazionale, così che i tifosi mi perdonino. Capisco che quando capitano queste cose ci possano essere persone contro. Cercherò di far giocare bene la squadra».

L'obiettivo è quello di ricostruire una squadra competitiva, puntando sulla fiducia nei giocatori: «Io cercherò di mettere in campo una squadra che proverà a fare quanto fatto anni fa. I giocatori ci sono e gli va data fiducia. Cercheremo di giocare bene».

Sul futuro, Mancini ha spiegato di aver firmato un contratto quadriennale: «Quando sono arrivato la scorsa volta sono stato cinque anni, che sono tanti. Questo è il ruolo che più mi piace. Abbiamo fatto un contratto di quattro anni, spero di vincere uno o due trofei e poter rimanere anche dopo».

«Se andiamo ai Mondiali, siamo tra i favoriti»

Tra gli obiettivi prioritari c'è naturalmente la qualificazione ai Mondiali del 2030, dopo le ultime tre edizioni senza l'Italia.

«Se l'Italia va al Mondiale come dovrebbe, poi diventa una delle squadre da battere», ha assicurato Mancini. «Anche se ci arriva da non favorita, poi siamo pericolosi. Ora dobbiamo formare subito una squadra e arrivare a qualificarci all'Europeo e al Mondiale».

Il commissario tecnico ha ricordato anche il percorso che portò alla vittoria dell'Europeo del 2021: «Quando siamo partiti la prima volta, il 90% dei giornalisti riteneva che la nostra squadra fosse la settima o l'ottava in Europa. Ma se in quattro anni non abbiamo mai perso, vuol dire che qualcosa di buono l'abbiamo fatto».

Ranieri: «Voglio fare innamorare i tifosi della Nazionale»

Al fianco di Mancini ci sarà Claudio Ranieri, nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia. Per l'allenatore romano si tratta di un incarico che rappresenta il coronamento di una lunga carriera.

«Non credevo potesse accadere. Sono molto orgoglioso, so che ci sarà da lavorare tantissimo, ma la mia carriera da allenatore credo dica lunga. È un compito arduo», ha spiegato Ranieri.

Il primo obiettivo, però, è soprattutto quello di ricreare entusiasmo attorno alla Nazionale: «Mi preme tantissimo fare innamorare i tifosi italiani della Nazionale di calcio e permettere ai bambini di vedere ai Mondiali una Nazionale che non hanno mai visto».

Ranieri ha poi illustrato le priorità del suo lavoro, a partire dal settore giovanile e scolastico: «Voglio capire bene come funziona. Non possiamo permetterci che i bambini siano presi da altri giochi, dai videogiochi e dai telefonini. Dobbiamo cercare di abbassare i prezzi».

Secondo Ranieri, sarà fondamentale intervenire anche sulla formazione tecnica dei giovani calciatori: «Le Nazionali giovanili stanno lavorando bene, è l'ultimo salto che è difficile. Bisogna capire cosa fare e come fare per permettere al ct di poter scegliere. Siamo bravi tatticamente, all'estero la tattica non viene esasperata come da noi. Dobbiamo tornare a sviluppare la tecnica individuale».

Infine, Ranieri ha ricordato il rifiuto alla Nazionale quando era alla Roma: «Ogni volta che ho deciso con il cuore non mi sono mai pentito e neanche questa volta. Non potevo interrompere un contratto con la Roma, la mia squadra del cuore. Ci sarebbero stati conflitti di interesse notevolissimi in Italia e, a malincuore, sono stato costretto a dire di no».

Sulla reazione della famiglia al nuovo incarico, Ranieri ha chiuso con una battuta: «Finalmente non le faccio fare un trasloco, quindi sarà contentissima».

Calcio, Roberto Mancini torna sulla panchina dell'Italia: Malagò lo sceglie come Ct, Claudio Ranieri sarà direttore tecnico


ROMA
– È Roberto Mancini il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. L'annuncio ufficiale è arrivato dal presidente della FIGC, Giovanni Malagò, che ha spiegato le ragioni della scelta al termine del Consiglio federale, sottolineando la necessità di intervenire rapidamente per garantire stabilità e rilanciare il progetto azzurro.

«Il tempo stringeva e ho ritenuto che la persona giusta come commissario tecnico dovesse essere Roberto Mancini», ha dichiarato Malagò, ufficializzando il ritorno dell'allenatore che nel 2021 aveva guidato l'Italia alla conquista del Campionato Europeo.
Ranieri affiancherà Mancini

La nuova organizzazione tecnica della Nazionale prevede anche l'ingresso di Claudio Ranieri, che ricoprirà il doppio ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia.

Malagò ha spiegato di aver ritenuto fondamentale condividere la scelta del nuovo Ct con una figura di grande esperienza.

«Mi serviva una persona con cui condividere la scelta del commissario tecnico. Questa persona è Claudio Ranieri, che ha garantito il proprio impegno e raggiungerà Roma dalla Calabria», ha affermato il presidente federale.

La presentazione ufficiale di Roberto Mancini e Claudio Ranieri è fissata per domani alle ore 18, quando saranno illustrati gli obiettivi del nuovo corso azzurro.

Il caso Pirlo e il passo indietro della FIGC

Nel corso della conferenza stampa, Malagò ha affrontato anche il tema della candidatura di Andrea Pirlo, confermando che inizialmente era stato raggiunto un accordo, salvo poi interrompere l'iter.
«Mi assumo la responsabilità di aver fermato la scelta di Andrea Pirlo. Sarebbe stato necessario rescindere un contratto con una società della quale era testimonial, ma per una serie di motivi e valutazioni di opportunità non me la sono sentita di proseguire», ha spiegato.
Il presidente della FIGC ha inoltre precisato che né lui né il futuro direttore tecnico erano a conoscenza del contratto che legava l'ex centrocampista a una realtà russa, elemento che ha contribuito alla decisione finale.

Il rapporto con Maldini e Leonardo

Malagò ha parlato anche dei rapporti con Paolo Maldini e Leonardo, confermando che la separazione è avvenuta senza tensioni.
«Ho trascorso con loro più tempo che con chiunque altro negli ultimi quindici giorni. Paolo e Leo sono stati signori, schietti, sinceri e onesti. Anche da parte mia c'è stata la massima trasparenza», ha dichiarato.

"Le scuse di Mancini sono state importanti"

Il presidente federale ha confermato che, nella valutazione sul ritorno di Mancini, è stato preso in considerazione anche il passato e il modo in cui si era conclusa la precedente esperienza sulla panchina azzurra.
«Le scuse fatte da Roberto sono state importanti. Sono state uno dei presupposti della scelta. Abbiamo fatto tutte le valutazioni possibili», ha spiegato Malagò, aggiungendo di non voler entrare nei dettagli economici dei nuovi accordi, pur evidenziando «la disponibilità economica» dimostrata sia da Mancini sia da Ranieri durante le trattative.

Il sostegno del Consiglio federale

Tra i primi commenti è arrivato quello del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, che ha definito la nomina di Mancini «la scelta di un tecnico di qualità».
«L'indicazione è stata chiara. Non c'erano altre opzioni. Parliamo di un allenatore che ha già vinto un Europeo con la Nazionale italiana», ha affermato, sottolineando come la decisione sia maturata in sintonia con la nuova direzione tecnica.
Con il ritorno di Roberto Mancini e l'ingresso di Claudio Ranieri ai vertici dell'area tecnica, la FIGC apre così una nuova fase per la Nazionale, puntando sull'esperienza di due protagonisti del calcio italiano per rilanciare il progetto azzurro e affrontare le prossime sfide internazionali.

ATP Kitzbühel, Halys e Navone avanzano al terzo turno: bene anche Etcheverry, Bublik e Baez


FRANCESCO LOIACONO - Nel secondo turno dell'ATP 250 di Kitzbühel, sulla terra battuta austriaca, il francese Quentin Halys supera il monegasco Valentin Vacherot con il punteggio di 6-3, 6-4 e accede al terzo turno.

Avanzano anche l'argentino Mariano Navone, che liquida 6-0, 6-3 il tedesco Jan-Lennard Struff, e il connazionale Tomas Martin Etcheverry, vittorioso per 6-2, 7-6 sull'austriaco Jurij Rodionov. Il kazako Alexander Bublik supera 6-3, 7-5 l'argentino Facundo Diaz Acosta, mentre l'argentino Sebastian Baez ha la meglio sul francese Arthur Rinderknech al termine di una sfida combattuta, chiusa 7-6, 2-6, 6-4.

Successo anche per il peruviano Ignacio Buse, che rimonta lo svizzero Kilian Feldbausch imponendosi 2-6, 6-2, 6-2. Il tedesco Yannick Hanfmann, infine, supera 6-4, 7-6 l'argentino Marco Trungelliti.

Nel torneo di doppio, sempre al secondo turno, i tedeschi Jakob Schnaitter e Mark Wallner battono 6-3, 6-2 la coppia formata dall'argentino Andrés Molteni e dall'americano Patrik Trhac, conquistando l'accesso al terzo turno. Avanti anche l'indiano Sriram Balaji e lo svedese André Göransson, che superano 6-4, 7-6 il tedesco Constantin Frantzen e l'olandese Robin Haase.

Mondiale, la Spagna piega l'Argentina ai supplementari ed è campione del mondo


NEW YORK - La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia. Al MetLife Stadium la nazionale guidata da Luis de la Fuente ha superato 1-0 l'Argentina dopo i tempi supplementari, al termine di una finale intensa e combattuta.

Nei 90 minuti regolamentari è stata la Spagna a fare la partita, creando numerose occasioni senza però riuscire a trovare il gol. L'Argentina, con Lionel Messi e compagni, ha invece faticato a rendersi pericolosa, chiudendo i tempi regolamentari senza effettuare nemmeno un tiro, un dato che rappresenta un record negativo per una finale mondiale.

La svolta è arrivata nei minuti di recupero del secondo tempo, quando Enzo Fernández è stato espulso, lasciando gli argentini in inferiorità numerica. Con un uomo in più, la Spagna ha aumentato ulteriormente la pressione nei tempi supplementari.

Il gol decisivo è arrivato al 106', quando Ferran Torres ha trovato la rete dell'1-0 che ha fatto esplodere di gioia i tifosi spagnoli. Un vantaggio che la Roja è riuscita a difendere fino al triplice fischio, conquistando così il secondo titolo mondiale della sua storia.

Per la Spagna è il coronamento di un percorso straordinario, concluso con una vittoria meritata in una finale dominata sul piano del gioco. Delusione invece per l'Argentina, incapace di reagire e costretta ad arrendersi dopo aver disputato una gara sottotono.

Formula 1, Antonelli trionfa a Spa: vittoria nel GP del Belgio e fuga in classifica


Andrea Kimi Antonelli torna sul gradino più alto del podio e rafforza la sua leadership nel Mondiale di Formula 1. Sul leggendario circuito di Spa-Francorchamps, immerso nelle Ardenne, il pilota della Mercedes ha conquistato il Gran Premio del Belgio 2026, decimo appuntamento della stagione.

Alle sue spalle hanno chiuso la Ferrari di Charles Leclerc e la Red Bull di Max Verstappen, mentre l’altra Rossa guidata da Lewis Hamilton ha tagliato il traguardo in quarta posizione.

Il successo di Antonelli è arrivato in una gara segnata anche dal ritiro immediato del suo principale rivale per il titolo, George Russell, fuori già al primo giro dopo un contatto con Hamilton.

La gara

Partito dalla pole position, la sesta della stagione, Antonelli ha dovuto subito fronteggiare l’assalto di un aggressivo Verstappen. I due si sono scambiati più volte la prima posizione nelle curve iniziali, dando vita a un duello serrato fin dalle prime battute.

Il primo colpo di scena è arrivato proprio al via: Russell è finito nella ghiaia dopo il contatto con Hamilton ed è stato costretto al ritiro, lasciando strada agli avversari nella lotta per il podio.

A beneficiarne è stato Leclerc, autore di un sorpasso spettacolare all’esterno su Verstappen alla curva Les Combes, che gli ha permesso di portarsi in seconda posizione.

Con il successo di Spa, Antonelli consolida il primato in campionato e mette un altro importante tassello nella sua corsa al titolo mondiale.

Mondiale, Inghilterra terza dopo una sfida spettacolare: Francia battuta 6-4 nell’ultima partita di Deschamps


L’Inghilterra di Thomas Tuchel conquista il terzo posto al Mondiale al termine di una partita folle contro la Francia, nell’ultima gara sulla panchina dei Bleus per Didier Deschamps.

Gli inglesi partono forte e passano subito in vantaggio con il capitano Declan Rice. Poco dopo viene annullato per fuorigioco il possibile raddoppio di Bukayo Saka, ma il 2-0 arriva comunque grazie a Ezri Konsa, che di testa sfrutta un calcio d’angolo battuto dallo stesso Rice. Prima dell’intervallo Saka firma la doppietta personale e porta l’Inghilterra sul 3-0.

Nella ripresa la Francia reagisce e riapre la gara con Kylian Mbappé, autore di una doppietta che gli permette di salire a 10 gol nel torneo, e con Bradley Barcola, riportando i Bleus in partita.

Il finale è un susseguirsi di emozioni: Olise sfiora due volte il gol del clamoroso pareggio sul 4-4, ma l’Inghilterra trova l’allungo decisivo. Saka realizza il tris personale su calcio di rigore, poi arrivano le reti di Ousmane Dembélé e Jude Bellingham a chiudere una sfida spettacolare.

Il risultato finale premia la squadra di Tuchel, protagonista di una gara ricca di gol e colpi di scena, mentre per Deschamps si chiude un ciclo sulla panchina della nazionale francese.