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Champions League, il PSG si conferma re d’Europa: Arsenal battuto ai rigori nella finale di Budapest

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BUDAPEST - Il Paris Saint-Germain conquista la Champions League 2025/2026 e si conferma sul tetto d’Europa per il secondo anno consecutivo. Nella finale disputata alla Puskás Aréna di Budapest, la squadra di Luis Enrique ha superato l’Arsenal ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato al termine dei tempi regolamentari e supplementari. Decisivi gli errori dal dischetto degli inglesi, che vedono così sfumare ancora una volta il sogno del primo trionfo nella massima competizione continentale.

Arsenal avanti con Havertz

La finale si sblocca dopo appena sei minuti. Marquinhos lancia lungo, il pallone colpisce Trossard e termina sui piedi di Kai Havertz che si invola sulla sinistra e lascia partire un potente sinistro sotto la traversa, battendo Safonov e portando in vantaggio i Gunners.

Il PSG prova subito a reagire, mantenendo il controllo del possesso palla, ma l’Arsenal si difende con ordine e compattezza. Nel primo tempo gli inglesi sfiorano anche il raddoppio con Saka e ancora con Havertz, mentre i francesi ci provano con Fabian Ruiz, Dembélé e Doué senza riuscire a impensierire seriamente la difesa avversaria.

Dembélé firma il pareggio

Nella ripresa il PSG aumenta la pressione e trova il pareggio al 65’. Mosquera commette fallo in area su Kvaratskhelia e l’arbitro indica il dischetto. Dagli undici metri Ousmane Dembélé non sbaglia, spiazza Raya e firma l’1-1.

Nel finale dei tempi regolamentari sono soprattutto i parigini a rendersi pericolosi. Kvaratskhelia colpisce un palo al 77’, mentre Vitinha sfiora il gol vittoria all’88’ con una conclusione che termina di poco a lato. Nei minuti di recupero Barcola spreca un contropiede calciando sull’esterno della rete.

Supplementari senza reti

Nei trenta minuti supplementari entrambe le squadre cercano il colpo decisivo. L’Arsenal protesta per un presunto fallo su Madueke in area, ma arbitro e VAR non ravvisano irregolarità. Raya salva ancora i londinesi con un intervento decisivo al 107’, mentre al 119’ è Timber ad andare vicino al gol che avrebbe consegnato il trofeo ai Gunners.

Il risultato resta fermo sull’1-1 e la finale viene affidata ai calci di rigore.

Dal dischetto sorride il PSG

Nella serie finale segnano Ramos, Doué, Hakimi e Beraldo per il PSG, mentre Nuno Mendes si fa respingere il tiro. Per l’Arsenal realizzano Gyokeres, Rice e Martinelli, ma Eze manda fuori il proprio penalty e Gabriel fallisce il rigore decisivo.

La lotteria dal dischetto termina 4-3 per i francesi, che conquistano così la finale con il punteggio complessivo di 5-4.

Per il PSG è una notte storica: dopo il successo della scorsa stagione contro l’Inter, la squadra di Luis Enrique conquista la seconda Champions League consecutiva e consolida il proprio posto tra le grandi d’Europa. Delusione invece per l’Arsenal di Mikel Arteta, ancora a caccia del primo trionfo nella competizione più prestigiosa del calcio continentale.

Conference League, storico trionfo del Crystal Palace: Rayo Vallecano battuto 1-0


PIERO CHIMENTI - Il Crystal Palace conquista la Conference League superando per 1-0 il Rayo Vallecano e centrando così il primo trofeo europeo della propria storia.

La finale si sviluppa su ritmi inizialmente bloccati e con poche occasioni nel primo tempo. L’unica vera opportunità arriva per gli inglesi con un colpo di testa di Mitchell, che da posizione ravvicinata non inquadra la porta.

Nella ripresa la gara si sblocca: il Palace trova il gol decisivo con Jean-Philippe Mateta, bravo ad approfittare di una respinta imprecisa del portiere Batalla su una conclusione di Wharton. L’attaccante firma così il più semplice dei tap-in che vale il vantaggio e, di fatto, il trofeo.

Il risultato consente al Crystal Palace di entrare nell’albo d’oro europeo e si inserisce in un periodo positivo per il calcio inglese, già protagonista in Europa League e in attesa di un possibile ulteriore successo in Champions League.

Bari, il pareggio a Bolzano condanna i biancorossi: Sudtirol salvo, Bari retrocesso in Serie C


Bolzano - Il Bari non riesce a ribaltare il risultato e pareggia 0-0 contro il Sudtirol al “Druso” nella gara di ritorno dei play out di Serie B. Un risultato che, complice anche lo 0-0 dell’andata al “San Nicola”, sancisce la retrocessione dei biancorossi in Serie C.

La squadra di casa parte con maggiore convinzione, ma il Bari prova comunque a rendersi pericoloso. Nel primo tempo, all’11’, Metkaj del Sudtirol calcia di destro senza trovare la porta. Al 21’ Moncini sfiora il vantaggio per i pugliesi, mentre al 30’ Rao colpisce il palo con un destro che fa tremare la difesa altoatesina. Poco dopo, al 34’, è Molina a rispondere per il Sudtirol, centrando a sua volta il legno con un tiro mancino.

Nella ripresa il Bari prova ad alzare il baricentro, ma senza riuscire a trovare la giocata decisiva. Al 16’ viene annullata una rete a Pecorino del Sudtirol per un fallo su Dickmann. Al 23’ Gytkjaer manca di poco il possibile gol salvezza, mentre al 44’ Artioli sciupa un’ultima buona occasione per i biancorossi.

Il doppio pareggio a reti bianche premia il Sudtirol, che ottiene la permanenza in Serie B grazie al miglior piazzamento in classifica al termine della stagione regolare, chiusa al quintultimo posto. Il Bari, invece, che aveva terminato il campionato al quartultimo posto, saluta la Serie B e ripartirà dalla Serie C.

L’Aston Villa conquista l’Europa League: Friburgo battuto 3-0 nella finale di Istanbul


PIERO CHIMENTI - L’Aston Villa conquista l’Europa League battendo 3-0 il Friburgo nella finale disputata al Tupras Stadium di Istanbul.

La squadra allenata da Unai Emery ha chiuso i conti già tra primo e secondo tempo dopo una gara gestita con autorità. Dopo una prima frazione equilibrata, gli inglesi hanno sbloccato il match al 41’ con Youri Tielemans, bravo a finalizzare al volo un cross di Morgan Rogers.

Pochi minuti più tardi è arrivato anche il raddoppio firmato da Emiliano Buendía, che su assist di John McGinn ha battuto il portiere Noah Atubolu con una conclusione imparabile.

Nella ripresa, al 58’, ancora Rogers ha chiuso definitivamente i giochi con il gol del 3-0 su assist di Buendía, facendo esplodere la festa dei tifosi inglesi presenti sugli spalti.

Tra i sostenitori dell’Aston Villa presenti allo stadio anche Prince William, noto tifoso del club inglese.

Inter da doppio trionfo: scudetto e Coppa Italia, Lazio fuori dall’Europa League


ROMA - Dopo la conquista del 21° scudetto, la squadra di Inter di Christian Chivu festeggia anche la decima Coppa Italia della sua storia, centrando così il “double” stagionale. Una serata amara invece per la Lazio, che vede sfumare la qualificazione alla prossima Europa League.

La partita si sblocca al 14’, quando un episodio sfortunato punisce i biancocelesti: su calcio d’angolo battuto da Dimarco, Marusic devia di testa nella propria porta, battendo Motta e firmando l’1-0 nerazzurro. L’Inter prende fiducia e continua a spingere, mentre la Lazio fatica a reagire con continuità.

Al 35’ arriva il raddoppio: Dumfries costruisce l’azione e serve un assist preciso a Lautaro, che approfitta di un errore in fase di costruzione di Tavares e insacca il 2-0. Un gol che indirizza definitivamente la gara e complica i piani della Lazio già nel primo tempo.

Nella ripresa la formazione biancoceleste prova a riaprire il match con le occasioni create da Noslin e Dia, ma senza riuscire a concretizzare. L’Inter controlla con ordine e sfiora anche il tris con Luis Henrique e Zielinski, protagonisti di due conclusioni pericolose che non cambiano però il risultato finale.

Al triplice fischio è festa nerazzurra: doppietta stagionale tra campionato e Coppa Italia e ulteriore conferma della solidità del progetto tecnico. Per la Lazio, invece, resta il rammarico per un obiettivo europeo mancato e per una gara indirizzata dagli episodi già nella prima frazione.

Atalanta batte il Milan 3-2 e riapre la corsa Champions


Milano - L'Atalanta supera 3-2 il Milan e complica la rincorsa dei rossoneri a un posto in Champions League.

La squadra di Allegri parte meglio e colpisce un palo con Rabiot, ma è l’Atalanta a sbloccare la gara con Ederson. Prima dell’intervallo arriva il raddoppio di Zappacosta, mentre in avvio di ripresa Raspadori firma il 3-0.

Il Milan reagisce colpendo un palo con Nkunku e accorcia le distanze prima con Pavlovic e poi proprio con Nkunku, ma la rimonta si ferma sul 3-2.

In classifica i rossoneri restano a 67 punti, a -1 dalla Juventus e appaiati alla Roma, con il Como a due lunghezze.

Addio a Evaristo Beccalossi: morto a Brescia l’ex fantasista dell’Inter


Brescia - È morto a Brescia Evaristo Beccalossi, una delle ultime bandiere dell’Inter e storico centrocampista nerazzurro. L’ex calciatore e dirigente sportivo, che avrebbe compiuto 70 anni il prossimo 12 maggio, è deceduto nella notte tra martedì e mercoledì presso la Poliambulanza di Brescia, dove era ricoverato.

Le sue condizioni di salute erano critiche da circa un anno, a seguito di un’emorragia cerebrale accusata nel gennaio 2025, seguita da un lungo periodo di coma.

Nato a Brescia nel 1956, Beccalossi è stato uno dei talenti più brillanti del calcio italiano tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, interprete del ruolo di numero 10 classico, capace di accendere il gioco con tecnica e fantasia.

Cresciuto nel Brescia Calcio, si impose rapidamente nel calcio di alto livello. All’Inter giocò dal 1978 al 1984, collezionando 217 presenze e 37 gol. Con i nerazzurri vinse lo scudetto nella stagione 1979-80 e una Coppa Italia nel 1981-82.

Successivamente vestì le maglie di Sampdoria e AC Monza, prima di chiudere la carriera nel 1987 con il Barletta Calcio in Serie B.

Inter campione d’Italia: 2-0 al Parma e 21° scudetto nerazzurro


Milano - È festa grande per l’Inter, che batte il Parma Calcio e conquista lo scudetto con tre giornate d’anticipo, il 21° della sua storia.

La squadra guidata da Cristian Chivu parte forte e prende subito in mano il gioco, costruendo diverse occasioni. Il vantaggio arriva nel recupero del primo tempo: Marcus Thuram finalizza un assist di Piotr Zieliński e porta avanti i nerazzurri.

Nella ripresa l’Inter controlla la gara e chiude i conti con il raddoppio di Henrikh Mkhitaryan, servito da Lautaro Martínez, protagonista anche nell’azione del secondo gol.

Il 2-0 finale certifica il dominio stagionale dei nerazzurri, che volano a +12 sul Napoli secondo e possono già festeggiare il titolo davanti al proprio pubblico.

A Stadio San Siro esplode la festa: cori, bandiere e celebrazioni per uno scudetto conquistato con largo margine e con una prestazione di maturità anche nell’ultima decisiva sfida.

Juventus fermata dal Verona: 1-1 allo Stadium, sfuma l’aggancio al Milan


TORINO - La Juventus non va oltre l’1-1 contro l’Hellas Verona allo Stadium e manca l’occasione di agganciare il AC Milan in classifica.

La squadra guidata da Luciano Spalletti ha fatto la partita per lunghi tratti, ma ha faticato a concretizzare le occasioni create. Nel primo tempo i bianconeri sfiorano il vantaggio con una traversa colpita da Gleison Bremer, ma sono gli ospiti a passare: poco prima dell’intervallo, Bowie sorprende la difesa juventina e firma lo 0-1.

Nella ripresa la Juve cambia volto con l’ingresso di Dušan Vlahović, che trova il pareggio su calcio di punizione riportando in equilibrio la gara. I bianconeri aumentano la pressione nel finale e vanno vicini al sorpasso con un palo colpito da Edon Zhegrova.

Nonostante il forcing finale, l’Hellas resiste e porta a casa un punto inatteso, pur essendo già retrocesso. Per la Juventus resta il rammarico per una vittoria sfumata e per un’occasione persa nella corsa alle posizioni alte della classifica.

Lecce espugna Pisa 2-1: vittoria pesante e salvezza più vicina per i salentini


PISA - Il Lecce supera il Pisa per 2-1 all’“Arena Garibaldi” nella 35ª giornata di Serie A, in una gara ricca di occasioni e ribaltamenti.

Nel primo tempo il Pisa parte meglio e costruisce diverse opportunità: al 12’ Aebischer su punizione sfiora il vantaggio, mentre poco dopo Stojkovic e Canestrelli vanno vicini al gol senza riuscire a concretizzare. Al 31’ Moreo non riesce a indirizzare di testa una buona occasione, con il parziale che resta inchiodato sullo 0-0.

Nella ripresa la partita si accende. Al 7’ il Lecce passa in vantaggio con Banda, bravo a finalizzare un diagonale di destro su assist di Cheddira. Il Pisa reagisce subito e all’11’ trova il pareggio con Leris, autore di un preciso tocco al volo di sinistro.

La gara resta equilibrata, ma al 20’ è ancora il Lecce a colpire: Cheddira firma il 2-1 con una girata di sinistro su cross di Pierotti. I salentini sfiorano poi il tris con Ramadani e Camarda, che al 35’ vede annullarsi una rete per fuorigioco e al 38’ fallisce una clamorosa occasione da posizione favorevole.

Nel finale il Pisa prova l’assalto: al 92’ Aebischer sfiora il pareggio, ma il risultato non cambia.

Con questo successo il Lecce sale a 32 punti e si porta al quartultimo posto in classifica, mentre il Pisa, ultimo con 18 punti, retrocede matematicamente in Serie B.

San Siro, big match senza reti: Milan e Juventus si dividono la posta


Milano - Si chiude a reti inviolate il big match di San Siro tra due protagoniste della corsa europea. Una partita intensa sul piano tattico ma povera di vere occasioni da gol, con le difese che hanno avuto la meglio sugli attacchi per tutti i 90 minuti.

Nel primo tempo è stato annullato un gol a Marcus Thuram, bravo a finalizzare un assist di Sergio Conceição, ma fermato dalla segnalazione di fuorigioco. Nella ripresa, invece, è stato Alexis Saelemaekers a rendersi pericoloso colpendo una traversa che ha fatto tremare i padroni di casa.

Classifica invariata in alta quota

Il pareggio mantiene invariati gli equilibri nella parte alta della classifica: i rossoneri restano terzi a due punti dal Napoli, mentre la Juventus conserva il quarto posto con tre punti di vantaggio su Como e Roma.

Una sfida bloccata e molto tattica, che conferma l’equilibrio del campionato e lascia aperti tutti i giochi nella lotta per le posizioni europee.

Juventus-Bologna 2-0: Spalletti consolida il 4° posto e allunga sulla concorrenza


Torino - La Juventus di Luciano Spalletti supera il Bologna per 2-0 e rafforza la propria posizione in classifica, consolidando il quarto posto e portandosi a +5 su Como e Roma nella corsa europea.

La partita si sblocca subito: dopo meno di due minuti è David a firmare l’1-0, dando immediatamente il vantaggio ai bianconeri. Nel primo tempo la Juventus continua a spingere e colpisce anche una traversa con l’ex Holm, sfiorando il raddoppio.

Nella ripresa Spalletti inserisce Thuram, che trova il gol del 2-0 chiudendo di fatto la gara. Il Bologna prova a reagire e Rowe colpisce anche un palo, ma senza riuscire a riaprire il match.

La Juventus porta così a casa tre punti pesanti che avvicinano sempre di più l’obiettivo stagionale della qualificazione alla prossima Champions League.

Milan corsaro a Verona: 0-1, rossoneri secondi con il Napoli


PIERO CHIMENTI -
 Il Milan espugna il campo dell’Hellas Verona con una vittoria di misura per 0-1, al termine di una gara concreta ma poco spettacolare.

Il gol decisivo arriva al 36’ del primo tempo: su assist di Rafael Leão, un attaccante rossonero trova la rete che vale i tre punti, battendo il portiere Lorenzo Montipò.

Nella ripresa il ritmo cala sensibilmente, con il Milan che prova a gestire il vantaggio senza riuscire a chiudere definitivamente la partita. Il Verona, dal canto suo, fatica a rendersi realmente pericoloso.

Con questo successo, i rossoneri agganciano il Napoli al secondo posto in classifica, portandosi a +6 sulla Juventus e avvicinandosi all’obiettivo stagionale della qualificazione in Champions League.

Serie A, sostegno compatto a Malagò per la guida della FIGC: 18 club su 20 lo indicano come candidato


PIERO CHIMENTI - Si è svolta a Milano la prima assemblea stagionale dei club di Serie A, convocata all’indomani del pesante ko dell’Italia contro la Bosnia, un risultato che ha riacceso il dibattito sulla governance del calcio italiano.

Al centro della riunione la possibile candidatura di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, con le elezioni fissate per il 22 giugno. L’ex presidente del CONI avrebbe già raccolto un ampio sostegno tra i club di Serie A.

Secondo quanto emerso dall’assemblea, 18 società su 20 avrebbero sottoscritto formalmente la candidatura, un passaggio che di fatto lo renderebbe il principale candidato alla guida della Federcalcio. Restano fuori soltanto Lazio e Hellas Verona, che non contestano la figura di Malagò ma hanno espresso perplessità sul metodo, chiedendo prima un confronto sui programmi e solo successivamente sulle persone.

A fare il punto è stato il presidente di Lega Serie A Simonelli, che ha spiegato come il sostegno sia stato formalizzato attraverso le procedure federali previste: “Diciotto su venti club hanno sottoscritto la candidatura di Malagò. Sono le singole società che votano con un modulo federale per accreditare un candidato. A quota 11 sarebbe diventato il candidato ufficiale. Siamo a 18”.

Simonelli ha poi sottolineato come la candidatura non sia ancora formalmente chiusa, ma ormai indirizzata, precisando che ora spetta allo stesso Malagò valutare i prossimi passaggi prima della formalizzazione ufficiale. L’incontro previsto nei prossimi giorni dovrebbe servire a integrare eventuali proposte programmatiche dei club.

Non sono mancate anche considerazioni sul clima politico interno al calcio italiano e sul rapporto con le istituzioni, con l’obiettivo dichiarato di costruire un dialogo più stabile e collaborativo tra Lega Serie A e governo.

La candidatura di Malagò, se confermata, arriverebbe dunque con un forte sostegno della massima lega professionistica italiana, in un momento delicato per il movimento calcistico nazionale, segnato dalle recenti difficoltà della Nazionale.

Como–Inter 3-4: rimonta nerazzurra al “Sinigaglia”, doppiette di Thuram e Dumfries


Como - Spettacolo e gol allo stadio Stadio Giuseppe Sinigaglia, dove l’Inter supera il Como per 4-3 al termine di una gara ricca di colpi di scena.

La squadra guidata da Cesc Fàbregas parte fortissimo e chiude un primo tempo di grande intensità: Valle apre le marcature, poi Nico Paz firma il raddoppio. Nel finale di frazione arriva però la risposta dell’Inter con Marcus Thuram, che accorcia le distanze.

Ripresa di marca Inter

Nel secondo tempo la partita cambia volto. Thuram trova subito il 2-2 completando la sua doppietta, mentre sale in cattedra Denzel Dumfries: prima segna di testa per il sorpasso, poi sfrutta un assist di Akanji per firmare la rete del 4-2.

Il Como prova a restare in partita e accorcia con Da Cunha su calcio di rigore, ma nel finale la squadra nerazzurra gestisce il vantaggio e porta a casa tre punti pesantissimi.

Classifica e scenario

Con questa vittoria, l’Inter si porta a +9 sul Napoli secondo, consolidando la vetta della classifica, mentre il Como resta comunque in una posizione di metà-alta graduatoria, al quinto posto dopo una prestazione comunque di livello contro una delle squadre più forti del campionato.

La Juve passa a Bergamo: Boga firma l’1-0 sull’Atalanta


Bergamo - Colpo esterno della Juventus che espugna la New Balance Arena battendo 1-0 l’Atalanta e prosegue la corsa verso un piazzamento in Champions League.

Nel primo tempo meglio la squadra di Raffaele Palladino, capace di creare le occasioni più pericolose: Nicola Zalewski sfiora il vantaggio e Giorgio Scalvini colpisce il palo, ma senza riuscire a concretizzare.

A inizio ripresa cambia l’inerzia del match: la Juventus trova il gol decisivo con l’ex Jeremie Boga, che sfrutta un cross di Emil Holm e batte il portiere nerazzurro.

Nel finale l’Atalanta prova a reagire, ma manca lucidità negli ultimi metri e la difesa bianconera regge fino al triplice fischio. Una vittoria pesante per la Juventus, che continua la sua rincorsa nelle zone alte della classifica.

Addio a Mircea Lucescu, leggenda del calcio mondiale: 36 trofei e una carriera rivoluzionaria


Bucarest - È morto questa sera all’età di 80 anni Mircea Lucescu, storico allenatore di calcio noto per il suo talento tattico, la lungimiranza nella formazione dei giovani e l’innovazione nel mondo sportivo. Lucescu si è spento poco dopo le 19 all’ospedale universitario di Bucarest, a seguito di un infarto dal quale non si è mai più ripreso nonostante i ripetuti tentativi dei medici. Era ricoverato da una settimana e da oltre 24 ore era in coma indotto.

Soprannominato “paternalista” e “rivoluzionario”, Lucescu ha guidato otto squadre tra club e nazionali, conquistando un totale di 36 trofei. Tra i suoi successi più celebri, la vittoria della Shakhtar Donetsk in Europa, che ha segnato una pagina storica per il club.

Conosciuto anche come innovatore, è stato tra i primi allenatori a introdurre la match analysis e la preparazione tattica avanzata, contribuendo a lanciare centinaia di calciatori verso carriere di alto livello. La sua eredità nel calcio va oltre i trofei: ha trasformato squadre, plasmato talenti e innovato l’approccio al gioco moderno, diventando un punto di riferimento internazionale.

La scomparsa di Lucescu lascia un vuoto profondo nel mondo del calcio, tra omaggi e ricordi per la sua capacità unica di combinare strategia, passione e lungimiranza.

Napoli-Milan 1-0, Politano decisivo: è lui l’MVP


Napoli - Vittoria di misura per il Napoli, che supera 1-0 il Milan grazie al gol decisivo di Politano, premiato come migliore in campo.

L’esterno offensivo azzurro firma la rete che vale tre punti pesanti, risultando il più incisivo nella sfida e meritando il titolo di MVP. Ottima prova anche per Olivera, tra i più solidi nella squadra partenopea, mentre l’allenatore Antonio Conte strappa un buon 7 in pagella per la gestione complessiva del match.

Sul fronte rossonero, prestazione sottotono per la coppia offensiva formata da Fullkrug e Nkunku, poco incisiva sotto porta. Si salva invece Pavlovic, tra i migliori del Milan, valutato con un 6.5.

Una partita equilibrata, decisa da episodi, che conferma il buon momento del Napoli e lascia al Milan qualche rammarico per la poca concretezza in fase offensiva.

Inter-Roma 5-2: nerazzurri travolgenti, allungo in classifica

Milano - L’Inter domina a San Siro e supera la Roma con un netto 5-2, consolidando il primato e portandosi a +9 sul Milan. Una prestazione offensiva di alto livello per la squadra guidata da Cristian Chivu, che ha imposto ritmo e qualità sin dai primi minuti.

La partita si sblocca immediatamente: dopo appena un minuto Marcus Thuram porta avanti i nerazzurri con un inserimento fulmineo. La Roma reagisce e trova il pareggio con Gianluca Mancini, bravo a sfruttare una situazione da palla inattiva. Prima dell’intervallo, però, è Hakan Çalhanoğlu a riportare avanti l’Inter con una conclusione precisa che vale il 2-1.

Nella ripresa l’Inter dilaga in contropiede. Lautaro Martínez firma il 3-1, dando il via a una sequenza devastante: ancora Thuram per il 4-1 e poi Nicolò Barella chiude virtualmente i conti con il gol del 5-1. Nel finale, Lorenzo Pellegrini rende meno pesante il passivo segnando il definitivo 5-2.

Una vittoria larga e convincente che conferma il momento di forma dell’Inter, sempre più padrona del campionato e capace di unire solidità e spettacolo.

Italia, Gattuso lascia la Nazionale: risoluzione consensuale con la FIGC


ROMA - È ufficiale l’addio di Gennaro Gattuso alla panchina della Nazionale italiana. Il commissario tecnico ha raggiunto un accordo con la FIGC per la risoluzione consensuale del contratto, ponendo fine alla sua esperienza alla guida degli Azzurri.

La decisione arriva in un momento delicato per il calcio italiano, all’indomani delle dimissioni del presidente Gabriele Gravina e del passo indietro di Gianluigi Buffon dal ruolo di capodelegazione.

“Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale”, ha dichiarato Gattuso in una nota diffusa dalla Federazione.

Nel comunicato ufficiale, la FIGC ha ringraziato il tecnico calabrese per “serietà, dedizione e passione” dimostrate durante i nove mesi alla guida della squadra, augurandogli il meglio per il futuro professionale.

Gattuso ha inoltre voluto esprimere gratitudine verso la Federazione e i tifosi: “È stato un onore guidare la Nazionale. Il ringraziamento più grande va agli italiani che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Sempre con l’azzurro nel cuore”.

Anche Gravina ha sottolineato il contributo dell’allenatore, evidenziando come abbia saputo “riportare entusiasmo intorno alla Nazionale” e trasmettere “orgoglio per la maglia azzurra”.

Ora si apre la fase di riflessione per la scelta del nuovo commissario tecnico, in un momento di profondo rinnovamento per il calcio italiano.