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Serie A, Lecce-Milan 0-2: decidono Loftus-Cheek e Pulisic


LECCE - Il Milan torna da Lecce con tre punti preziosi, imponendosi 2-0 al Via del Mare nella seconda giornata di campionato.

Primo tempo equilibrato: al 4’ Gabbia trova la rete sugli sviluppi di un corner, ma il VAR annulla per un fallo su Coulibaly. I rossoneri crescono col passare dei minuti e al 36’ Loftus-Cheek impegna Falcone di testa. Sul fronte opposto, al 42’ Kaba sfiora il vantaggio con un destro potente che lambisce il palo.

Nella ripresa altra rete annullata al Milan: Gimenez segna al 60’, ma la posizione irregolare è evidente. La partita si sblocca al 66’: Modric disegna un cross perfetto e Loftus-Cheek, ancora lui, incorna in rete l’1-0. Il Lecce prova a reagire e al 77’ Stulic mette i brividi a Maignan, ma all’81’ Pulisic chiude i giochi con un destro preciso in area che vale il 2-0. Nel finale Balentien sfiora il tris, ma il risultato non cambia.

Il Lecce resta a secco davanti ai propri tifosi, mentre il Milan prosegue a punteggio pieno. Dopo la sosta per le nazionali, i giallorossi torneranno in campo il 14 settembre contro l’Atalanta al Gewiss Stadium.

San Siro applaude l’Inter di Cristian Chivu: netto 5-0 al Torino


MILANO – Esordio da sogno in Serie A per Cristian Chivu sulla panchina dell’Inter. Al Meazza, i nerazzurri hanno imposto subito il proprio gioco contro il Torino, chiudendo la partita con un netto 5-0.

La prima rete porta la firma di Alessandro Bastoni, con una splendida zuccata che sblocca il match e regala sicurezza alla squadra. Poco dopo, Marcus Thuram raddoppia con un’azione potente e precisa, mettendo la sfida praticamente in cassaforte.

L’Inter non si ferma: Lautaro Martinez firma il tris, mentre Tikus realizza la quarta rete, confermando il dominio assoluto in campo. A coronare la serata, l’esordiente Bonny segna subito alla sua prima apparizione ufficiale con la maglia nerazzurra.

Un debutto senza sbavature per Chivu, che può sorridere guardando una squadra solida, concreta e pronta a competere ai massimi livelli della Serie A.

Serie A, Juventus esordio vincente: decide la ripresa contro il Parma


TORINO - La Juventus inaugura la nuova stagione di Serie A con una vittoria convincente contro il Parma, conquistata nella ripresa dopo un primo tempo a tinte bianconere senza reti.

Al 59’, David porta i bianconeri in vantaggio con un destro preciso, approfittando del cross basso di Yildiz e superando il portiere Suzuki. La squadra di Allegri continua a controllare il gioco, ma senza riuscire a chiudere subito il match.

Al minuto 83, l’incontro sembra poter cambiare quando Cambiaso viene espulso per una spinta su Lovik, lasciando i ducali in dieci uomini. Ma la Juventus chiude definitivamente i conti all’85’ con Vlahovic, che con un mancino preciso trafigge il portiere avversario e regala i tre punti ai bianconeri.

Con questo successo, la Juventus parte con fiducia in Serie A, mostrando solidità offensiva e capacità di gestire momenti di difficoltà durante la partita.

Serie A, debutto amaro per Allegri: il Milan cade 2-1 contro la Cremonese


MILANO –
San Siro assiste incredulo al debutto di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan: la prima partita si chiude con una sorprendente sconfitta per 2-1 contro la Cremonese.

Il vantaggio dei grigiorossi arriva già nel primo tempo: Baschirotto sfrutta un clamoroso errore di Pavlovic e porta la Cremonese in vantaggio. Il Milan reagisce trovando il pareggio con lo stesso Pavlovic, servito da un preciso cross di Estupinan, ma la gioia dura poco.

Nella ripresa, la Cremonese cala il colpo di scena: Federico Bonazzoli firma una rete spettacolare con una rovesciata che trafigge Maignan, regalando tre punti storici alla squadra di casa.

Per il Milan, un debutto amaro che farà discutere, mentre la Cremonese festeggia un risultato prestigioso, frutto di grande determinazione e cinismo sotto porta.

Cristian Chivu è il nuovo allenatore dell’Inter: dal Parma alla panchina nerazzurra, è tempo di una nuova sfida


MILANO Alla fine l’Inter ha scelto la continuità della propria storia e l’identità del proprio passato: sarà Cristian Chivu a guidare i nerazzurri dopo l’addio di Simone Inzaghi. Una decisione arrivata rapidamente, quasi naturale, in virtù del profondo legame tra l’ex difensore romeno e il club di Suning, che lo ha visto protagonista da calciatore tra il 2007 e il 2014, e successivamente da allenatore delle giovanili.

Dallo scudetto Primavera alla salvezza con il Parma

Chivu, 43 anni, ha maturato le sue credenziali in panchina proprio nel vivaio nerazzurro, guidando la Primavera dell’Inter alla conquista dello scudetto di categoria nel 2022. Un traguardo che ha acceso i riflettori su di lui anche tra i club professionistici, portando il Parma a puntare su di lui nel febbraio 2025 per sostituire l’esonerato Fabio Pecchia.

Una scelta coraggiosa, ripagata dai risultati: con 3 vittorie, 7 pareggi e 3 sconfitte, Chivu ha centrato l’obiettivo salvezza, concludendo il campionato al 16° posto e conquistando la stima dell’ambiente emiliano.

Il ritorno a casa: trattativa lampo con l’Inter

A stagione conclusa, la chiamata dell’Inter è arrivata come un segnale del destino. Il dialogo tra Chivu e i dirigenti nerazzurri è stato immediato e positivo. Il Parma ha concesso subito il nulla osta, consapevole del forte legame tra il tecnico e il club milanese. La trattativa si è chiusa in poche ore, sulla base di un contratto biennale, che verrà firmato domani, dopo un nuovo incontro serale per limare gli ultimi dettagli.

Un nuovo esordio: debutto al Mondiale per club

Per Chivu, il debutto ufficiale sulla panchina dell’Inter sarà subito un appuntamento di rilievo internazionale: il Mondiale per club. I nerazzurri debutteranno martedì 17 giugno alle ore 18 locali (le 03 in Italia del 18 giugno) contro i messicani del Monterrey. Un banco di prova subito impegnativo, che dirà molto sulla nuova Inter targata Chivu.

Una storia nerazzurra che continua

Da calciatore, Chivu ha scritto pagine importanti della storia interista, culminate nel Triplete del 2010. Ora, da allenatore, proverà a lasciare un nuovo segno, portando entusiasmo, idee e il senso di appartenenza che lo ha sempre contraddistinto. Il suo ritorno rappresenta anche un segnale forte della società: investire su uomini che conoscono e amano l’Inter.

La Juve batte il Venezia 2-3 e stacca il pass per la Champions: lagunari retrocessi in Serie B

Juventus Fb

VENEZIA – Missione compiuta per la Juventus, che espugna il “Penzo” con il punteggio di 2-3 e conquista matematicamente la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Una vittoria preziosa e sofferta, che certifica il ritorno nell’Europa che conta per i bianconeri, mentre per il Venezia arriva la condanna definitiva: con questa sconfitta, i lagunari retrocedono in Serie B.

Il match si è acceso fin dai primi minuti con un botta e risposta continuo. È Fila ad aprire le marcature per i padroni di casa, ma la Juve reagisce prontamente con il talento di Yildiz, che ristabilisce la parità. Kolo Muani completa la rimonta con una zampata da attaccante vero, portando i bianconeri avanti nel punteggio.

Nella ripresa il Venezia tenta l’assalto e trova il pareggio con un colpo di testa di Haps, riaccendendo le speranze. Ma è un rigore di Locatelli, freddo dal dischetto, a spegnere definitivamente i sogni dei veneti e a regalare il successo alla squadra di Torino.

Con questi tre punti, la Juventus blinda la qualificazione in Champions, un obiettivo fondamentale per il rilancio del club dopo una stagione altalenante. Amarezza invece per il Venezia, che saluta la Serie A dopo un campionato difficile, segnato da troppi alti e bassi.

Per la Juve si aprono ora le porte dell’Europa che conta. Per il Venezia, invece, è tempo di pianificare il futuro e ripartire dalla Serie B.

Il Milan chiude con una vittoria, ma a San Siro domina la protesta: ultras contro squadra e dirigenza


MILANO
– Il Milan chiude il suo campionato con una vittoria per 2-0 contro il Monza, ma a San Siro l'atmosfera è tutt’altro che festosa. Mentre i rossoneri salutano una stagione deludente con tre punti ininfluente contro una squadra già retrocessa, la Curva Sud inscena una dura protesta, mettendo in secondo piano il risultato sul campo.

Il match: reti di Gabbia e Joao Felix

Il Milan sblocca il risultato nel primo tempo con un colpo di testa di Matteo Gabbia sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Nella ripresa arriva il raddoppio firmato Joao Felix, che chiude definitivamente il match contro un Monza già condannato alla retrocessione.

Ma la gara ha avuto il sapore di una formalità: con il Milan fuori da ogni obiettivo stagionale, compresa la qualificazione alla Champions League, il campo è passato in secondo piano.

Protesta ultras: “Go Home”, poi l’abbandono dello stadio

Il vero spettacolo è stato sugli spalti. Per i primi 15 minuti del match, la Curva Sud ha occupato i seggiolini componendo con i propri corpi una gigantesca scritta "GO HOME", indirizzata chiaramente a squadra e dirigenza. Poi, in segno di protesta, gli ultras hanno abbandonato lo stadio lasciando un silenzio pesante e carico di significato.

Durante il resto della partita, si sono sentiti fischi continui da parte del pubblico presente. Unica eccezione: gli applausi riservati a Tijjani Reijnders e Christian Pulisic, gli unici calciatori risparmiati dalla contestazione.

Un messaggio alla dirigenza

Il dissenso non è rivolto solo alla squadra, ma colpisce direttamente la dirigenza, accusata dai tifosi di scelte poco lungimiranti e di una gestione che ha portato a una stagione senza titoli, senza ambizioni e senza identità.

Le richieste degli ultras sono chiare: dimissioni dei vertici dirigenziali, un cambio di rotta netto e la costruzione di un Milan competitivo. Il malcontento è profondo e la frattura tra tifoseria e società sembra ormai insanabile.

Una stagione da dimenticare

La stagione 2024/2025 per il Milan si chiude con tante ombre e pochissime luci. Dopo l’eliminazione precoce dalle coppe e il crollo in campionato, la vittoria contro il Monza non può cancellare una gestione tecnica e sportiva messa pesantemente in discussione.

A San Siro, i tifosi hanno parlato con chiarezza: la pazienza è finita. Ora la palla passa alla società, chiamata a rispondere sul campo – e fuori – alle contestazioni.

Napoli è Campione d’Italia: una notte folle, una città in estasi

Ssc Napoli Fb

NAPOLI - Napoli festeggia. Lo fa con l’anima, con il cuore, con la voce spezzata dalla gioia. Gli azzurri sono campioni d’Italia, di nuovo. È successo tutto al minuto 42, in un’altra notte da tramandare, di quelle che si scolpiscono nella memoria collettiva.

Un pallone apparentemente indecifrabile, sospeso tra l’ansia di un intero stadio e la tensione di una città che tratteneva il respiro. Poi, come una folgorazione, Scott McTominay ha deciso che era il momento di riscrivere la storia: si è avvitato su se stesso sul traversone di Politano, dimenticando la logica, ignorando la gravità, e con una sforbiciata degna delle antologie del calcio, ha spezzato la notte. Ha spezzato il silenzio. Ha dato il via alla festa.

Il Napoli non ha mollato nemmeno per un istante. Il Cagliari ha provato a reagire, con orgoglio e dignità, ma è stato travolto da una squadra che ha ballato sul filo del sogno. Occasioni in serie: Raspadori, Politano, Spinazzola… ma il gol non arrivava. Poi, come un brivido lungo la schiena, la notizia del vantaggio dell’Inter a Como ha attraversato il Maradona come un’ombra. Ma nulla ha scalfito il Napoli. Nessuna paura, nessuna distrazione: solo gioco, consapevolezza, fiducia. Perché a volte, basta un gol. Uno solo.

E quel sigillo finale è arrivato alle 22:02. Romelu Lukaku ha deciso che era tempo di chiudere i conti: ha spazzato via gli avversari con la sua potenza, come solo lui sa fare. 2-0. Game over. Lo scudetto tornava ufficialmente a Napoli. Da quel momento, la festa è potuta esplodere.

Antonio Conte, l’architetto silenzioso di questo capolavoro, ha osservato tutto dall’alto, impassibile, nella sua postazione che sovrasta la tribuna stampa. Ma dentro, era un vulcano. Lo sapevano tutti, lo sentivano tutti. Quelle mani tese verso di lui, a ringraziarlo, a celebrarlo, erano il tributo di un popolo intero.

Ci sono voluti due anni. Settantacinque settimane. 750 giorni. In mezzo, l’euforia di Spalletti, la delusione di una stagione da dimenticare, e infine il ritorno trionfale. Napoli conquista il suo quarto scudetto e lo fa come meglio non si poteva: da protagonista, da regina, da leggenda.

Serie A, penultima giornata: Napoli frena a Parma ma resta in vetta. Inter solo pari con la Lazio

Ssc Napoli fb

Con un pareggio a reti bianche a Parma, il Napoli conserva la vetta della classifica nella penultima giornata di Serie A, mantenendo un punto di vantaggio sull'Inter. I partenopei non sono riusciti a scardinare la difesa emiliana ma beneficiano del passo falso dei nerazzurri, fermati sul 2-2 dalla Lazio al Meazza.

Il verdetto scudetto è dunque rinviato all’ultima giornata, che si preannuncia infuocata: il Napoli guida la classifica, ma l’Inter è in agguato, pronta ad approfittare di un’eventuale frenata dei campani.

I RISULTATI DELLA 37ª GIORNATA

  • Parma-Napoli 0-0

  • Inter-Lazio 2-2

  • Roma-Milan 3-1

  • Juventus-Udinese 2-0

  • Fiorentina-Bologna 3-2

  • Lecce-Torino 1-0

  • Cagliari-Venezia 3-0

  • Verona-Como 1-1

  • Monza-Empoli 1-3

  • Genoa-Atalanta 2-3 (giocata sabato)

Napoli-Genoa 2-2: frenata azzurra, ora l'Inter è a un solo punto

Ssc Napoli fb

NAPOLI - Frenata imprevista per il Napoli nella corsa allo scudetto. Gli azzurri non vanno oltre il 2-2 al “Maradona” contro un coriaceo Genoa e, a due giornate dal termine del campionato, vedono assottigliarsi il vantaggio sull’Inter, ora distante solo un punto: 78 contro 77.

La partita si apre bene per la squadra di Antonio Conte, che trova il vantaggio al 15’ grazie a Romelu Lukaku, abile a finalizzare un’azione manovrata con un destro preciso in area. Ma il Genoa, già salvo ma tutt’altro che arrendevole, reagisce. Al 31’ arriva il pareggio: colpo di testa di Ahanor che colpisce il palo, ma il pallone carambola sul portiere Meret e finisce beffardamente in rete per l’autogol dell’1-1.

Nella ripresa il Napoli prova a riprendersi il match e al 63’ ci riesce con Giacomo Raspadori, che sfrutta un inserimento centrale e batte Martinez per il 2-1. La squadra di Conte sembra poter controllare, ma il Genoa resta in partita e, al 39’ del secondo tempo, colpisce ancora: stavolta è Vasquez, di testa, a superare la difesa partenopea sugli sviluppi di un calcio d’angolo, firmando il definitivo 2-2.

Un pareggio che pesa: il Napoli si complica la vita e ora dovrà guardarsi le spalle da un’Inter lanciatissima e pronta ad approfittare di ogni passo falso. Lo scudetto è ancora aperto.

Lazio-Juventus, emozioni e tensione all’Olimpico: finisce 1-1, corsa Champions apertissima

Juventus fb

ROMA
– Una sfida da brividi quella andata in scena allo Stadio Olimpico, dove Lazio e Juventus si sono divise la posta con un pareggio per 1-1 al termine di una gara combattuta, intensa e carica di tensione, che ha tenuto i tifosi con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo.

Il primo tempo si è chiuso a reti inviolate, con le due squadre molto attente sul piano tattico, più inclini allo studio che al rischio. A sbloccare la partita ci ha pensato Kolo Muani al 51’, finalizzando al meglio una bella azione manovrata dei bianconeri. La Juventus sembrava in controllo, ma l’inerzia del match è cambiata radicalmente poco dopo.

A stravolgere gli equilibri è stata l’espulsione di Kalulu, già ammonito, che al 65’ ha rifilato una manata a Castellanos: inevitabile il secondo giallo e rosso. Con la Juve in inferiorità numerica, la Lazio ha preso coraggio e ha iniziato a spingere con decisione, trascinata da un Olimpico infuocato.

Il forcing biancoceleste ha trovato il giusto premio al 96’, con un guizzo di Vecino che ha infilato la difesa juventina e ha mandato in visibilio i tifosi di casa. Un pareggio che sa quasi di vittoria per gli uomini di Tudor.

Con questo risultato, Lazio e Juventus restano appaiate al quarto posto con 64 punti, ma la lotta per un posto in Champions League è più accesa che mai. La Roma, attesa lunedì a Bergamo contro l’Atalanta, potrebbe operare il sorpasso. In piena corsa restano anche Bologna (62 punti), Milan (60) e Fiorentina (59), che ha ancora una gara da recuperare.

Il finale di stagione si preannuncia incandescente, con sei squadre in lotta per soli tre posti nell’Europa che conta.

Serie A, Milan-Bologna 3-1: doppietta di Gimenez e rimonta rossonera nel segno di Pulisic


MILANO –
Una vittoria pesante, più per il morale che per la classifica, quella conquistata dal Milan contro il Bologna nell’anticipo di campionato. A San Siro finisce 3-1 per i rossoneri, grazie a una ripresa travolgente e a un Gimenez decisivo, autore di una doppietta. Tre punti che rilanciano le ambizioni europee degli uomini di Conceicao, ora a quattro lunghezze dalla zona Champions, in attesa del completamento della giornata.

Primo tempo opaco, poi lo show nella ripresa

I primi 45 minuti sono stati poveri di emozioni, con il Bologna più intraprendente. La migliore occasione capita proprio agli ospiti, con Orsolini che, da ottima posizione, spara alto sopra la traversa, sprecando una ghiotta opportunità per sbloccare il match.

Ad avvio ripresa, lo stesso Orsolini si fa perdonare: minuto 49, sinistro preciso all’angolino che sorprende Maignan e porta avanti i rossoblù. Sembra la spinta giusta per gli emiliani, ma il Milan reagisce.

L’ingresso di Gimenez cambia tutto

La svolta arriva al 73’, quando Gimenez, appena entrato al posto di Jovic, sfrutta l'assist di Pulisic e beffa Skorupski con un elegante tocco sotto: è 1-1. Il Milan sente il momento e alza il ritmo.

Al 79’, il sorpasso: Joao Felix prova la conclusione, la palla viene respinta, ma Pulisic è il più lesto ad avventarsi sul pallone e a segnare il 2-1. Il Bologna accusa il colpo, e nel finale è ancora Gimenez a colpire: al minuto 88, con un colpo da attaccante puro, chiude la gara sul definitivo 3-1.

Classifica e scenari

Con questo successo, il Milan si porta a ridosso della zona Champions, aspettando i risultati delle dirette concorrenti. Per il Bologna, invece, si complica la corsa al quarto posto, dopo una sconfitta che potrebbe pesare sul morale e sul cammino nelle ultime giornate.

Rimonta rossonera al Marassi: Milan batte il Genoa 1-2 e resta in corsa per l’Europa

Ac Milan fb

GENOVA
– Il Milan ribalta il risultato nel secondo tempo e conquista tre punti fondamentali in chiave europea espugnando il Marassi con una vittoria sofferta ma pesantissima: 1-2 al Genoa grazie a una rimonta firmata da Leao e da un'autorete decisiva di Frendrup.

La gara, valida per la 35ª giornata di Serie A, ha visto un primo tempo equilibrato, giocato con buona intensità da entrambe le formazioni ma senza reti. A sbloccarla, al 61’, è stato Vitinha, entrato da pochi minuti al posto di Massias: l’attaccante del Genoa ha battuto Maignan con un destro preciso dopo essersi liberato al limite dell’area.

La reazione del Milan non è stata travolgente, ma si è rivelata efficace. Al 76’ Gimenez trova un varco e serve Leao, che libera un potente tiro: la palla, deviata da Norton-Cuffy, finisce in rete, riportando il punteggio in parità. Nemmeno due minuti dopo, al 78’, l’azione decisiva: Leao mette al centro un pallone insidioso per Felix, ma Frendrup, nel tentativo di anticiparlo, colpisce male e infila la propria porta, regalando il vantaggio ai rossoneri.

Il Milan, pur senza brillare, dimostra concretezza e porta a casa un successo vitale per tenere viva la corsa Champions. Tuttavia, in vista della sfida di venerdì contro il Bologna, Stefano Pioli dovrà fare a meno di Rafael Leao, ammonito nel corso del match e già diffidato: una perdita pesante nel momento cruciale della stagione.

Con questo risultato, il Milan consolida la propria posizione nelle zone alte della classifica, mentre per il Genoa resta l’amarezza di una sconfitta arrivata dopo aver accarezzato l’impresa.

Serie A, Bologna e Juventus si annullano: è 1-1 al Dall’Ara. Corsa Champions più accesa che mai


BOLOGNA
– Finisce in parità lo scontro diretto per l’Europa tra Bologna e Juventus: al Dall’Ara termina 1-1 una sfida combattuta, ma senza vincitori. Il pareggio, complice il contemporaneo successo di Roma e Lazio, rende ancora più serrata la corsa al quarto posto, ultimo utile per accedere alla prossima Champions League. A tre giornate dal termine, la classifica parla chiaro: Juventus, Roma e Lazio appaiate a quota 63, seguite a una sola lunghezza dal Bologna, a 62.

Avvio shock: Juve avanti, ma con complicità

La gara si accende subito: al 9’ la Juventus sblocca il match con Khephren Thuram, che prova la conclusione dalla distanza. Il tiro non è irresistibile, ma Skorupski commette un errore clamoroso, lasciandosi sfuggire il pallone sotto le mani: è 0-1.

Polemiche Bologna: episodi dubbi in area

Il Bologna fatica a reagire e si innervosisce per alcune decisioni arbitrali contestate: al 31’ viene ignorato un intervento al limite del regolamento di McKennie su Freuler in area, e pochi minuti dopo, al 36’, un sospetto tocco di mano di Savona non viene rilevato da Doveri né dal VAR.

Freuler firma il pari, ma la Juve spreca

Nella ripresa, il Bologna alza i ritmi e trova il pari al 54’: Cambiaghi sfonda a sinistra, crossa al centro per Dallinga che fa da torre per Freuler. Il centrocampista svizzero batte Thuram in marcatura e trova la deviazione decisiva di Renato Veiga, che spiazza Di Gregorio: è 1-1.

La Juve potrebbe tornare in vantaggio al 76’, ma Alberto Costa, servito da un McKennie ispirato, sbaglia clamorosamente a porta quasi sguarnita.

Ultime tre giornate da brivido

Il pareggio non risolve nulla e rimanda tutto alle ultime tre giornate, che si annunciano decisive e infuocate. Il prossimo turno è da bollino rosso: Lazio-Juventus, Atalanta-Roma e Milan-Bologna saranno incroci che potrebbero determinare chi salirà sul treno per la prossima Champions.

La corsa è apertissima, quattro squadre in un punto e un finale di stagione tutto da vivere.

Serie A, Jesper Karlsson in gol: il Lecce strappa un punto a Bergamo contro l’Atalanta

Atalanta Calcio Fb

Il centrocampista svedese segna la sua prima rete stagionale nel pareggio 1-1 al Gewiss Stadium. Ora i salentini attendono il Napoli in una sfida cruciale per la salvezza


Bergamo – Un gol importante, forse decisivo per il finale di stagione del Lecce: Jesper Karlsson, centrocampista svedese classe 1998, ha realizzato la sua prima rete in Serie A con la maglia dei salentini nella sfida contro l’Atalanta, terminata 1-1 domenica 27 aprile, valida per la 34ª giornata del campionato.

Al Gewiss Stadium, il Lecce ha ottenuto un punto prezioso contro una delle squadre più in forma del campionato, e a firmare il gol del momentaneo vantaggio giallorosso è stato proprio Karlsson, che in questa stagione ha disputato 18 partite in maglia giallorossa.

Una carriera internazionale

Arrivato in Italia dopo un’esperienza al Bologna, Karlsson ha alle spalle una carriera che lo ha visto protagonista anche in Olanda con l’AZ Alkmaar e in patria con le maglie di Elfsborg e Falkenbergs FF. A livello internazionale, il centrocampista può vantare 14 presenze con la Nazionale maggiore svedese, oltre a numerose apparizioni con le selezioni giovanili: 5 gare con l’Under 21, 2 con l’U20, 6 con l’U19 e 4 con l’U18.

Prossimo impegno: Lecce-Napoli

Karlsson potrebbe essere confermato titolare anche nel delicatissimo prossimo match del Lecce, in programma sabato 3 maggio alle ore 18 contro il Napoli, allo stadio Via del Mare. Una sfida durissima contro la capolista, in piena corsa scudetto, ma che per i salentini rappresenta un crocevia fondamentale nella lotta per non retrocedere.

Il tecnico Marco Giampaolo si affiderà alla compattezza del gruppo e alla ritrovata brillantezza di Karlsson per cercare un’impresa. Un successo contro i partenopei potrebbe avvicinare sensibilmente la squadra alla salvezza.

Juve, vittoria contro il Monza ma che ingenuità: espulso Yildiz, salterà Bologna e Lazio

Juventus fb

Torino, 27 aprile 2025
– Non c'è pace per la Juventus di questa stagione. I bianconeri di Igor Tudor riscattano la brutta sconfitta di Parma e, sfruttando il turno favorevole, superano il Monza per 2-0 grazie alle reti di Nico Gonzalez all'11' e di Kolo Muani al 33'. Tre punti pesanti che permettono alla Juve di tornare momentaneamente al quarto posto, in attesa dei match di Bologna e Lazio.

La serata però non si chiude senza amarezza: nei secondi finali del primo tempo, Kenan Yildiz si rende protagonista di un'ingenuità clamorosa, rifilando una gomitata a Bianco sotto gli occhi del VAR. Dopo l'on field review, l'arbitro Berenzoni non ha avuto dubbi: cartellino rosso diretto e Juve in dieci uomini.

Un'assenza pesantissima quella di Yildiz, che salterà per squalifica i prossimi due scontri diretti per il quarto posto contro Bologna e Lazio, due tappe decisive per la corsa Champions.

Nel frattempo, grazie a questa vittoria, la Juventus si porta a 65 punti, con due lunghezze di vantaggio su Roma e Bologna (che domani sarà impegnato a Udine) e tre su Fiorentina e Lazio (che affronterà il Parma all'Olimpico).

Per Tudor e i suoi ragazzi, insomma, nessuna tregua: ogni errore può costare caro in questo finale di stagione incandescente.

Milan, che fatica contro il Venezia: vittoria sofferta al Penzo

Ac Milan fb

Venezia, 27 aprile 2025 – Vittoria sofferta ma fondamentale per il Milan, che al Penzo supera il Venezia 0-2. I rossoneri sbloccano il risultato dopo appena 5 minuti grazie a Pulisic, bravo a finalizzare un assist di Fofana e a battere Radu.

Il Venezia, impegnato nella lotta per la salvezza, non si arrende e mette in difficoltà Maignan: prima con un'insidiosa punizione di Nicolussi Caviglia, poi con un gol annullato per fuorigioco a Yeboah.

Nella ripresa il copione non cambia: il Milan controlla senza brillare, mentre i lagunari cercano il pareggio con coraggio. Solo al 94' i rossoneri trovano il raddoppio grazie a Gimenez, subentrato ad Abraham, che su assist di Reijnders supera Radu con un morbido pallonetto.

Tre punti preziosi per il Milan, ma quanta fatica contro un Venezia mai domo.

Colpo Parma: 1-0 alla Juventus nel recupero della 33ª giornata. Pellegrino decisivo, bianconeri scivolano al quinto posto


PARMA
– Il Parma di Cristian Chivu scrive una pagina importante della sua stagione battendo 1-0 la Juventus nel recupero della 33ª giornata di Serie A, rinviata nel giorno di Pasquetta per la scomparsa di Papa Francesco. Al Tardini, i ducali mettono in campo cuore, intensità e organizzazione, infliggendo a Igor Tudor la sua prima sconfitta da tecnico bianconero.

Nonostante i due infortuni pesanti nei primissimi minuti di gioco – Vogliacco e Bernabé costretti a uscire – il Parma ha mantenuto compattezza e coraggio, trovando il gol vittoria sul finire del primo tempo: cross perfetto di Valeri dalla sinistra e colpo di testa imprendibile di Pellegrino, che ha fatto esplodere lo stadio.

Nella ripresa, la Juventus ha provato a riordinare le idee e a cambiare ritmo, ma le occasioni costruite – in particolare con Kolo Muani e Conceiçao – si sono spente contro il muro gialloblù o sono finite lontano dallo specchio.

Il successo rilancia le ambizioni salvezza del Parma e regala fiducia a un gruppo giovane ma determinato. Serata amara invece per la Juventus, che dopo questo passo falso scivola al quinto posto, superata dal Bologna e momentaneamente fuori dalla zona Champions League.

Un campanello d’allarme per Tudor, che dovrà ora gestire pressione e classifica in un finale di stagione incandescente.

Funerali di Papa Francesco: rinviate le partite del 26 aprile in Serie A, B e C


FRANCESCO LOIACONO In segno di rispetto per i funerali solenni di Papa Francesco, in programma sabato 26 aprile alle ore 10 sul sagrato della Basilica di San Pietro, la Figc, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci hanno disposto il rinvio di tutte le partite dei campionati professionistici di Serie A, B e C previste per quella giornata.

Una decisione condivisa per consentire la piena partecipazione istituzionale e popolare alle esequie del Pontefice e per garantire la necessaria sobrietà in una giornata di lutto nazionale.

Le partite rinviate e le nuove date

Serie A – 34ª giornata

  • Inter-Roma ➝ si giocherà domenica 27 aprile alle ore 15

  • Como-Genoa ➝ sarà recuperata domenica 27 aprile alle ore 12:30

  • Parma-Lazio ➝ rinviata a lunedì 28 aprile alle 20:45

Serie B – 35ª giornata

  • Catanzaro-Palermo ➝ recupero domenica 27 aprile alle 15

  • Sud Tirol-Juve Stabia ➝ recupero domenica 27 aprile alle 15

Serie C – Girone C, 38ª giornata

Tutte le seguenti partite saranno recuperate domenica 27 aprile alle ore 20:00:

  • Messina-Juventus Next Gen

  • Cerignola-Latina

  • Avellino-Altamura

  • Picerno-Foggia

  • Cavese-Sorrento

  • Giugliano-Benevento

  • Potenza-Catania

  • Trapani-Casertana

Un weekend di sport nel segno del rispetto

La scelta delle istituzioni sportive e governative è stata condivisa anche con le leghe dei campionati e le società coinvolte, nella consapevolezza dell'importanza del momento storico per l’Italia e il mondo intero. La giornata di sabato sarà così dedicata esclusivamente al saluto a Papa Francesco, mentre il calcio italiano riprenderà regolarmente a partire da domenica 27 aprile.

Morte di Papa Francesco, rinviate tutte le partite di calcio: stop dalla Serie A ai Dilettanti

FRANCESCO LOIACONO - In segno di lutto per la scomparsa di Papa Francesco, la FIGC ha deciso il rinvio di tutte le partite di calcio in programma oggi, dalla Serie A fino ai campionati dilettantistici. Le gare saranno recuperate in data da destinarsi, che verrà comunicata nei prossimi giorni.

La decisione coinvolge anche gli incontri di cartello della massima serie: Torino-Udinese, Cagliari-Fiorentina, Genoa-Lazio e Parma-Juventus non si disputeranno. Stessa sorte per tutte le gare di Serie B, tra cui Sudtirol-Bari, e per i turni previsti nei campionati minori.

La Federazione ha voluto così onorare la memoria del Pontefice, figura di riferimento spirituale e morale anche per il mondo dello sport, che durante il suo pontificato non ha mai mancato di sottolineare il valore educativo e sociale del calcio.

Nelle prossime ore la FIGC comunicherà il nuovo calendario per i recuperi delle partite rinviate.