L'Italia lascia Bari fra i mugugni

(ANSA)
di NICOLA ZUCCARO - Il congedo degli azzurri dall' Hotel Parco dei Principi, nel primissimo pomeriggio di una domenica di fine estate, rappresenta meglio di ogni altro momento - per scriverla in gergo editoriale - la quarta di copertina sulla permanenza per quattro giorni della Nazionale italiana di calcio a Bari.

Un record di soggiorno eguagliabile a Italia-Urss del 20 febbraio 1988, ma che non è stato arricchito dallo stesso avvicinamento dei tifosi agli azzurri. Solo selfie al mattino, prima della partenza per il San Nicola, e semplici scatti dalle macchine fotografiche a sera, al rientro in albergo dalle sedute di allenamento, quest'ultime riservate solo alla stampa ma chiuse al pubblico.

Perchè? E in attesa di una risposta da parte del competnte staff federale, le polemiche da parte dei tifosi locali non sono mancate. Pur comprendendo la necessità di preparare nella massima concentrazione il delicato esordio in quel di Haifa per le qualificazioni ai Mondiali del 2018 contro Israele, gran parte di essi hanno reclamato che almeno una delle 4 sedute fosse aperta al pubblico.

Invece no! Chiusura anche alla stampa nel corso della rifinitura. Solo una visita del team manager dell'Italia. Gabriele Oriali sul luogo del disastro ferroviario dello scorso 12 luglio, e una conferenza stampa che ha visto dei calciatori "in erba" intervistare al San Nicola, Montolivo e De Sciglio, sono stati gli unici momenti di un incontro ancor più riavvicinato fra gli azzurri e parte della tifoseria locale.

Alla luce di questi accadimenti, la probabilità che si sia rotto quello storico feeling fra i baresi e la Nazionale (documentato anche dalla bassa affluenza in Italia-Francia del 1 settembre) potrebbe rivelarsi, nel tempo, una spiacevole certezza. Per un lungo arrivederci?

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