Confederations Cup: Spagna, l'Alba del trionfo? Uruguay a valanga su Tahiti

di Luca Losito. Tutto come previsto, la Spagna si prende l'Italia e l'Uruguay trova il Brasile. Intreccio europeo-sudamericano, dunque, per la conquista di questa Confederations Cup che regalerà ben due derby in semifinale. Gli iberici, con una facilità disarmante, hanno vinto il Girone B ed ora si apprestano ad affrontare proprio gli azzurri di Prandelli, che hanno mostrato pecche importanti soprattutto in difesa. Dopo il 4-0 della Finale di Euro 2012, è scontato affidare a loro i favori del pronostico, anzi, a dirla tutta, il tiki-taka sembra pronto ad accaparrarsi un altro trionfo. Con la Nigeria è arrivato un secco 3-0, griffato dalla doppietta di Alba e dal gol di Torres. La gara si è aperta subito col vantaggio-flash firmato dal laterale sinistro del Barcellona, bravo ad infilarsi nelle maglie della difesa africana e bucare subito il portiere col suo mancino. 1-0 e Nigeria che non si abbatte, ma reagisce e sfiora più volte il pari. Ma la più pericolosa è sempre la Spagna: Soldado si divora due gol, Fabregas centra il palo. Il primo tempo si chiude senza ulteriori sussulti, ma nella ripresa Torres chiude i conti: cross dalla sinistra di Pedro e zuccata vincente dell'attaccante dei blues. La Nigeria si riversa in avanti alla ricerca del gol della bandiera, lasciando imperdonabili varchi nella propria metà campo: all'89' Alba ne approfitta e si invola verso Enyeama, lo salta e firma il tris iberico. Le Furie Rosse volano in semifinale, e considerando la loro condizione sarà davvero dura per i ragazzi di Prandelli. Nell'altra gara, manco a dirlo, Tahiti si becca l'ultima goleada della sua "coraggiosa" partecipazione: l'Uruguay ne rifila 8 ai polinesiani e li rispedisce a casa. In evidenza Hernandez, gioiellino del Palermo appena retrocesso, che ha timbrato il cartellino ben 4 volte ieri. La squadra di Tabarez, senza troppa fatica, si guadagna dunque la semifinale col Brasile e si prepara all'impegno più duro della sua Confederations. Il Brasile sta bene, l'abbiam visto anche con l'Italia, e gioca in casa: ci vorrà il miglior Cavani, non pervenuto nelle gare sinora giocate, per tenere testa ad una supersquadra come quella verdeoro. E allora, attendiamo febbrilmente l'epilogo di questa Confederations. Non sarà un Mondiale, certo, ma il blasone delle Nazionali rimaste in gioco aumenta senz'altro il fascino della fase decisiva di questo torneo.

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