Coronavirus: Menconi (IFO): "Una nuova chiusura palestre metterebbe in ginocchio il settore"


ROMA. "L'ipotesi di una chiusura delle palestre significa mettere definitivamente in ginocchio un settore consolidato nel tempo, importante per l’economia italiana e non solo per gli oltre 2,2 miliardi di fatturato sviluppati annualmente dagli 8.000 club italiani in cui lavorano oltre 200mila persone, ma anche per il ruolo sociale per la salute e il benessere degli italiani. Va calcolato che durante i mesi di lockdown il comparto ha già perso un oltre miliardo".

Così Paolo Menconi, Presidente di IFO - International Fitness Observatory, commenta le eventuali misure restrittive, allo studio del Governo, che potrebbero prevedere, a fronte di un aumento esponenziale dei contagi da coronavirus, un lockdown parziale con la chiusura di alcune attività, tra cui cinema e palestre.
Menconi evidenzia come il settore delle palestre sia "finanziariamente fragile ed inoltre legato alla stagionalità: sono proprio i mesi di settembre e ottobre quelli decisivi, i più fruttuosi dal punto di vista delle iscrizioni. Stiamo parlando infatti di mesi in cui la palestre sviluppano, in molti casi, quasi il 30% del fatturato di tutto un anno. Quindi ipotizzare di chiuderle in questo periodo, dopo i difficili mesi passati, potrebbe provocare un crollo che va evitato assolutamente. Da alcune analisi che abbiamo condotto in occasione del lockdown - sottolinea Menconi -, abbiamo osservato che oltre l'80% dei club aveva la capacità di resistere circa solo 4 mesi: fermarli adesso creerebbe davvero problemi enormi, se non addirittura irreparabili".
Secondo il Presidente dell'Osservatorio Internazionale del Fitness le palestre "con circa 5,5 milioni di persone iscritte, hanno un ruolo fondamentale nell'ambito del benessere e della salute degli italiani, anche in virtù del fatto che sono luoghi dove non solo si fa movimento ma anche socializzazione, dove le persone si ricaricano e ritrovano le energie per affrontare la vita di tutti i giorni. Un settore di grande supporto alla sanità pubblica: andare in palestra vuol dire fare 'prevenzione', se pensiamo in termini di salute psicofisica delle persone. Sono convinto quindi che l'ipotesi di una nuova serrata debba essere presa con la massima cautela e senso di responsabilità: è una decisione che potrebbe mettere davvero in ginocchio un comparto così importante per il nostro Paese".
Da ricordare, aggiunge Menconi, "che nelle palestre lavorano staff molto preparati, abituati da tempo a gestire protocolli come le analisi della concentrazione del cloro nelle piscine, staff con competenze di primo soccorso, personale laureato e preparato a rispettare i protocolli indicati per la salvaguardia della salute dei clienti, con distanziamento sociale, uso di mascherine eccetera. Inoltre le palestre hanno ridistribuito gli spazi, le attrezzature, hanno introdotto pannelli che separano gli uni dagli altri e i corsi sono contingentati in modo razionale e efficace. Sono posti - conclude - dove si lavora con la massima attenzione e con procedure rigorose di pulizia e tempistiche di areazione dei locali programmate. Luoghi dove le persone si possono muovere con serenità e tranquillità".

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