Jannik Sinner salterà anche il Masters 1000 di Shanghai. L’annuncio è arrivato attraverso una storia pubblicata sul suo profilo Instagram e rimanda ancora una volta il rientro in campo del numero uno italiano.
Il forfait arriva a pochi giorni dalla rinuncia al torneo di Pechino e dopo l’inatteso viaggio di Sinner a Lione. Una fotografia condivisa sul profilo di una tifosa, successivamente cancellata, aveva mostrato l’altoatesino nel ristorante Le Santy, nelle immediate vicinanze del centro ortopedico diretto da Bertrand Sonnery-Cottet, chirurgo specializzato nelle patologie di anca e ginocchio.
Restano quindi da definire i tempi del ritorno in campo. Sinner avrebbe ora ulteriore tempo per prepararsi al Six Kings Slam di Riad, prima del possibile rientro nel circuito ATP a Vienna, previsto per il 24 ottobre, sempre a condizione che il problema al ginocchio sia completamente recuperato.
La vicenda era iniziata ai primi di agosto, quando il tennista aveva avvertito alcuni fastidi e si era sottoposto a diversi accertamenti in Italia. Inizialmente si parlava di un problema di natura non grave e di un’infiammazione tendinea extra-articolare da gestire con prudenza per evitare ricadute.
Successivamente Sinner ha dovuto rinunciare ai tornei di Montreal e Cincinnati e agli US Open. A circa un mese e mezzo dall’inizio dello stop, non è riuscito a tornare in campo nemmeno a Pechino e ora dovrà saltare anche Shanghai. Al momento, dunque, non esiste ancora una data certa per il suo rientro.
Sul caso è intervenuto anche il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa. L’esperto, pur precisando di non poter formulare valutazioni cliniche sul caso specifico in assenza di informazioni dirette, ha sottolineato come la scelta di prolungare lo stop evidenzi la necessità di procedere con estrema cautela.
Secondo Bernetti, la rinuncia a tornei importanti e a punti preziosi per il ranking indica una condizione che, allo stato attuale, non consentirebbe di affrontare senza rischi le sollecitazioni di una competizione di alto livello, in particolare su una superficie dura come quella di Shanghai.
Il medico ha inoltre evidenziato le caratteristiche del tennis moderno, fatto di scambi ad alta intensità, frenate e continui cambi di direzione, con particolare sollecitazione degli arti inferiori. Per questo, ha indicato nella prudenza e nel rispetto dei tempi biologici di recupero gli elementi fondamentali per ridurre il rischio di ricadute e favorire un ritorno all’attività agonistica in condizioni di sicurezza.






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