Motogp. Rossi: "Ho paura di stare in pista con Marc Marquez: non mi sento tutelato"

"Ho paura di stare in pista con Marc Marquez. Non mi sento tutelato dalla direzione corsa. Mi è venuto addosso a posta, con una velocità superiore di 20 chilometri" ha dichiarato il pilota della Yamaha, Valentino Rossi, dopo che il pilota spagnolo della Honda Hrc, Marc Marquez, lo ha buttato fuori pista nel finale del Gran Premio d'Argentina.

"Fortunatamente sto bene e non mi sono fatto niente. E' una situazione molto pericolosa. La direzione gara, qualcuno deve fare qualcosa. C'è da farsi male perché non ha nessun tipo di rispetto per gli avversari: è andato contro quattro-cinque avversari diversi. Ti punta la gamba in pieno perché sa che se ti prende tra la gamba e la moto sa che non cade ma cadi tu. Se accade una volta può capitare, ma il problema è che è recidivo. Corre con tutti nella stessa maniera. Quest'anno alla prima curva in Qatar alla prima curva ha preso la gamba di Zarco e poi va contro Dovizioso. Poi se guardiamo questo weekend già da venerdì ha tagliato la strada a Vinales che se non si rialza cade. Lo ha fatto con me durante le prove di sabato e poi con Dovizioso. Poi oggi in gara, le regole parlano chiaro se ti si spegne la moto durante la partenza vai fuori dalla corsa. Invece lui non ha cagato nessuno, ha riacceso la moto ed è venuto contromano mentre tutti noi aspettavamo. In quel momento lui era già fuori dalla gara. Perché se le regole dicono che non puoi partire, se le regole sono uguali per tutti, perché non devono esserlo anche per lui. Questo è il problema. Poi è andato a sbattere contro Espargarò, poi contro Rabat e contro di  me e mi ha buttato per terra e poi penso che abbia fatto la stessa cosa con Vinales. E' pericolo? Ho paura di stare in pista con Marquez. Non mi sento tutelato dalla direzione gara, perché lui fa quello che gli pare con tutti. Lo fa apposta di venirti addosso. E' entrato in curva venti chilometri più forte e mi ha preso tra la moto e la gamba. Non ha rispetto per gli avversari ed alza il livello della competizione che è  pericoloso per tutti e a me mi tratta ancora peggio, come è successo nel 2015 che mi ha fatto perdere il mondiale apposta. Io l'ho detto e ridetto, non può succedere che sbatte contro sei piloti in un weekend. Se accade una volta può starci, è accaduto anche a me, ma lui lo fa apposta. Non devono farlo più continuare così o accadrà che anche gli altri alzano il livello di aggressività e dopo 5 gare metà della griglia comincia a buttarsi per terra. Ti viene a chiedere scusa ma non è sincero, perché la volta dopo lo fa uguale e dopo tante volte che capita le scuse non le accetto. Spero che lui stia lontano da me e non mi guardi in faccia. Che abbia un pizzico di rispetto e non mi venga a prendere per il culo. La direzione gara deve fare in modo che non vada a sbattere contro tutti o diventa pericoloso. Io non mi sento protetto perché lui fa quello che vuole".

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