Salvini: "Campionato riparta. Inter e Milan giochino al Centro-Sud"

(ANSA)
ROMA - Il leader della Lega Matteo Salvini interviene sulla querelle della riapertura del campionato di calcio durante la trasmissione Rai "La Politica nel pallone” con ospiti il presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini e il vicedirettore della Gazzetta dello Sport Andrea Di Caro, con posizioni pro apertura della Serie A da parte dei due politici.

Bonaccini si è detto favorevole alla riapertura dei Centri Sportivi, Salvini è andato oltre. Non solo si è schierato a favor della ripartenza del campionato di Serie A, anche per ragioni economiche e di posti di lavoro. Salvini ha espresso il suo consenso a giocare le partite delle squadre del Nord - Inter e Milan comprese - nelle regioni del Centro-Sud meno colpite dal virus.

In particolare Salvini si è dichiarato favorevole alla ripartenza in sicurezza del campionato di Serie A: “Il calcio è anche un business, se muore di rimando si fermano tutti gli altri sport - ha detto il leader della Lega - Ci sono migliaia di posti di lavoro che ballano. E non parlo di Ronaldo o Ibrahimovic ma di tutto quello che ruota attorno. Chiaro, non ci può essere il via libera subito, tra una quindicina di giorni speriamo di avere delle rassicurazioni. Spero per giugno, altrimenti lo Stato avrà un altro settore in crisi se qualche ministro dirà di no. Ci sarebbe un altro miliardo da tirare fuori. Qualcuno ha sottovalutato il problema, persino demonizzato il mondo del calcio, forse per scarsa conoscenza della materia, non sapendo che ci sono a rischio 300.000 posti di lavoro, tutto l’indotto del sistema calcio. Invece spara sui ricconi del pallone per non parlare dei problemi degli altri... Se metà delle società professionistiche falliscono in caso di mancata ripartenza prima dell’estate, mi deve però spiegare dove prende quel miliardo per tappare il buco”. Salvini si è poi espresso favorevolmente sulla possibilità di una ripartenza differenziata a seconda del territorio: “Milan e Inter al Centro-Sud? Io non vedo il problema, poi - per carità - non sono il proprietario dei due club quindi spetta a loro dirlo. Ma ci sono regioni a contagio zero, per cui giocare a Firenze, Napoli o Reggio Calabria andrebbe benissimo. Vanno tutelati i posti di lavoro, il calcio tiene in vita metà degli altri sport. Tifo quindi per la riapertura in sicurezza, non per i successi del Milan, perché per quelli temo di dover aspettare ancora qualche anno. Durante il periodo passato in casa mi sono rivisto tutte le partite degli anni 80-90, quando vincevamo pure i derby... Ho rivisto il gol di Seedorf, il rigore di Sheva a Manchester. Bei tempi. Ripeto: se qualcuno spara sul calcio perché è popolare farlo, non fa un servizio all’Italia”.

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