Calcio. Howedes: "Con la Juventus voglio vincere scudetto Coppa Italia: poi parleremo di futuro"

Parliamo di calcio e della Juventus: a parlare è Benedikt Howedes. "In questa stagione" ha dichiarato il centrocampista bianconero "chiaramente i periodi più difficili sono legati al mio infortunio. Ma quelli più belli sono sul campo: il mio esordio e soprattutto il gol segnato contro la Sampdoria. Era la mia seconda gara, ho sentito un grandissimo affetto, da parte di tutti: compagni, tifosi e staff. Ho vinto solo una Coppa di Germania. Quindi per me lo scudetto sarebbe il primo grande trofeo per club. E’ stata una stagione nella quale abbiamo fatto bene a lungo, in Italia, per esempio quando per tante gare abbiamo portato a casa un clean sheet, e in Europa, per esempio a Wembley. Ora speriamo di giocare alla grande queste ultime partite e arrivare al successo finale. Lo slogan del Club, 'Fino alla Fine', è qualcosa che si vive sempre. Siamo orgogliosi di come in tante gare lo abbiamo messo in pratica, spingendo fino all’ultimo e vincendo senza mollare mai. Come è accaduto contro l’Inter. In serie A ci sono tante squadre di grande livello, molte di più rispetto per esempio alla Bundesliga, e questo rende il campionato molto più competitivo. Chi mi ha sorpreso qui alla Juventus? Tanti giocatori, ma se devo dire un nome scelgo Buffon, per la grande stagione che anche quest’anno sta facendo. E’ un grande giocatore e una grande persona, che mi ha aiutato quando sono arrivato qua: in generale devo dire però che mi trovo bene qui, e mi piacerebbe restare, ma parleremo del mio futuro a fine stagione, perché adesso l’unica cosa importante è vincere due trofei. Io sto bene e sono pronto a fare la mia parte. Sia io che la società sappiamo che la cosa più importante è vincere lo scudetto e la Coppa Italia. Alla fine della stagione parleremo. Purtroppo non ho giocato molto ma se guardiamo alle ultime partite mi sento in forma. Ho giocato bene alcune partite e la società ha potuto vedere le mie qualità e a fine stagione cominceremo a parlare". 

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