Calcio a 5. Olympique Ostuni. Bagnulo: "Sogniamo la Coppa Italia. Squadra competitiva"

Alla vigilia dell'inizio della preparazione e con il roster quasi definito, siamo andati a fare una chiacchierata con Alessandro Bagnulo, prossimo a festeggiare il suo primo compleanno in veste di direttore tecnico dell'Olympique Ostuni. L'ex mister del CUS Macerata, e della Folgore Sangiustese, per citare alcune delle panchine da lui occupate in terra marchigiana, ha trovato subito coinvolgente la proposta fattagli dall'A.D. Saponaro lo scorso luglio e, a distanza di un anno, ci ha raccontato un po' della sua esperienza.

D. A distanza di un anno, può dirsi contento di aver accettato la chiamata dell'ing. Saponaro?

R. Guardandosi indietro, direi che non poteva esserci un momento storico, un'occasione migliore per rientrare nel mondo del mio amato futsal. Ricordo la prima chiacchierata, in un bar, con un roster e una dirigenza da allestire. Il lavoro da compiere era gravoso, ma la voglia di fare era tanta, e ci siamo buttati.

D. Un bilancio della passata stagione?

R. L'aggettivo giusto per definirla: turbolenta. Come detto, a fine luglio eravamo senza giocatori e con una dirigenza ringiovanita, cosa che ha fatto sì che si commettesse qualche errore dovuto all'inesperienza, che a tratti ha compromesso la nostra stagione. Quest'anno abbiamo espressamente voluto partire in anticipo con la programmazione. Non va tralasciato neanche l'aspetto del triplo cambio di allenatore, che ha creato sicuramente un po' di confusione tra i ragazzi, aggiungendo altri ostacoli alla nostra stagione, e facendo sì che la chiudessimo con un risultato decisamente al di sotto delle nostre possibilità.

D. Da dove siete ripartiti, e con che spirito?

R. Siamo ripartiti dal gruppo! Innanzitutto quello societario, che si è coeso, e che abbiamo allargato, per fare in modo che, essendo più numerosi, ognuno potesse svolgere il suo compito e nessuno venisse sovraccaricato di lavoro; e poi dal gruppo dei ragazzi: proprio perché lo ritenevamo valido, abbiamo deciso di confermarne una buona parte, cercando di migliorarlo con innesti di valore, per affrontare la prossima stagione in maniera più serena rispetto a quella conclusa.

D. Quindi, quali gli obiettivi per la prossima stagione?

R. Vincere la Champions! Chiaramente è una battuta, provando a rispondere seriamente, l'obiettivo non può che essere quello di migliorarsi. Migliorare il piazzamento della prima squadra ottenuto la passata stagione, far crescere il rinnovato gruppo dell'under 19 (rinnovato soprattutto per limiti di età), e regalare una stagione più serena a bimbi e genitori dell'Olympique Academy, sperando di crescere numericamente anche lì. Inutile dire che ce la metteremo tutta e che le batterie a settembre saranno carichissime!

D. L'acquisto più importante risponde al nome dell'esperto Bussunda. Alle sue spalle, troviamo i giovani Lorusso e Zaccaria, riserve pronte ad imparare tanto. Questo è un buon segno per quanto riguarda  il progetto dell'under-19. Dove possono arrivare questi ragazzi?

R. Non sarà chiaramente il solo Bussunda a far fare il salto di qualità a questa squadra, ma anche i vari Lisi e Solidoro. L'obiettivo è quello di dare esperienza al gruppo. Quest'ultima sarà fondamentale anche nell'ambito della crescita dei ragazzi provenienti dall'under 19 che passeranno definitivamente in prima squadra. C'è un preciso ragionamento dietro a questa scelta; vogliamo un miglioramento concreto dei giovani provenienti dal vivaio per poter avere a disposizione tra qualche anno una rosa costituita principalmente da ragazzi provenienti dal territorio ostunese, cresciuti nelle nostre giovanili. Crediamo molto nel progetto e vogliamo che ci siano sempre delle risorse a cui la prima squadra possa attingere tranquillamente, in quanto il cammino da percorrere è lungo ed impegnativo.

D. Parlando della Coppa Italia, siamo d'accordo che sarebbe un sogno vincerla. Ma quanto sarebbe bello vincerla al PalaGentile?

R. Sarebbe davvero un sogno vincerla. Lo stesso presidente ci tiene tanto e questo è risaputo. Ancora più bello, di certo, sarebbe poterlo fare in casa. Ricordo ancora l'atmosfera carica di valori sportivi e di agonismo che si percepiva l'anno scorso nel corso della Final Eight a Molfetta. Vorremmo portare quelle sensazioni al PalaGentile di Ostuni.

D. Un mercato fatto di ritorni, su tutti quelli di Digiuseppe e di Saponaro. La conoscenza dell'ambiente può aiutarli a essere subito sul pezzo?

R. Tra conferme e ritorni, sicuramente siamo riusciti a formare una squadra già  ben rodata. Ci si conosce molto bene. Alcuni neo-arrivati sono addirittura già stati allenati da mister Basile. Questo può essere molto di aiuto.

D. Quali squadre possono ostacolare l'Ostuni nel cammino verso la vetta? Quali altre compagini sono attive sul mercato come i Warriors?

R. E' ancora presto per giudicare il mercato degli altri. Preferiamo pensare al nostro lavoro. Ad ogni modo, i veri valori si vedranno sul parquet, il resto è lettera morta. Lo abbiamo imparato da ciò che è successo l'anno scorso. Molti ci esaltavano perché, sulla carta, effettivamente, eravamo una squadra degna, ma alla fine è andata come è andata. Chiaramente non possiamo fare a meno di essere curiosi di conoscere i colpi di mercato delle altre squadre. Il livello del campionato si sta alzando grazie all'arrivo di molti giocatori stranieri che, però, non permettono l'affermazione dei talenti del posto. La Puglia calcettistica deve crescere e può farlo. Abbiamo esempi di società che non si sono iscritte al campionato perché non sono riuscite a formare roster competitivi. Ecco, sarebbe opportuno guardare prima in casa propria. Siamo fieri di aver condotto questo mercato andando a pescare solo dal territorio. E' una linea guida che vogliamo seguire e che porterà  i suoi frutti.

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