Carraro: "La riforma del Coni? Se ne deve discutere in Parlamento"

ROMA - "Il modello italiano di sport, che è anomalo rispetto ad altri paesi europei, ha ottenuto grandi risultati rispetto a quanto investito. Poteva fare e meglio e di più, lo sport nelle scuole è trascurato e nel centro-sud ci sono pochi impianti, e non mi scandalizzo se si vuole migliorare" ha dichiarato l'ex presidente del Coni, Franco Carraro, parlando della polemica attorno allo sport italiano e al braccio di ferro tra Coni e Governo ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport', su Rai RadioUno.

"Quello che mi sembra stravagante è che, mentre si approva il bilancio, il governo dovrebbe fare una cosa se vuole cambiare. E' positivo che abbia garantito che nel 2019 e negli anni futuri lo sport abbia la fetta del 30% dei proventi che porta allo Stato, però presenti un disegno di legge o un decreto consentendo che il Parlamento ne parli. Tutto il mondo sportivo ha detto a Malagò di trattare con il governo, che ha il diritto di proporre un progetto diverso. Quello che noi chiediamo è che se ne parli in Parlamento, anche in tempi rapidissimi, affinché gli sportivi capiscano come sarà gestito il Coni dal 2020 o dal 2021. Lo sport è trasversale e interclassista e tutte le leggi che lo riguardano sono state fatte o all'unanimità o a stragrande maggioranza. A me questo modello piace ma sono il passato, non sono così rimbambito da non capire che si può cambiare. Sono molto perplesso del modello che il  governo ipotizza, che si sostituisca il Coni con una spa del ministero dell'Economia dove il governo, senza il controllo di nessuno, nomina 3 o 5 membri del cda: è un sistema che funziona di più, è più trasparente di quello attuale? Sul piano teorico lo sport italiano, in termini di risultati, può rischiare, visto che una parte dei fondi arriverebbero da questa società Sport e Salute e un'altra dalla preparazione olimpica. Tanto più c'è coordinamento e razionalizzazione e tanto più si evitano gli sprechi, ma è difficile giudicare un progetto da tre righe".

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