Iron Bike e Monti Dauni: la storia di un amore nato a Biccari

BICCARI, MONTI DAUNI. Un grande sole quasi estivo ha scaldato i Monti Dauni sino a rendere roventi le pietre del ciottolato stradale di Biccari, non certo al punto tale da cuocerci le pizze "a forno aperto" (per quello ci ha pensato la fornace appositamente allestita), ma nella giusta misura per spingere gli atleti a correre il più velocemente possibile per trovare refrigerio almeno nel vento. Calde immagini evocative a parte, il rossore della precoce abbronzatura passerà in fretta, quello che invece resterà negli occhi e nei cuori dei 300 ciclisti che domenica hanno preso parte alla "Monti Dauni Mountain Bike – la Mediofondo di Biccari" sarà la bellezza dei paesaggi Dauni, la loro rigogliosa vegetazione, le fresche impetuose acque e la squisita, generosa accoglienza dei locali.
La quarta tappa dell’Iron Bike 2018, messa in piedi sotto l’egida della FCI dall’UC Foggia 1976 grazie all’opera dell’infaticabile Francesco Velluto, sostenuto dagli amministratori locali (in primis in sindaco di Biccari Gianfilippo Mignogna) ha coinvolto a 360° la cittadina di Biccari, regalando ai ciclisti immagini suggestive delle vette più alte di Puglia, lambendo il Monte Cornacchia e lasciandoli specchiare nelle limpide acque del lago Pescara, sfidando i vortici delle pale eoliche e le aspe pendenze delle salite più dure. Ma si sa, dalla cima il panorama è sempre più bello e (quasi) fa dimenticare le fatiche.
È stata la prima volta che l’Iron Bike abbia fatto tappa sui Monti Dauni, un’occasione speciale per esplorare le bellezze naturalistiche del pre-Appennino e immergersi nel fascino di Biccari nel novero dei borghi autentici d’Italia, di Alberona, bandiera arancione del Touring Club. Il tutto reso più armonioso dalla attività capillare di accoglienza e sensibilizzazione turistica della "Cooperativa di Comunità" di Biccari e di tutti i sostenitori locali, molti dei quali produttori diretti nel settore enogastronomico.
Per onore di cronaca bisogna segnalare qualche sbavatura tecnica nell’organizzazione, che ha dalla sua la scusante non irrilevante di essere per la prima volta alla regia di un evento di simile portata in un territorio non abituato alle gare di mountain bike. E di certo non ha aiutato nemmeno la coincidenza spazio-temporale con la festa della Madonna Immacolata, celebrata nella quasi totalità dei paesini dauni.
Ciononostante sono sicuramente da rivedere le segnalazioni sul percorso, che in molti hanno giudicato poco visibili e a forte rischio errore, da implementare con personale formato e preparato, così come anche sarebbe più opportuno spalmare il dislivello su più chilometri per rendere le salite meno "cattive" (visto anche il caldo). E magari arricchire le premiazioni di più prodotti tipici locali, in modo anche da continuare a casa l’operazione di "marketing territoriale".
Giù i cappelli per il modello di accoglienza turistica proposto dal borgo di Biccari, pulito ed elegante, ricco di storia, incastonato nella pietra e nella natura autentica: uno scenario che ben si sposa con lo spirito della Mountain Bike. Passeggiando per le vie di Biccari si respira, nonostante le apparenze, aria di gioventù, quanto meno di una moderna concezione di promozione di territorio. Un territorio nascosto che da domenica, grazie al vorticoso girare delle ruote grasse della mountain bike, porterà echi della sua bellezza in tutta la regione.
In 300 qui sui Monti Dauni, un mezzo di promozione del territorio d’eccezione la mountain Bike. Come ha vissuto questa giornata? "É stata una bella manifestazione ma soprattutto una grande occasione per il nostro territorio di farsi conoscere, per fa scoprire al grande pubblico questo pezzo di Puglia che ancora non è molto noto ai più - è la risposta raggiante del 34enne sindaco del paesino Dauno – con le bellezze ambientali dei Monti Dauni, del monte Cornacchia, dei borghi di i Biccari e Alberona. Tante persone a vedere i nostri paesi, a vare sport e a capire che questi sono posti che possono essere visitati e ospitare manifestazioni come queste".
Una bella sinergia tra i comuni dei monti Dauni non solo Biccari ma anche Alberona e Roseto. Cosa si può fare per la bici come mezzo di conoscenza di queste zone? "L’anno prossimo sarà l’anno del turismo lento e noi ci candidiamo ad essere una delle destinazioni più appropriate in Puglia per questo tipo di turismo. Il turismo delle escursioni a piedi, a cavallo, in bici. Abbiamo anche lanciato recentemente un progetto per le escursioni con i cani, chiamandole 'Passeggiate a sei zampe'. Il nostro territorio può essere percorso con tutti i mezzi sostenibili, con tutti i mezzi coerenti e compatibili con la vocazione di questi posti, con gli splendidi paesaggi che abbiamo, con i boschi, con i sentieri. Tutto ciò che va in linea con la nostra vocazione territoriale è bene accetto".
Un bell’esperimento qui sui monti Dauni. Un bilancio e una previsione per gli anni futuri? "L’evento è andato molto bene, il percorso è piaciuto a tutti i biker, qualche piccola critica ma la cogliamo solo per migliorarci e affrontare nuove sfide. I Monti Dauni sono piaciuti, l’oasi lago Pescara anche. Ma noi di questo ne eravamo certi".
Una bella collaborazione nata dal basso e soprattutto tanto divertimento, calore e accoglienza da parte dei locali: "Il paese si è mostrato pronto ad organizzarsi con tutti i prodotti dell’enogastronomia tipici dei Monti Dauni, la pizza si è riempita, Il paese è sceso e c’è stata una bella risposta da tutta la provincia, oltre che da tutto il resto di Puglia da dove provengono i biker".
Quindi l’anno prossimo si replica? "La nostra idea è questa. Riproporre il brand Monti Dauni, facendo conoscere un altro punto di partenza, con un altro scenario, con altri paesaggi, ma sempre in vetta, perché qui si pedale. Qui la bellezza è venire a fare cicloturismo negli altri giorni dell’anno. Sui Monti Dauni ce n’è per tutti i gusti, con le bici elettriche e con le bici muscolari per quelli più allenati, perché ci sono belle salite ma anche bei sentieri da percorrere in tranquillità".

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