Bisceglie, arriva lo scontro diretto col Nardò: è l’ora di tornare a vincere


BISCEGLIE (BT) – Dar seguito all’incoraggiante gara di Caserta con l’avallo, questa volta, del successo pieno che manca ormai da tre mesi e mezzo. È l’obiettivo categorico del Bisceglie nella sfida di domani sul prato del “Ventura” (calcio d’inizio alle 15.00) con il Nardo, valevole per la quinta di ritorno. Si tratta di un autentico scontro diretto nella lunga volata salvezza: i nerazzurri, quartultimi a braccetto del Casarano con 21 punti in 22 gare, ricevono infatti i granata salentini, avanti di una lunghezza ma con due incontri giocati in meno rispetto a Coletti e compagni.

Mister Cazzarò ha chiesto ai suoi ragazzi di interpretare il match con la massima attenzione e carica agonistica per poter centrare la prima vittoria sotto la sua gestione. Oltre a Marino, che sconta l’ultimo turno di squalifica, sarà assente anche Cozza (appiedato per due turni dopo il “rosso” rimediato domenica scorsa) e di conseguenza il tecnico tarantino dovrà variare qualcosa in mediana, mentre nel reparto avanzato sono poche le possibilità di vedere in campo l’acciaccato Urquijo. 

Convocato l’altro centravanti, il 28enne rumeno Catalin Tira, giunto a Bisceglie nelle ultime ore. Reduce dallo stop interno per mano del Gravina, il Nardò allenato dal molfettese Pasquale De Candia dovrà a sua volta rinunciare per squalifica a due pedine di spessore come capitan De Giorgi ed il centrocampista Cancelli. All’andata il Bisceglie sfiorò di un’inezia il colpaccio: in vantaggio con Leonetti al 27’, l’undici stellato fu agguantato sull’1-1 al 94’ a seguito di una sfortunata autorete di Lorusso.

Il match di domani sarà diretto da Stefano Moretti di Como, assistito da Francesco Rinaldi di Policoro e Vito Marchese di Matera.

Olimpiadi, storica doppietta: argento a Goggia, bronzo a Delago

(Ap)
PECHINO - A poco più di tre settimane dal'incidente di Cortina, nella discesa libera la campionessa bergamasca è autrice di una prestazione eccezionale, preceduta solo dalla svizzera Suter. Terza un'altra azzurra, Nadia Delago.

Un argento pesantissimo per la Goggia, che solo per una manciata di minuti ha lasciato l’amaro in bocca nella campionessa uscente. Il secondo posto di oggi proietta infatti l'azzurra tra le più grandi di sempre dello sci mondiale. 

Vincendo di nuovo Sofia avrebbe eguagliato la doppietta della tedesca Katja Seizinger, oro a Lillehammer ’94 e a Nagano ’98, ma è giusto riconoscere anche i meriti di Corinne Suter, svizzera che ha fatto valere le sue doti di scivolatrice e ha infilato un’accoppiata da favola.

I Los Angeles Rams conquistano il Super Bowl


PIERO CHIMENTI -
I Los Angeles Rams conquistano il LVI SuperBowl, davanti ai propri tifosi al SoFi Stadium di Inglewood, contro il Cincinnati Bengals per 23-20. Partita equilibrata, dove protagoniste sono le difese. A passare in vantaggio sono i Rams coi touchdown di Odell Beckham Jr e Cooper Kupp. La reazione dei Bengals non si fa attendere, con il touchdown di Higgins che ribalta addirittura il risultato. 

Il contro sorpasso dei Los Angeles arriva nei secondi finali del match. Mancano solo 85 secondi alla fine dell'evento quando l'asse Stafford-Kupp permette ai padroni di casa di realizzare il 23-20 che vale la vittoria finale, con la conquista del secondo Super Bowl nella loro storia ai Rams. 

Protagonista dell'evento più atteso dagli americani è stato il rap, con gli artisti più importanti del panorama musicale come Snoop Dogg, che si è esibito con Dr. Dre, 50 cent ed Eminem. Il rapper cresciuto a Detroit, nonostante il divieto della Nfl, alla fine della sua esibizione si è inchinato per rendere omaggio a Kaepernick, quarterback dei San Francisco 49ers, che smise di alzarsi durante l'inno americano per protestare contro le ingiustizie subite dagli afroamericani nel 2016.

A Bergamo la Juve agguanta il pareggio all'ultimo con l'Atalanta

(via Atalanta Calcio fb)
BERGAMO - Partita vibrante al Gewiss Stadium. Ritmi elevati e occasioni da una parte e dall'altra per tutta la durata della gara. Prima una sensazionale punizione di seconda di Malinovski dà il vantaggio alla Dea, ma al 92' un colpo di testa di Danilo regala il pareggio ai bianconeri.

Serie A: il Milan vola in vetta

(via Ac Milan fb)
PIERO CHIMENTI -
È bastato un lampo di Leao al Milan per avere la meglio della Sampdoria e volare in testa alla classifica. Il vantaggio rossonero arriva all'8' grazie a Maignan che col suo lancio da 60 metri mette in moto Leao che supera in velocità Bereszynski e batte Fiorillo per l'1-0. 

Nella ripresa gli uomini di Pioli continuano a macinare gioco e rendersi pericolosi dalle parti di Fiorillo, con la Sampdoria che non riesce mai a creare occasioni degna di nota. La fiammata di Leao permette al Milan di volare in testa +1 dall'Inter, in attesa che i nerazzurri recuperino la partita, mentre i bluciarchiati tornano a casa con una prova incolore con l'ex Gianpaolo che deve rimandare i suoi propositi di 'vendetta' contro i rossoneri.

Mondiale per club, il Chelsea trionfa per la prima volta

(via Chelsea Fc fb)
FRANCESCO LOIACONO - Il Chelsea vince per la prima volta nella sua storia il Mondiale per Club. Supera 2-1 in finale ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti dopo i tempi supplementari il Palmeiras. Nel secondo tempo al 10’ gli inglesi passano in vantaggio con Lukaku di testa su cross di Hudson Odoi. Secondo gol consecutivo per l’attaccante belga dopo quello realizzato nella semifinale vinta dagli inglesi 1-0 con gli arabi dell’Al Hilal. Al 19’ i brasiliani pareggiano con Veiga su rigore dato per un fallo di mano di Thiago Silva. 

Nel secondo tempo supplementare al 12’ Havertz su rigore concesso per un fallo di mano di Garcia, segna la rete decisiva per il successo del Chelsea. Per il portiere della squadra inglese Mendy secondo titolo vinto nel 2022 dopo quello col Senegal in Coppa d’Africa. Il Chelsea è la quarta squadra inglese a vincere il Mondiale per Club dopo i due successi del Manchester United nel 1999 e nel 2008 e il trionfo del Liverpool nel 2019.

Serie A: Napoli e Inter non si fanno male, al Maradona finisce 1 a 1

(via Inter fb)
FRANCESCO LOIACONO
- Con una rete per tempo Napoli e Inter si spartiscono un pareggio che potrebbe proiettare il Milan in vetta alla classifica (senza dimenticare la gara in meno dei nerazzurri contro il Bologna. Al "Maradona" il rigore trasformato da Insigne a pochi minuti dal fischio d'inizio fa pensare ad un pomeriggio più che complicato per gli uomini di mister Inzaghi, in tribuna per squalifica. 

Il Napoli entra in campo orgoglioso del rientro da campione dopo la coppa d'Africa di Koulibaly. Oshimen durante il primo tempo fa a sportellate con Skriniar e crea sponde e spazi per gli attacchi partenopei. Il nigeriano, sgambettato da De Vrij si procura il rigore del vantaggio dei padroni di casa. Gli attaccanti azzurri non danno punti di riferimento. Politano prima di uscire per infortunio tiene a bada Perisic e insieme ad Insigne crea grattacapi alla difesa interista priva di Bastoni. L'Inter rischia grosso sul tiro da fuori area di Zielinski che si stampa sul palo. 

Mentre i nerazzurri si ricompongono per imbastire gioco soprattutto con Dumfries e Dzeko sempre più regista offensivo, il Napoli in velocità potrebbe affilare il colpo, ma ad Oshimen manca il guizzo giusto o è fermato dalle manone di Handanovic. I nerazzurri potrebbero approfittare degli errori di impostazione della difesa napolitana soprattutto di Koulibaly, ma Lautaro non riesce ad approfittare. Sulla pressione interista Dumfries è impreciso dalle parti di Ospina. L'Inter prova a creare soprattutto dalle fasce com Dimarco puntuale in fase difensiva e Perisic che serve Dzeko, ma il colpo di testa del bosniaco è debole. Il Napoli riesce a difendere il risultato, ma tra le fila interiste Barella e Calhanoglu sono sottotono. 

La reazione degli ospiti è premiata nella ripresa. Da un cross di Lautaro Dzeko si ritrova la palla tra i piedi dopo una respinta imprecisa di Koulibaly. Il pareggio inietta fiducia all'Inter con Brozovic che prende le redini del centrocampo. Dall'altra parte il Napoli ha una ghiotta occasione, ma Elmas è fermato tempestiva da Handanovic. Insigne ci riprova con una ripartenza. La gara si spezzetta con molti falli a centrocampo e Dumfries è frenato da Ospina e Koulibaly. Poi nel giro dei cambi entra Sanchez al posto di un appannato Lautaro e per il Napoli Mertens, Anguissa, ma non accade molto altro. La lotta per lo scudetto si fa più incandescente.