Calcio. Allegri: "La Juventus deve passare il turno in Champions; servirà grande lucidità e freddezza"

ROMA - "La partita perfetta della Juventus è quella di passare il turno. Servirà una partita di grande lucidità e freddezza, ci sono momenti in cui ci dovremo difendere ed altri in cui dovremo attaccare e cercare di far gol. Le debolezze difensive del Barcellona non credo siano cambiate in una settimana e ci dovremo lavorare sapendo che hanno grande forza lì davanti" ha dichiarato l'allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, parlando del match del Camp Nou contro il Barcellona, che si terrà mercoledì 19 aprile 2017 e valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League.

"Posso solo dire che abbiamo un grande rispetto per il Barcellona ma non bisogna pensare troppo, si deve fare una buona fase offensiva e difensiva; loro davanti hanno 3 giocatori importanti per cui dovremo avere un occhio di riguardo -prosegue in conferenza stampa da Barcellona il tecnico toscano-. A livello mentale la Juve è tosta, formata da giocatori di caratura internazionale che sono cresciuti molto in autostima. Domani sarà una bellissima sfida dove non si dovrà pensare ai gol fatti all'andata ma a fare la partita per vincere. Non ci aspetta un esame di laurea, è una fase di crescita; la Juventus deve sempre essere tra le primi 8 d'Europa. Il percorso è di crescita a livello tecnico e anche mentale, ci sarà una occasione importante da cogliere, una tappa per arrivare alla finale di Cardiff. La forza della grande squadra è quella di non esaltarsi mai ma avere entusiasmo per affrontare le partite e gli imprevisti della partita: è lì che si deve restare lucidi e freddi. Dovremo esser bravi a fare la partita giusta sapendo che il passaggio del turno si conquista al triplice fischio dell'arbitro, il Psg negli ultimi 3 minuti hanno subito 3 gol. Noi dovremo rimanere nella partita, domani c'è solo da entrare in campo e giocare a calcio senza pensare troppo. Ogni volta che avremo palla dovremo cercare di far gol, questa è una partita dove ci potrebbero essere diversi gol. Servirà serenità".

Calcio. Champions League: Real Madrid e Atletico Madrid le prime due semifinaliste

Ecco la prima sentenza per la Champions: Real e Atletico Madrid sono le prime due semifinaliste, fuori Bayern Monaco e Leicester.

Succede di tutto al Bernabeu, dove i bavaresi di Ancelotti, chiamati a ribaltare l'1-2 dell'Allianz Arena, passano in vantaggio dopo 8' nella ripresa: fallo di Casemiro su Robben e dal dischetto Lewandowski suona la carica. Già protagonista all'andata con una doppietta, Ronaldo rimette le cose a posto per i suoi al 31', staccando di testa sul cross di Casemiro, ma due minuti dopo un goffo autogol di Sergio Ramos riaccende le speranze del Bayern e manda la gara ai supplementari. I tedeschi, però, si presentano in dieci per il dubbio secondo giallo all'ex juventino Vidal, e al minuto 105 Ronaldo - in fuorigioco sull'assist di Sergio Ramos - sentenzia la squadra di Ancelotti prima di completare la sua personale tripletta al 4' del secondo supplementare dopo lo slalom di Marcelo. A completare l'opera Asensio per il definitivo 4-2 che lancia i blancos in semifinale come l'Atletico, a cui basta invece l'1-1 in terra inglese dopo il successo di misura ottenuto al Calderon.

A Leicester, per la prima vera occasione, bisogna aspettare il 21', quando Vardy mette in mezzo dalla sinistra e Okazaki prova di prima intenzione ma sparando alto. E cinque minuti dopo passa l'Atletico: cross di Filipe Luis e Saul Niguez salta indisturbato sul secondo palo mettendola lì dove Schmeichel non può arrivare. In avvio di ripresa Carrasco manca la deviazione sotto porta sull'assist di Griezmann, inglesi vicini al pari con Chilwell che non inquadra la porta. Al 16' però ecco l'1-1: la conclusione di Chilwell viene deviata da Savic e diventa un assist per Vardy che non fallisce. Il Leicester comincia a crederci ma sbatte contro il muro colchonero e alza alla fine bandiera bianca. 

Pallacanestro. Trofeo delle Regioni: quarto posto per la Puglia U14 maschile

BARI - Appena fuori dal podio ma sicuramente dentro al cuore degli appassionati di basket giovanile. Quarto posto per la selezione under 14 maschile di Puglia al Trofeo delle Regioni “Cesare Rubini” conclusosi a Roseto degli Abruzzi con la doppia vittoria della Lombardia.

Dopo la vittoria nel girone eliminatorio contro Umbria, Marche e Piemonte, è arrivato il superamento dei quarti ai danni della Sicilia e le sconfitte, al termine di incontri equilibrati, contro Lazio in semifinale ed Emilia Romagna nella finale di consolazione. Un risultato notevole di per sé ma che acquista ancor più significato se si pensa che si tratta del secondo miglior piazzamento ottenuto dalla Puglia nella storia recente della manifestazione, per la soddisfazione della presidente del comitato regionale Gonnella e dello staff coordinato dal dirigente Damiani.

E ad ulteriore riprova dell'ottima impressione generale destata negli addetti ai lavori è arrivato il premio per il miglior attacco del torneo. Una soddisfazione in più per la squadra della classe 2003 composta da Belviso, capitan Cannarella, Di Giacomo, Di Ianni, Fiusco, Larocca, Lupo, Pellecchia, Pesante (premiato come 'most improved player', giocatore maggioramente migliorato fra i suoi), Rinaldi, Scivales e Zicari, seguita dal referente territoriale Gesmundo ed allenata da Alba e Cascavilla. “I risultati ottenuti – osserva Gesmundo – devono essere motivo di orgoglio per un movimento che sta dimostrando di curare anche la qualità. E' un ottimo punto di partenza per poter migliorare ancora”.

Nel torneo under 15 femminile, quattordicesimo posto per la selezione pugliese che ha inanellato due vittorie e quattro sconfitte, due con le Marche ed altrettante con l'Umbria, incontrate sia nel girone iniziale che nella fase di piazzamento. I successi sono arrivati invece contro le padrone di casa dell'Abruzzo e Trentino-Alto Adige, prima di soffrire progressivamente il ridotto numero di rotazioni causa acciacchi ed indisponibilità. A parziale consolazione delle ragazze fra 2002 e 2003 e dello staff coordinato da Angela Del Vecchio, l'attribuzione del premio “simpatia”: un motivo in più per sorridere per Amatori (premiata come 'most improved player' pugliese), Caminiti, Capriati, De Nicolo, Golemi, Mastrototaro, Mazzone, Mollica, Montani, Sozzo, Valente e capitan Volpe. “Difficilmente – osserva Alba – alla lunga riusciamo ad esprimerci al meglio, in questo tipo di manifestazioni, anche in gare potenzialmente alla nostra portata. Brave tutte per l'impegno: siamo contenti in particolare dell'approccio delle tre nate nel 2003”.

Fra i riconoscimenti individuali, anche quello attribuito al pugliese Scardigno, in qualità ufficiale di campo maggiormente migliorato. Presenti in Abruzzo anche gli arbitri De Carlo e Laterza e l'altro ufficiale di campo Chirulli.

Calcio. Serie B: Spal in vetta, Bari undicesimo

di NICOLA ZUCCARO. Poteva rivelarsi indigesto per la Spal l'anticipo del Pranzo di Pasquetta delle 12.30. Sotto di una rete la compagine ferrarese rimonta lo svantaggio iniziale sconfiggendo per 2-1 il Trapani fra le mura amiche del "Mazza" e balzando da sola in vetta alla classifica della B 2016-17. Cinque i punti di vantaggio sul Frosinone e sull'Hellas Verona. Al Matusa i ciociari vengono beffardamente sconfitti per 3-2 da uno spavaldo Novara che rientra prepotentemente nella zona playoff. Doppio ritorno per il Verona al Bentegodi.

Al 2-0 rifilato al Cittadella, si aggiunge anche quello al goal per Pazzini che continua così a guidare la classifica marcatori con 22 reti. Gli scaligeri restano terzi, con 8 punti di vantaggio sul Benevento sconfitto al Rigamonti per 1-0 dal Brescia. Precipita all'undicesimo posto il Bari. I galletti dopo la sfortunata autorete di Tonucci, preceduta dalla debole conclusione di Galano, capitolano al Cabassi subendo nella ripresa la rete del 2-0 siglata da Mbakogu.

Una sconfitta che stando alla classifica ancora corta non chiude definitivamente le porte per l'accesso ai playoff ad un Bari che alla luce della quinta sconfitta esterna, dovrebbe ridimensionare, per quanto espresso contro il Carpi, le proprie aspettative in questa stagione.

24° Rally Città di Casarano: Renault e Peugeot tra le titolazioni di prestigio

Foto di Leonardo D'Angelo
CASARANO (LE). L’appuntamento con la ventiquattresima edizione del Rally Città di Casarano si avvicina e prosegue a pieno ritmo il grande lavoro degli organizzatori sia dal punto di vista burocratico che tecnico. Nei giorni scorsi infatti la manifestazione ha ricevuto l’ok della commissione di collaudo che ha visionato il percorso confermando il via libera alla gara che il 29 e 30 aprile aprirà la stagione rallystica pugliese. Superato dunque l’esame burocratico, l’organizzazione che si è prodigata anche per incrementare e affiggere con sufficiente anticipo gli avvisi al pubblico per quanto riguarda la viabilità e la chiusura delle strade interessate dal passaggio dei concorrenti in gara, guarda ora alle iscrizioni che all’ufficio segreteria continuano ad arrivare con ritmo sempre più incalzante.
Per il secondo anno consecutivo la competizione si riafferma tra gli appuntamenti di maggior prestigio del calendario nazionale con la validità per la Coppa Italia Rally Quarta Zona che conferisce alla manifestazione organizzata dall’affiatato gruppo della Scuderia Casarano Rally Team che si avvale come sempre della collaborazione della Scuderia Piloti Salentini e dell’Automobile Club di Lecce, un alone di grande enfasi derivante anche dal fatto che a questa serie tricolore possono partecipare le spettacolari vetture World Rally Car, veri gioielli della tecnica applicata alle corse su strada.

Negli ultimi giorni è salito vertiginosamente l’interesse tanto che la corsa vanta già le conferme di alcuni top driver e di conseguenza delle vetture più performanti, ma anche dei più quotati equipaggi locali tutti protesi alla conquista dei primi punti utili per inseguire i tanti obiettivi di stagione: il primato assoluto e la vittoria nelle 15 coppe di categoria. Ma chi guarda a Casarano non lo fa con l’occhio rivolto solo alla titolazione principale, tanti infatti sono i concorrenti decisi a dare la scalata anche ai Campionati Regionale e Interregionale di cui la gara, visto anche il coefficiente di moltiplicazione del punteggio di 1,5, sarà uno dei cardini dei rispettivi calendari, nonché ai premi messi in palio dalle case automobilistiche Renault e Peugeot che anche quest’anno hanno scelto Casarano per veicolare al meglio l’immagine dei loro trofei monomarca. Nello specifico la casa della Losanga ha conferito alla competizione salentina la validità per i Trofei Clio R3 (New Clio Sport R3C e Clio Rs 200 EDC Sport R3T), Twingo R2 (Twingo R2B) ed R1 (Twingo III Tce R1A), per il Corri con Clio N3 (Clio Rs N3) e per il Trofeo Lady Renault riservato agli equipaggi interamente femminili in gara con una delle qualsiasi vetture sopra indicate. Il marchio del Leone invece ha inserito Casarano nel Trofeo Peugeot Competition sezione Trofeo Club Regionale, monomarca aperto a tutti i modelli di auto, tranne le Wrc. Il quadro delle titolazioni si completa con la validità per il Michelin R2 Rally Cup Coppa Italia 4^ zona, trofeo riservato ai concorrenti che alla guida di vetture della classe R2 utilizzano in gara i pneumatici dell’azienda francese.

La posta in palio al Rally Città di Casarano numero 24 sarà dunque molto alta e il tutto lascia pensare a una gara che saprà certamente offrire spunti agonistici e di spettacolo molto interessanti con una lotta che si preannuncia avvincente non solo tra chi ha l’ambizione di occupare le posizioni nobili della classifica assoluta ma anche in chi lotterà curva dopo curva per primeggiare e portare a casa i primi importanti punti della stagione nelle varie coppe di categoria.

Resta ancora aperta e lo sarà fino a domenica 23 aprile la finestra temporale utile per inviare la domanda di iscrizione il cui modulo è disponibile nella home page e nella sezione concorrenti del sito ufficiale della manifestazione all’indirizzo www.rallycittadicasarano.com.

Marathon Castel del Monte Mountain Bike: macchina organizzativa in moto per l’evento del 30 aprile 2017

Preparativi ben avviati in ambito organizzativo per la quarta edizione della Marathon Mtb Castel del Monte grazie a un’organizzazione inappuntabile griffata New Bike Andria che si sta muovendo per mettere a punto i principali dettagli della manifestazione che avrà come scenario il possente ed emblematico Castel del Monte, tra i monumenti annoverati come patrimonio dell'Unesco.

All’ombra del maniero federiciano, la competizione si svolgerà nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia teatro dei percorsi marathon (65 chilometri), granfondo (44 chilometri) e cross country corto (2 chilometri da ripetere più volte) solo per esordienti ed allievi.

Non rimane che attendere l’ultima domenica di aprile (30) per godersi il fascino di questa manifestazione in sella a una mountain bike ed inserita a pieno titolo tra le più importanti dell’Iron Bike in un paesaggio che non finisce mai di appassionare per le sue bellezze naturali.

Il pacco gara sarà garantito a tutti gli iscritti fino a mercoledì 26 aprile con proroga della quota agevolata a 25 euro con ticket pasta party compreso, ancora a 25 euro ma solo con il ticket pasta party fino a giovedì 27 aprile. Per tutti coloro che si iscriveranno la mattina della gara la quota sarà di 30 euro, non avranno diritto al pacco gara ma solo al ticket per il pasta party.

Alle quote indicate vanno aggiunti 3 euro per noleggio chip “usa e getta” da pagare in loco al ritiro del numero di gara e non è prevista ulteriore cauzione.

I 4 infortuni più drammatici del calcio moderno

Storie fatte di lacrime, vendette, recriminazioni e rinascite. Da Roby Baggio a Roy Keane, da Alex Del Piero al “fenomeno” Ronaldo. Tutti gli infortuni al ginocchio che hanno segnato il destino calcistico di quattro monumenti del calcio.

Roberto Baggio, le gioie e i dolori del Divin Codino


Foto da fantasista10.co.uk

Il giocatore italiano più forte di sempre, insieme a Gianni Rivera. E anche il più ‘sfortunato’. «Da quando mi conosce il grande pubblico», disse Baggio in un’intervista, «ho sempre giocato con una gamba e mezzo. Ho una gamba più piccola dell’altra, un ginocchio a orologeria, i menischi non so neanche più cosa siano. Con il male che ho io al ginocchio, avrebbero già smesso tutti da anni. Ho male tutte le volte che gioco». Questo non gli ha impedito di dipingere calcio fino a 40 anni, con le maglie di Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Inter, Bologna e Brescia. Il primo grave infortunio - rottura del legamento crociato anteriore e del menisco - in Rimini-Vicenza, a soli 17 anni. I postumi di questo stop Baggio se li è portati dietro per tutta la carriera. L’ultimo crac a 36 anni, durante Parma-Brescia: è ancora il crociato a saltare. Nel mezzo, tante operazioni e sinistri cigolii al ginocchio, un Pallone d’Oro vinto, giocate da stropicciarsi gli occhi e quella continua rincorsa alla maglia azzurra che lo ha ripagato col più grande rimpianto della sua vita, il rigore fallito contro il Brasile nella finale di USA ‘94. Nemmeno i guai fisici sono riusciti a fermare il destino di un campione. Tantomeno ad offuscare quel talento cristallino che lo ha elevato a leggenda del calcio italiano.

Le sette vite di Alessandro Del Piero


Foto da soccermining.com

Gli alti e bassi del suo percorso calcistico hanno fatto della sua carriera un romanzo. Decisivo nella Juventus, altalenante in Nazionale. Per questo Alessandro Del Piero, ribattezzato “Pinturicchio” da Gianni Agnelli per l’eleganza del suo gioco, è stato uno dei giocatori che più hanno diviso critici e tifosi. Il suo dualismo in azzurro con Roberto Baggio prima e Francesco Totti poi ha scaldato per anni il cuore degli italiani. Lo spartiacque della sua vita calcistica l’8 novembre 1998, il giorno prima del suo compleanno. Si gioca Udinese-Juventus. A gara ormai conclusa, Del Piero si infortuna: la lesione del legamento crociato anteriore e posteriore lo costringe a un intervento di chirurgia del ginocchio negli Stati Uniti e a 9 mesi di stop. Inizia un declino stregato che si trascina per due anni, fino a quel gol contro il Bari e alle lacrime per il papà, scomparso pochi giorni prima. È la rinascita di Del Piero. Dopo aver vinto tutto con la Juventus, riscatta anche la sua storia in Nazionale, risultando decisivo nel Mondiale vinto in Germania nel 2006. Il resto è storia recente. Dopo 20 anni in bianconero diventa ambasciatore del calcio italiano emigrando prima in Australia, poi in India. Un fuoriclasse dalle sette vite.

Keane, Haaland e l’arte della vendetta


Foto da thesun.ie

Roy Keane, sangue irlandese, uno dei centrocampisti più forti e cattivi del calcio moderno, capitano del Manchester United più vincente di sempre. Nella stagione 1997-98 incrocia la sua corsa (nella foto) con quella di Alf Inge Haaland, difensore norvegese del Leeds, e cade dolorante. Si è rotto il legamento crociato. Haaland gli intima di rialzarsi, pensando di primo acchito si tratti di simulazione. Non finisce qui, perché le strade dei due si incrociano ancora 4 anni dopo, nel derby di Manchester (Haaland nel frattempo si è trasferito al City). Keane restituisce l’affronto con uno dei colpi più delinquenziali della storia del calcio: intervento killer sul ginocchio di Haaland e cartellino rosso. L’irlandese, come se non bastasse, si avvicina all’avversario con fare minaccioso e gli grida in faccia la sua vendetta. La carriera di Haaland, virtualmente, finisce qui. Nella sua autobiografia, Keane racconterà di non essersi mai pentito di quel gesto. Su YouTube la sequenza dei due scontri* vanta quasi 9 milioni di views. Appese le scarpette al chiodo, l’ex custode della mediana dei Red Devils si fa crescere la barba. Nel 2014 Haaland gli dedica un tweet. “Mai fidarsi di uno con la barba così…”. In allegato la foto di Saddam Hussein. 

*Approfondimento video: https://www.youtube.com/watch?v=p_st29mlQwU


 Ronaldo, il Fenomeno


Foto da thesun.co.uk

Uno dei giocatori più forti della storia del calcio. Ha vinto due Mondiali col Brasile e due Palloni d’Oro. Sarebbe potuto essere nell’Olimpo celeste del calcio, insieme a Maradona e Pelé, se la sua carriera non fosse stata costellata dagli infortuni. Il primo grave stop nel 1999, in Inter-Lecce. Lesione al tendine rotuleo, intervento di chirurgia del ginocchio destro e stop di sei mesi. Al rientro in campo (Lazio-Inter, finale d’andata di Coppa Italia) si consuma il dramma: dopo 6 minuti dal suo ingresso in campo il ginocchio del brasiliano fa di nuovo crac. Il tendine rotuleo, stavolta, si rompe completamente. Il grido che squarcia l’Olimpico di Roma e le sue lacrime di dolore** sono storia. La stagione da incubo dell’Inter si conclude con lo Scudetto che sfuma all’ultima giornata. Ronaldo, dopo aver temuto per la sua carriera, torna in campo la stagione successiva. Ma dopo pochi mesi passa al Real Madrid tra lo sconforto dei tifosi interisti. Otto anni dopo, con indosso la maglia del Milan, il brasiliano cade ancora. Stavolta è il tendine del ginocchio sinistro a tradirlo. Nel 2008 torna in Brasile, per terminare una carriera fantastica e drammatica.

**Approfondimento video: https://www.youtube.com/watch?v=5TEB8zefQUk